domenica, 05 luglio 2009,05/07/2009 10:25
A volte succede così, all'improvviso, mentre in altre circostanze il cambiamento si preparare per mesi. Succede che ti svgli una mattina, e hai come un'illuminazione: c'è qualche cosa da dover fare, assolutamente, perchè così come sei, così come stai non va affatto bene. Lo capisci in un secondo, mentre magari stai mettendo in ordine la tua stanza. Ci sono cose che devono cambiare, e devono cambiare "as soon as possible", come dicono gli inglesi.
I cambiamenti possono essere impercettibili, oppure anche di grande impatto visivo ed emotivo. Ecco, io sono più per le azioni di piccolo stampo, quelle che poi riflettono grandi risultati. Ho una vita bellissima: un lavoro difficile ma gratificante, un compagno che a volte fa un pò le bizze, ma che mi sta facendo capire cosa sia l'amore. Degli amici meravigliosi, su cui poter contare sempre. Eppure mi guardo allo specchio e lo vedo che non sono pienamente soddisfatta di me, di quello che ho raggiunto. E' come un labile pensiero che striscia vorticoso dentro di me e che a volte assume sembianze così reali da poterci dialogare. Bhè... signori, le danze sono aperte!
martedì, 30 giugno 2009,30/06/2009 11:26
Le vacanze si avvicinano ed il mio fisico ringrazia per questo. Ho bisogno di riposo, di sonno, di godermi del tempo per me. Rientro da un'esperienza bella e faticosa: il campo coi ragazzi. Ho sentito freddo, ma anche la bellezza della montagna, della pioggia, dello stare insieme, della condivisione e delle lacrime. Ho sentito la meraviglia di un Dio che si manifesta nelle piccole cose, e la grandezza dei ragazzi, che sanno stupirti senza fare niente di eccezionale.
Ho avuto tempo per me, per piangere, per ridere, per pensare. E' stato bello e difficile.
lunedì, 22 giugno 2009,22/06/2009 12:22
La paura gioca brutti scherzi. Non ti fa dormire, non ti fa avere fame. Ti fa sentire inadeguato a qualunque tipo di situazione. Ti fa sentire con un vuoto allo stomaco. E soprattutto... Ti fa sentire solo. Ecco come io mi sento. Sola. So di non esserlo, ma mi ci sento e poco ci posso fare.
Coraggio. Andrà bene. Lo so, lo sento infondo che andrà bene. Devo dare ascolto a quella piccola voce che mi dice che andrà bene.
Ho ancora nelle orecchie il rumore della pioggia di ieri. Ce l'ho ancora nelle ossa quell'umidità. Ho voglia di piangere. Ma piangere da soli fa ancora peggio.
lunedì, 08 giugno 2009,08/06/2009 16:20
Questa mattina, mentre venivo in ufficio, consideravo che le giornate stanno trascorrendo via veloci. Siamo già all'8 di giugno, e di cose ne sono successe, sono passate, accadute e io sono sempre qui. Mi guardo allo specchio e mi accorgo di quanto sono cambiata. Ho voglia di aria nuova, di cose nuove. C'è una "pianta di basilico" da cui dipende il mio futuro. Ci sono i miei primi biglietti da visita e i primi progetti da portare avanti. Ci sono viaggi in programma, spettacoli a scopi benefici. C'è un ufficio che lentamente si sta svuotando, ci sono pagine che si stanno riempiendo e libri che mi stanno conquistando.
La mia pelle, grazie al sole e alle lampade - lo ammetto - si sta dorando e giorno per giorno ci sono sogni che si vanno realizzando. Non è sempre facile, perchè a volte la vita ti rema contro, oppure sei tu che desideri le cose sbagliate. Perchè quando desideri una cosa, tutto l'universo cospira affinchè il sogno si realizzi e... Dio mio quanto è vero.
Al momento in ufficio non ci sono moltissime cose da fare: incombono le vacanze del mio capo, che sembra non riesca a trovare niente che lo soddisfi (qualcuno affitta una villa in Sardegna, possibilmente fronte mare, possibilmente tra Pula e Chia, possibilmente con tre camere da letto e un bel giardino?)
Io intanto ho già deciso che una settimana ad agosto in Sardegna ci vado, con le amiche di sempre, perchè a quella settimana proprio non si rinuncia. Si va avanti, si va avanti...
Ho preso i biglietti per il concerto di Renato Zero: ho bisogno di musica in questi giorni. Non ho granchè voglia di mangiare. Ho un bisogno immane di dormire, questo si.
sabato, 30 maggio 2009,30/05/2009 11:27
So che a volte sono una persona complicata, con i suoi intrighi mentali, con le sue paure e con i suoi limiti. So che a volte starmi dietro diventa davvero difficile e doloroso. So di non essere esattamente come tu mi vuoi. So che quel che siamo il mondo non lo capisce. So che ci sono delle persone che ci criticano, ci odiano, vorrebbero allontanarci. Ma io e te siamo io e te, nel bene e nel male. E' un momento difficile, lo so. Ma io non sono fatta per arrendermi, e nemmeno tu. Vogliamo proprio proprio dargliela vinta?
lunedì, 18 maggio 2009,18/05/2009 10:32
Ho passato un fine settimana di viaggio. Fatto di emozioni, di libri, di scoperte, di sentimenti. Dire tutto quello che ho provato, scriverlo con semplici parole, temo non sia possibile. E' andato molto oltre ogni mia più rosea aspettativa. Sento che la vita si sta trasformando, ed io mi sento molto più donna e molto meno bambina. Il Segreto funziona. Eccome se funziona, senza nemmeno che uno lo faccia apposta.
