- author: Soledentro
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"Tu sei qualche cosa che io non so spiegare. E' come quando la mattina ti svegli e ti accorgi che il sole c'è ancora: puoi essere triste, preoccupato, avvilito, puoi anche non accorgerti che la luce rischiara il giorno. Ma il sole c'è, che tu lo voglia o meno. La stessa cosa sei tu per me. Tu esisti, che io lo voglia o meno. I tuoi occhi sono vivi dentro di me, sulle mie mani, sulla mia pelle, e così la tua voce così particolare, che sarebbe impossibile confondere... Mi chiedevo, questa mattina mentre arrivavo in ufficio in motorino, se ti ricordi come tutto è cominciato. Con te che mi hai nascosto anche la tua età, mentendo spudoratamente anche su quello. Io che ero incuriosita da una persona del genere, e che non mi capacitavo di come potessi in qualche maniera rivolgere la tua attenzione su di me. Io così piccola e distante da te e dal tuo mondo, che fra le altre cose non conoscevo affatto. Ti presentasti come qualcuno profondamente diverso da quello che eri in realtà. Ho scoperto nella maniera peggiore come stessero realmente le cose, ma c'è stata una forza dentro di me che mi ha spinta a non buttare tutto all'aria, a non cacciarti prepotentemente dalle mie giornate, seppure il dolore che provassi era così forte che i miei occhi si riempivano continuamente di lacrime. Poi è successo qualche cosa che ha del miracoloso: ci siamo visti e credo che da quel momento sia cambiato tutto. Io me ne sono resa conto, tu ancora no. Perchè per te era ancora un gioco. Io ero ancora un gioco, anche se non lo volevi ammettere. Tu eri ancora così immaturo e bugiardo, nonostante la tua età... E solo il tempo, in questo, ti ha dato una mano. Mi hai permesso di farmi conoscere e ti sei accorto che io non ero affatto come tutte le altre che da te vogliono solo una cosa. Io non ti chiedevo assolutamente nulla, se non il fatto di essere te stesso. Una cosa che ti ha sempre spaventato. Ho deciso di dare a me e a te una possibilità, avvicinandomi quanto più possibile, arrivando a vivere addirittura nella tua stessa città, così distante dalla mia di origine. E così... E' successo, credo, qualche cosa che ha del miracoloso... Ossia, ti sei lasciato avvicinare da me. Hai