Ho assistito alla mia prima presentazione di un libro. Il padre di mia cognata era alla Fiera del Libro, con il suo romanzo, "Il Prezzo del Coraggio", un romanzo sulla storia di Enrico Mattei. Che emozione e, lo ammetto, un pò di invidia per questa cosa c'era. Prima o poi, lo so, lo sento, toccherà anche a me. Devo solo metterci mano, dando vita a quel mare che mi porto dentro. Sono stata al cinema, ho visto Angeli e Demoni e si, lo ammetto, mi è piaciuto. Ho fatto il cambio stagione, finalmente, tolto le coperte pesanti dal letto, messo in ordine la mia stanza. Tutto, pur di tenermi occupata. Che quando si torna da un viaggio, breve o lungo che sia, si ha sempre bisogno di "fare spazio" per tutto quello che si è conquistato. Come se le cose vecchie non servissero più, come se ci fosse bisogno di tanto altro. Come se mancasse il respiro, perchè di aria ce ne è troppo poca. Mi sento proprio felice. A Roma c'è il sole e questa primavera sta lasciando spazio ad una prepotente estate che si preannuncia calda e bellissima.
Ho sfoderato i sandali e i pantaloni bianchi, i capelli sono sciolti ed io mi sento amata. E' una sensazione preziosa che mi accompagna e mi fa sentire una donna nuova.
Inoltre... trovare a Giaveno, vicino Torino, un cameriere che per 16 anni ha lavorato nella pizzeria proprio dietro casa mia è stata la conferma che... "Tutto il mondo è dietro casa mia".
venerdì, 15 maggio 2009,15/05/2009 11:19
Ed è finalmente venerdi. Sono due giorni che le mie notti (curiosa dicitura, vero?) sono infestate da sogni confusi, stranissimi, popolate da personaggi famosi e non, da animali e da umani. Ma sono sogni che, stranamente, per quanto particolari e curiosi non mi mettono ansia. Anzi. Mi sveglio la mattina con un gran sorriso sul viso, senza alcuna fatica nonostante le poche ore di sonno.
Inizio a pensare che Il Segreto funzioni davvero. Qual'è questo segreto? Bhe, penso sia ancora un pò presto per ritenere di essere un'esperta, ma le cose iniziano a girare. Nel piccolo, intendo, ma iniziano a girare. Un messaggio da un'amica che mi riempie di orgoglio. Una vita piena di bellissime emozioni. La gioia di essere viva e di essere come sono. La determinazione nel raggiungere le cose che mi sono prefissata di raggiungere (va bene, ho un dubbio... Si scrive obiettivi o obbiettivi? Mi sa con una b, ma non mi va di controllare). Oggi inizia il fine settimana e queste settimane mi sembra che stiano volando via come il vento. La finale di Champions League si sta avvicinando a passi da gigante e quel giorno io voglio essere perfetta. Perchè è il mio lavoro e voglio essere io la prima a sentirmi orgogliosa di me stessa. Sto dando il 100% e mi sento proprio in forma.
Il cielo su roma è pessimo, oggi. Forse pioverà, forse no, ma io mi sento felice lo stesso.
Ieri cena con i ragazzi e i loro genitori... Un gruppone bellissimo, unito, coeso. Sono orgogliosa di questo anno insieme a loro, mi sembra proprio che abbiamo camminato bene, nonostante le difficoltà e a volte le incomprensioni fra di noi. Adesso ci dobbiamo mettere sotto a preparare il campo: inizia una nuova avventura e nuove emozioni da vivere insieme.
A giugno sarò a Pisa (forse), per la partita della Nazionale.
Insomma... Cominciamo a tirare fuori le valigie, perchè penso proprio che mi serviranno. Si... Ricominciare a scrivere è proprio una grande cosa!
giovedì, 14 maggio 2009,14/05/2009 12:26
Che finalmente il sole è arrivato a scaldarci, in questa primavera tanto ballerina. Ma si sa, la danza è vita, e quindi posso dire che, nonostante tutto, si vive. E si vive anche bene. Sto lavorando come una matta, su tre eventi diversi ma in un certo senso interessanti tutti e tre. La mia vita si sta plasmando nelle mie mani, forse è proprio questo il trucco del Segreto. Ci sono cose che ho sempre desiderato e che lentamente si stanno avverando, o almeno così sembra, e non c'è proprio niente di più bello.
Sono stata al mare, sabato scorso: Dio quanto mi mancava la sabbia, la spiaggia, quel profumo così speciale che solo il mare sa dare. La mia pelle, a Maggio, è già abbronzata, merito del sole, ma anche, lo ammetto, delle lampade, che sono un bell'aiuto per chi, come me, ha la carnagione di un vampiro in letargo.
Ho smesso di bere il latte (ahimè... niente più cappuccini, almeno per il momento) e devo dire che mi sento davvero tanto meglio. Non che prima ne fossi ingorda, ma evidentemente il mio fisico in questo momento non lo tollera.
Sto leggendo molti libri e ne sono fiera, anche questa cosa mi mancava. Sto pensando che se anche Cesare Cremonini scrive un libro (va bene che lo adoro, ma infondo è molto più simile a una persona come tante che non ad una celebrità), perchè non posso farlo anche io? L'idea mi si sta profilando all'orizzonte, e forse si concretizzerà, perchè... "ogni mio desiderio è un ordine", infondo, giusto?
Gli amici ci sono sempre. I biglietti per Renato Zero anche. Il mio cuore è in pace.
Che desiderare ancora?
Bhè... qualche piccolo sasso dai sandali me lo vorrei togliere ancora, ma... La vendetta è un piatto che si serve freddo, e io se ho un pregio è proprio quello di essere paziente.
Giuro... Sarò anche un pò più costante....
Stay tuned!
giovedì, 30 aprile 2009,30/04/2009 09:56
Voglio che sia primavera, fuori e dentro di me. Il sole c'è, dietro a qualche nuvola impertinente anche un cielo azzurro da ferire gli occhi. Le foglie degli alberi sono scosse da una lieve brezza, dalla voglia di mostrare la loro scintillante chioma verde. Ed io ho voglia di sorridere, perchè sta arrivando maggio, il mese delle rose. Maggio. Il mese del mio onosmastico, il mese della finale di Champions League (che lo so che questa notazione toglie poesia alla cosa, ma è l'evento al quale sto lavorando, e quindi... ci sta).
Ho voglia di colori e di sperimentazioni, di mare, di sabbia e di sorrisi. Si, ce la metto tutta per mettere tutti questi ingredienti nelle mie giornate, per fare in modo che la ricetta riesca alla perfezione, come nel migliore dei libri di cucina.
lunedì, 20 aprile 2009,20/04/2009 10:12
Vengo fuori da una nottata orribile. Ho fatto un sogno atroce, le cui immagini fanno fatica ad abbandonarmi. Ero in una specie di castello strano, fatto tutto a livelli. Non l'interno, ma l'esterno, una specie di borgo medievale. C'era anche mio nipote G., che saltellava di qui e di lì. E all'imrpovviso, un piede in fallo. Una caduta libera da una specie di tetto. Una caduta libera verso il vuoto. Io che porto le mani alla bocca. Lui che precipita. Io che mi sveglio nel panico. Se solo ci ripenso il respiro si infittisce e il panico si impadronisce di me. Non riesco a non pensarci.
Mi sono svegliata di colpo, con la gola secca, gli occhi fuori dalle orbite. Panico. Panico puro.
martedì, 07 aprile 2009,07/04/2009 16:32
20 secondi.
20 cazzo di secondi e la vita si trasforma.
Completamente e per sempre. E' una specie di ritornello, ultimamente. 20 secondi per una scossa di terremoto.
20 secondi (e anche meno) per leggere un messaggio di 160 caratteri.
20 secondi per sentirti dire ti amo. O ti odio.
20 secondi e un bimbo si ferisce una guancia, e su di essa rimarrà per sempre una cicatrice.
20 secondi per recitare il Padre Nostro.
20 secondi per non esserci più.
20 secondi per guardare qualcuno negli occhi e renderti conto che la tua vita non sarà più la stessa, da quel momento in poi.
20 secondi per essere in ritardo.
venerdì, 03 aprile 2009,03/04/2009 15:03
E poi ci sono giorni come questo. Dove ti chiedi che cosa abbia un senso e cosa non ce l'abbia. Alla fine la risposta non conta, conta la domanda. Sentirsi vuoti e pieni allo stesso tempo; sentirsi amati e presi in giro. Capire il valore delle cose e delle esperienze in base a quanto gli altri le disprezzino. Io sono fiera di dare un valore alle cose. Anche se poi fanno male. Sono fiera di vivere le cose e di viverle appieno, nonostante il dolore che possono provocare. A volte va bene, a volte va male, ma questa è la vita ed è meravigliosa così come ci è stata donata.
A Roma è primavera, anche se l'aria è ancora frizzante e fa sentire che la primavera sta celando il meglio di se ai nostri occhi. Nel mondo c'è ancora qualche cosa di buono, anche se come questa primavera, si nasconde agli occhi dei più. Eterna sognatrice, ma io ci credo ancora. Credo al buono che c'è nelle persone, anche se tutto quel che mettono davanti ai tuoi occhi è male. Credo che esista un Dio, dal quale in questo momento vorrei essere abbracciata. Ma lo so... Si avvicina il Suo momento di dolore,e forse di un abbraccio ne avrebbe bisogno pure Lui. Perchè tutti hanno un loro momento di dolore. Io lo sto accarezzando, mi ci sto avvicinando, in attesa di gettarmici dentro con tutte le scarpe. Infondo... anche questa è vita.
E allora mi aggrappo ai miei mille progetti, ai miei desideri e ai miei sogni, alle mie capacità che so essere tanti. Devo solo avere il coraggio e la forza di dare loro una voce chiara e limpida, rispettosa, mai piegata ai compromessi.
Ho smesso di cantare, ma voglio ricominciare a farlo. Un passo. Poi un altro passo. E poi un altro ancora. E' così che i bambini imparano a camminare; è così che io mi sento oggi, ed è da qua che voglio ripartire. Un passo. Poi un altro passo. E poi un altro ancora. Ci sarà la musica a farmi compagnia. Ci sarà l'amore delle persone che mi circondano. Ci sarà la mia voglia di credere che non mi giudichino, ma che semplicemente mi amano per quella che sono. E sono piena di difetti, lo so, piena di mancanze, piena di mille cose che non vanno e che vorrei buttare via. Ma sono anche piena di vita e di voglia di essere semplicemente me stessa. E alla fine è proprio questa la mia promessa per il futuro: vivere, vivere a dispetto di tutto e di tutti.
So che sono un concentrato in tante cose. Sono piccola di statura, ho mani piccole e piedi piccoli, ho spalle apparentemente minute e peso pochi chili. Ma sono anche consapevole che dentro di me ci sia un mondo, complicato, intricato, a volte ignoto e oscuro ai più. So che questo mi aiuta poco, perchè non molti hanno la forza di fermarsi a guardare la trama che esso compone. Ma so anche che non sono disposta a darlo via per una gioia fugace. Questa è la mia promessa di felicità. Accettare che sono amata per quella che sono. E non è una promessa facile.
domenica, 22 febbraio 2009,22/02/2009 14:43
Sarò una voce fuori dal coro, ma sono proprio felice che abbia vinto Marco Carta. Sono felice non tanto perchè la canzone di Marco Carta sia stata la più bella di tutto il Festival (onestamente, altre me ne sono piaciute tanto di più). Sono felice perchè è una persona che sta inseguendo il suo sogno, e passo dopo passo sta raggiungendo il suo scopo. E' un ragazzo che ha un sogno; lo sta vivendo e gli viene data una possibilità. Ha una carriera davanti e ha una possibilità per perseguirla. Bene, sono felice per lui. Poi è ovvio che sicuramente c'era qualcuno che lo "meritava" di più per voce, per talento, per bravura. Ma bravo Marco. Bravo davvero.
Però non è solo di questo che vorrei parlare. Domani inizio il mio nuovo lavoro. O meglio. Torno a fare il mio vecchio lavoro. A distanza di un anno e qualche mese. Sono felice di rientrare nel mio mondo, anche se un pò mi spaventa. Vedremo. Chi vivrà vedrà. Sto dimagrendo, perchè mi sono messa a dieta. Domani ho il controllo dalla dottoressa: vediamo che cosa mi dice. Però lentamente sto tornando a mio agio col mio corpo. Lo so, dovrei andare anche in palestra, ma purtroppo non ho molto tempo. Adesso meno che meno.
Sto leggendo. Mi sto rilassando. Sto cercando di vivere la mia vita felicemente.
sabato, 07 febbraio 2009,07/02/2009 12:07
Ci sono alcune cose che sono destinate a cambiare, altre che invece, nonostante il tempo che passa e gli anni che si succedono, rimangono immutate. Ieri ho preso una decisione che a molti può sembrare strana, ma di cui invece avevo bisogno. Sono andata dalla mia dietologa, mi sono fatta misurare, pesare, controllare e... meraviglia delle meraviglie: mi devo mettere a dieta. Ebbene si. Si ricomincia. In realtà è una cosa della quale avevo bisogno. Io col mio corpo non ho mai avuto un rapporto straordinario, non mi sento mai all'altezza delle situazioni, mi sento sempre meno degli altri. Fisicamente, intendo. Sarà "colpa" dell'altezza, che in natura mi ha sempre un pò penalizzato, o del fatto che comunque non ho mai avuto un fisico perfetto. Ma il problema non è quello. Il "problema" è che non mi piaccio. E ora inizio a sentirmi a disagio per questa cosa. Così, ho preso il toro per le corna, ed eccomi pronta a ricominciare questa nuova sfida. Che io delle sfide ne ho bisogno.
In tutto questo, ieri sera abbiamo riorganizzato una sorta di rimpatriata con il nostro vecchio gruppo giovani. E' stato emozionante, sebbene molti di loro io continui a frequentarli. Ossia, non tutti insieme, ma continuiamo a vederci. PErò, ritrovarci attorno ad un tavolo, a raccontarci le nostre vite è stato proprio bello. Abbiamo visto che quello che ci ha reso amici tanti anni fa, a tuttoggi e con tutto quello che è accaduto non è cambiato. C'è sempre quella sintonia, quella stima, quella fiducia che allora ci aveva reso indivisibili. C'erano ex fidanzati, ex colleghi, ex "colleghi di catechismo", che oggi sono amici. Amici e basta. Ed è stato bellissimo ricordare i vecchi tempi e sentirsi sempre parte di qualche cosa di più grande. Bellissimo.
P.S.
A Roma sta diluviando.
martedì, 27 gennaio 2009,27/01/2009 12:15
No. non è che ho smesso di leggere, di scrivere e di fare qualunque altra cosa. E' solo che mi sono staccata da questo diario virtuale per qualche giorno. solo qualcuno, per tornare poi con delle cose da raccontare. In realtà sto leggendo molto. Mi sto appassionando alla saga di Twilight, lo ammetto. E no. Non è scritto particolarmente bene. So già come andrà a finire, perchè secondo me non può finire in nessuna altra maniera (e questo non perchè io sia particolarmente intelligente). Ho visto il film e proprio non mi è piaciuto, a parte un paio di scene. Ma.
C'è sempre un ma. E' una grande favola, e Dio solo lo sa quanto in questo periodo io abbia bisogno della favola. Di sapere che ci sono ancora delle cose buone nel mondo, e che c'è ancora qualche cosa che ci fa sognare, nonostante tutto. No, non sono affatto triste o scoraggiata, a dispetto delle apparenze. E' un buon momento storico questo per me, ci sono in ballo molte novità e molti cambiamenti, che mi rendono ogni giorno una persona diversa, e questo va bene. Ma ne fondo del cuore, proprio all'angolino in basso a destra, sento che ho bisogno di sognare, di emozionarmi. Si, anche per le pagine di un libro che probabilmente non è un capolavoro della letteratura contemporanea. Ma che cosa cambia? A me cambia. Cambia il mio modo di sentire, di provare dei desideri e delle emozioni che siano invece reali.
In questo periodo sto pensando spesso al gruppo dei ragazzi che seguo per le cresime. Che belli e che piccoli che sono. Vedo il loro universo interiore, semplice e ricco, proprio dell'età che hanno. Mi domando se ne siano consapevoli, alle volte. Oppure se si lascino trasportare dalle loro giornate un pò così. Infondo, lo facciamo un pò tutti, perchè loro non dovrebbero?
In tutto questo... Si avvicina il mio compleanno. E non solo.
venerdì, 02 gennaio 2009,02/01/2009 14:14

Ho comprato questo libro in una libreria di Via Veneto, un giorno che stava venendo giù un diluvio universale. L'ho iniziato a leggere e me ne sono innamorata. Miss Pettigrew è proprio come me!!! Sarebbe una bellissima commedia teatrale da mettere in scena, e il personaggio di questa donna è a dir poco geniale. Fantastico. Lei è... Vera, assolutamente vera. nonostante sia totalmente disullusa dalla vita e dal suo destino, in lei non si è mai spenta quella scintilla che la porta comunque a sognare e a buttarsi, a volerci provare, nonostante tutto. E solo in questa maniera possono accadere cose meravigliose, cose in grado di cambiarti la vita.
venerdì, 02 gennaio 2009,02/01/2009 14:10
Non sono una feticista. Non ho oggetti di culto che valgono più della mia stessa vita, ma si, ci sono delle cose alle quali tengo parecchio. Non necessariamente oggetti preziosi, ma cose che per me hanno un valore simbolico/affettivo che travalica il loro valore economico.
Però... Però amo i libri. Li amo come oggetti, come colori, come forme, come cose che puoi sempre riaprire e che sono sempre diverse. Li amo, perchè sono la fiducia di persone che hanno deciso di mettersi in gioco, donando parte di se al giudizio degli altri. Li amo per la carta con cui vengono stampati, per l'odore che hanno appena vengono aperti. Non potrei mai e poi mai vivere in una casa senza libri; ne ho moltissimi nella mia stanza, ancora di più in casa mia - ho ripreso questo lato paro paro dalla mia mamma - ma sembrano sempre pochi. E' strano, lo so, ma non comprarli, non leggerli, non amarli oppure non odiarli, mi sembra un torto alla vita, quasi. Quando vedo le fotografie degli interni di case bellissime, mi chiedo sempre "e i libri dove stanno?". Oggi c'era una foto, su Vanity Fair, di una scrittrice all'interno della sua casa. Lei accoccolata sul divano, col pc portatile sulle gambe, circondata da una libreria carica di volumi ordinati. Tanti, belli, caldi.
Fra poco sarà il mio compleanno. Chi lo desidera, non avrà difficoltà a pensare a che cosa potermi regalare :)
mercoledì, 24 dicembre 2008,24/12/2008 13:27
Giuro che torno... Prima o poi torno...
Intanto buon Natale a tutti... Ma proprio a tutti tutti. Che possa portare gioia, serenità, qualche acciacco, ma lieve lieve, giusto per godersi un paio di giorni a letto; possa portare musica e amore; se un amore deve finire, auguro che finisca nel migliore dei modi. Se un piatto deve andare di traverso, che ci vada per colpa di una risata.

venerdì, 12 dicembre 2008,12/12/2008 11:13
Ieri sera, sotto un nubifragio completo, c'è stato il concerto di Cesare Cremonini. Che so che detta così potrebbe sembrare una cosa come tante altre, ma per me non è stato questo. Il Gran Teatro era una specie di lago artificiale, e sfidando qualunque tipo di logica sono andata in motorino. Ho parcheggiato sotto al diluvio ed ho varcato la soglia.
Mi sono lasciata avvolgere dalla musica, dal rullio della batteria, dal basso, dalle chitarre, dai flauti. Mi sono lasciata trasportare dall'energia di un artista che per me significa molto. Molto più che belle canzoni. Significa il ricordo della più incredibile esperienza di lavoro che abbia mai fatto. Significa il ricordo di emozioni e sentimenti che mi accompagneranno per sempre. Significa la condivisione di cose che molto spesso la musica ti può dare. Significa capire di avere una colonna sonora per la vita, per le cose belle e per quelle brutte.
Ho visto persone che fanno il loro lavoro con passione; e non ho niente da dire sul fatto che abbia cantato proprio bene. Si. Intonato, potente, avvolgente, emozionante. Era un concerto che desideravo tanto vedere, ed è stato un sogno che si è realizzato. So che può sembrare una cosa di poco conto, e che magari Cremonini non è un artista di fama internazionale. ;Ma quando qualcuno sa comunicare i propri sentimenti... Bhè, allora diventa speciale.
Grazie, Cè, per avermi regalato una serata indimenticabile.
martedì, 09 dicembre 2008,09/12/2008 23:28
Sono a Londra. Ultima notte in questa citta', per essere precisi. Una vacanza, la prima dopo non so quanto tempo, che mi sono conquistata tutta da sola, mettendo da parte soldi, ferie e voglia di sentirmi totalemente libera in una citta' che va ben oltre tutto quello che avevo sempre immaginato. Londra non e' come te la descrivono. E' davvero molto di piu'. Sono gli odori, le persone, i colori, il bel tempo. Sono qui da domenica e non ha mai piovuto. Ho visto delle cose incredibili, che mi portero' per sempre dentro al cuore. Al di la' delle cose da cartolina che ogni citta' si porta con se', Londra e' fatta di cappuccini portati fra le mani, e' fatta di un Tamigi calmo e rilassato. E' fatta di Abbey Road Studios. E' fatta di storia e di luci, di odori fortissimi e di persone che ti travolgono. E' fatta di liberta', di sensazioni meravigliose che mi portero' nel cuore per sempre. E' fatta anche di cose non capite e di cose non dette, di telefonate non fatte e di sms ai quali non si e' potuto rispondere. Non sono perfetta. Lo so e mi dispiace molto. Mi faro' perdonare e presto mettero' delle fotografie bellissime.
Domani si torna a Roma. Alla vita di sempre, ma con delle emozioni enormi dentro di me. Si torna anche con la prospettiva di un concerto - quello di Cesare Cremonini - al quale tengo particolarmente ad andare. Perche' la sua musica parla al mio cuore, ed il mio cuore ora di questo ha bisogno.
Hi guys... See you in Rome...
giovedì, 27 novembre 2008,27/11/2008 11:05

Questo libro è stato per parecchi giorni sul comodino di mia mamma; alla fine l'ho scippato e l'ho letto io. In una settimana è scivolato via come l'olio, bello, semplice, diretto. Diego de Silva racconta le vicende di un avvocato, Vincenzo Malinconico, che non sa bene che cosa deve fare della sua vita. Lasciato dalla moglie per un architetto che sembra un fico - ma in realtà non lo è per niente - assolutamente insoddisfatto della sua carriera legale - con un figlio che non conosce e una figlia, non sua, che però sembra leggergli dentro, si ritrova a parlare con i mobili del suo studio e della sua casa - rigorosamente Ikea. Li chiama per nome, come noi faremmo con un cane. E alla fine è proprio l'amore, improvviso, incredibilmente insperato, per una donna a cambiare non tanto la sua vita, quanto la sua prospettiva. E allora capiamo che tutti noi siamo un pò Malinconico, e che all'improvviso, basta un bagliore, possiamo diventare (e vorremmo diventare) come Vincenzo. Un uomo che, non sa bene nemmeno lui come, riesce a prendere in mano la sua vita e a trasformarla. Nel piccolo, certo. Perchè i mobili Ikea rimangono. Le sue paure rimangono. Ma alla fine questo personaggio "eternamente scazzato" diventa una specie di eroe dei giorni nostri.
Un libro che consiglio. Davvero.
martedì, 18 novembre 2008,18/11/2008 16:07
Sarà che si avvicina Dicembre, il mese che io più amo sopra qualsiasi cosa. Sarà che ci sono tante cose che ritornano, come un libro regalatomi al Liceo, di cui chi me l'ha regalato non si ricorda più. Sarà che è arrivato il freddo freddo anche a Roma, ma con un cielo azzurro che rende meravigliosa qualunque cosa. Sarà che ho bevuto il caffè con la Mannoia, oggi a pranzo. Sarà che mi sento felice.
Sarà che sono piena di cose da fare: l'uscita sabato e domenica, il parrucchiere sabato, il compleanno di Lovi venerdi, la registrazione venerdi, l'appuntamento per V.R. che ancora devo registrare. Insomma: la mia vita ultimamente mi piace proprio, e per una come me che ha sempre un fondo di tristezza nello sguardo non è male. Sto cambiando, si. Ma perchè è la mia vita a cambiare. E va bene così.
giovedì, 13 novembre 2008,13/11/2008 14:53
Ora... Non so se sia per il fatto che sto galoppando verso i 28 anni, se sia perchè è un periodo per certi versi "nostalgico", ma ecco che mi trovo a scrivere il secondo post che ha a che vedere con le memorie culinarie del passato.
Ieri sera, infatti, dopo ANNI, ho mangiato di nuovo i bastoncini Findus. E voi direte: e che hanno di così speciale? Bhè... a casa mia i bastoncini Findus non si sono mai chiamati così. Si sono sempre chiamati "pitti", non so dire nemmeno io per quale ragione. E quando mamma preparava i pitti per noi tre pargoli era una festa. Mi ricordo i pranzi, seduti in quella terribile cucina gialla e marrone che faceva però tanto casa, su quel tavolo che poco ci mancava che crollasse ad ogni pasto (ma che è gloriosamente rimasto intatto fino al penultimo trasloco fatto).
Mi ricordo quella padella dove venivano preparati, spesso e volentieri insieme alle patatine fritte. Mi ricordo che almeno quelli si potevano mangiare con le mani. E così mi sono tornati alla memoria i pasti di quando eravamo piccoli, di quando si pranzava e si cenava in cinque dietro ad un tavolo. Quando io, Marco e Michele tornavamo da scuola: io con il mio zainetto rosa, Michele con il suo immancabile giubbottone verde, Marco sempre con un ombrello, per farlo risuonare sulla ringhiera che arrivava fin sotto il portone di casa. Io andavo alle elementari allora, quindi tornavo prima e lo sentivo sempre.
Mamma ci chiamava "a tavolaaaa" con quella A lievemente strascicata ma sempre piena d'amore. Che poi uno l'amore dei propri genitori lo vede anche da queste cose. Piccole, come un bastoncino Findus, ma eterne, come il loro ricordo.
martedì, 11 novembre 2008,11/11/2008 16:22
Mi sono laureata ormai quattro anni fa, e non posso dire di essere stata una assidua frequentatrice dell'università. Il primo giorno che ho messo piede dentro alla mia facoltà, ho giurato a me stessa che ci avrei messo il minor tempo possibile ad uscire fuori di lì, e sono stata di parola, devo dire. Mi sono laureata in lettere, indirizzo storico religioso, alla prima sessione utile del quarto anno accademico, nonostante avessi finito gli esami quasi un anno prima. Ho frequentato pochi corsi di laurea, giusto quelli che, un pò per interesse, un pò per dovere, non potevo proprio saltare. Un esempio? Geografia, che di solito era alle due e mezza, gisuto dopo pranzo, per dare al tutto una vaga sensazione di abbiocco. Ho dovuto frequentarlo per forza, poichè altrimenti starei ancora sostenendo la parte relativa alla cartografia: in quel caso ho portato la pianta di Santa Maria Capua Vetere. Che ricordi... Letteratura Latina e Storia Medievale, i miei due esami incubo. Un sudatissimo 25 nel primo, al cui appello d'esame ci siamo presentati in 6 e solo 4 sono stati interrogati il primo giorno. Penso sia il voto più sudato e sognato di tutta la mia carriera universitaria. Ancora mi ricordo, dopo avere sostenuto l'esame e prima di conoscere il voto d'esame, un tipo fuori dalla porta mi fa "bhè... non so se ti promuoveranno... Insomma, quella domanda non è che l'hai proprio esaurita... Se fossi in loro non ti promuoverei". Era giugno, ma io avevo freddo. Quando il prof. Gamberale ha pronunciato quel 25 e mi ha chiesto se accettavo, non solo ho firmato il verbalino di corsa, ma ho guardato il tipo fuori dalla porta e gli ho detto: "bhè... Gamberale non la pensa come te. In bocca al lupo per domani".
Storia medievale è stato il vero incubo degli incubi: il corso l'ho seguito due volte, ma ci ho messo un anno e mezzo a dare l'esame, perchè ero letteralmente terrorizzata. Ho sempre odiato la storia, in particolare quella medievale... Dico solo che all'esame mi ci ha iscritta il professore (eh va bene... Ho preso 28). Ma il corso migliore che in vita mia ho seguito è quello poi in cui mi sono laureata: "Storia del Cristianesimo". Lo seguivamo in meno di dieci persone, e siccome il professore era un sacerdote, il corso era alle 8 e mezza del mattino. Un trauma. Ma mi sono divertita. Ed ecco che oggi, andando al supermercato per pranzo, mi è tornato alla mente un particolare al quale non avevo mai più pensato da anni.
Il momento più particolare di quell'anno, oltre al bellissimo corso, era la pausa caffè. Il caffè della macchinetta di Lettere alla Sapienza non è proprio il massimo, ma è una bomba per tenerti sveglio. La mia colazione (che ancora non facevo al bar perchè c'era troppa gente) era fatta da questo fantastico caffè e dalla bustina del distributore dei Krumiri Bistefani (i miei biscotti preferiti). Freddi, tre di numero, a volte semplici, a volte con le gocce di cioccolato. Era la nota dolce per affrontare la giornata. Era il momento dello scambio di chiacchiere e dell'sms al mio fidanzato di allora. Era il momento in cui anche l'università mi pareva un posto migliore. Era il momento in cui, io scricciolo di 151 cm e viso da quattordicenne, mi sentivo grande. Che prendere il caffè alla macchinetta mi faceva sempre pensare di essere grande.
Oggi, dopo tanto tempo, ho mangiato un krumiro bistefani con le gocce di cioccolato. Ed è stato bellissimo sentirmi di nuovo piccola.
sabato, 08 novembre 2008,08/11/2008 19:34
Ho appena finito di leggere questo libro. Se il compito di un'opera letteraria è quello di far perdere un pò se stessi, per catapultarci in un altro mondo, allora questo libro può essere considerato un'opera letteraria.

Ho pianto, mi sono spaventata, ho sorriso, ho sperato, non ho capito. Insomma: mi sono immersa in un mare di emozioni e di ricordi che mi paiono una benedizione. E' un libro meraviglioso, avvincente, strano, pieno di coraggio e di malinconia. Un libro assoluto, che non può lasciare indifferenti. Un libro che se ti appassiona, è certo che non lo molli più. Ho letto l'ultima frase e mi sono detta... "Non è possibile..." In realtà... E' come se non ci fosse una parola fine...
sabato, 08 novembre 2008,08/11/2008 14:23
Dormi angelo vero
tra la porta e il cielo
Mille favole mille sogni d'oro
Mille aquile mille cuori in volo
Dormi angelo vero
fra la nebbia e il muro
linea rossa linea della vita
mai più lacrime, sangue fra le dita.
Linea rossa, linea della vita
Mai più lacrime, sangue fra le dita.
Credo sia una ninna nanna meravigliosa... Di una dolcezza di cui in questi giorni c'è un bisogno irrefrenabile.
domenica, 02 novembre 2008,02/11/2008 22:26
La morte è un concetto strano, che però appartiene a tutti noi. Ci rende tutti uguali, soggiogati al suo destino. La sola cosa che cambia è la forma, sempre diversa per ciascuno, ma di fatto, nella sua sostanza, ci rende per una volta tutti uniformi. Non importa più la religione, le idee, il colore della pelle o l'estrazione sociale: davanti a lei siamo tutti uomini o donne. Un momento prima esisti, l'attimo dopo hai passato il confine. Non è dato sapere cosa ci sia dopo. La mia certezza è che ci sia una vita piena, ma ora ho quella che vivo ogni giorno, a quella mi aggrappo e quella voglio rendere speciale in ogni suo istante.
Voglio farlo perchè realmente la vita è troppo, troppo breve e imprevedibile per fare programmi o per dare certezze. Mi basta guardare negli occhi un'amica, che erano anni che non vedevo più. Mi basta averla abbracciata oggi fra le sue lacrime, per una morte bizzarra che a 28 anni le ha strappato quel marito sposato poco meno di un anno fa. E penso che io e lei abbiamo vissuto gli anni delle comunioni e della cresima insieme. Abbiamo condiviso delle esperienze incredibili. Penso che la sapevo felice e invece la sua vita non sarà più la stessa. Perchè una morte improvvisa e inaspettata le ha strappato l'amore della sua vita, quello sposato a 28 anni forse non ancora compiuti. E questo è un fatto che non si cancella e che ti lascia riflettere. Mi fa pensare a tutte le occasioni perdute, alle volte che non ho detto a qualcuno che gli volevo bene, per paura del giudizio altrui o per chissà quale paranoia. Penso a tutte le cose che non ho fatto, alle persone che non ho abbracciato. Penso che me ne dovrei fregare un pò se qualcuno può pensare male di fronte a certi miei comportamenti, perchè solo io so per quale ragione agisco in un modo piuttosto che in un altro. Penso che non mi sentirei più me stessa se non potessi dire a qualcuno che l'ho amato, o che gli ho voluto bene, o che per me è stato importante, se un giorno una morte assurda mi portasse via questo qualcuno.
E allora forse è questo il segno che aspettavo, che ho chiesto, per sapere esattamente che cosa fare. Allora forse non devo stare a girare troppo intorno alle cose o alle persone, ma andare dritta per la mia strada, perchè domani potrebbe essere troppo tardi e io potrei pentirmi amaramente di quello che ho fatto. O di quello che non ho fatto. O non ho detto, quando ne avrei avuto la possibilità.
Poi penso alla vita. Alla piccola Aurora che 9 giorni fa è venuta al mondo in una famiglia meravigliosa, penso che ha tutto il mondo davanti a se e tutta la vita per imparare un sacco di cose. Per essere felice e triste, per capire che cosa sia l'amore e cosa sia il dolore. E penso che alla fine la vita è davvero tutta qui, in un battito di ciglia che non sai quanto può durare. Pensi a fare progetti, programmi e alla fine ti ritrovi che una banalità li ha scombinati tutti quanti. Senza che tu possa farci niente. Questo pensiero, questa cosa che mi ha sfiorata così da vicino in questi giorni mi atterisce, mi spaventa. E se domani mi svegliassi e chi amo non ci fosse più perchè è stato portato via? E io non sono riuscita a dirgli quanto bene gli ho voluto?
venerdì, 31 ottobre 2008,31/10/2008 16:16
Giornate che si rincorrono. Emozioni che non so e non voglio spiegare. Da dire c'è solamente che sto bene. Vedo la mia vita da un diverso punto di vista e... bhè, posso farcela. Mi sento proprio felice.
martedì, 28 ottobre 2008,28/10/2008 15:46
Proprio questa mattina, sull'autobus, ho terminato questo libricino. Libricino perchè sono poche pagine, ma di una verità e di una semplicità quasi disarmanti. Mi è stato consigliato da un'amica. L'ho lasciato sedimentare nella libreria per qualche settimana e in un paio di giorni l'ho divorato.
Spiritoso, divertente, profondamente realistico. Le cose spesse volte sono decisamente più semplici di come appaiono: gli uomini si inventano mille scuse e le donne si fanno mille castelli per aria. Entrambi però non hanno il coraggio di dire semplicemente che... La verità è che non gli piaci abbastanza. Tosto, ma decisamente liberatorio.

sabato, 25 ottobre 2008,25/10/2008 12:40
Una donna comincia a rifiorire e lo capisce subito anche lei. Lo capisce quando trascorre il suo sabato mattina a buttare dalle sue cose il buttabile. Oggetti e abiti che fino a qualche giorno prima non avrebbe osato toccare. E invece con la forza di un ciclone li afferra e li mette nel sacco delle scovazze, così, senza la minima emozione o rimorso. Semplicemente basta. Finita. Stop. Bisogna fare posto a cose nuove, ad aria nuova, a sentimenti nuovi.
L'ordine è il primo segnale della rinascita. Così, dopo che nella mia stanza sembrava che fosse esplosa una bomba a mano, adesso invece troneggiano due sacconi di roba da buttare (ebbene si... tra le altre cose ben quattro paia di scarpe! Una specie di evento per quello che mi riguarda) e uno di roba da dare via.
Adesso manca solo la ceretta e il parrucchiere, e siamo a posto!
P.S.
Ieri sono andata a trovare la mia amica M. che ha dato alla luce il secondo figlio. Una bimba, Aurora, che ha due giorni ma che ancora non sono riuscita a vedere. Facevo in macchina questa considerazione con la mia Vale: M. ha 28 anni: due figli, un mutuo, un marito, un orto da curare e un camino di cui prendersi cura. Lo ammetto: c'è stato silenzio quando questa cosa è stata pronunciata a voce alta.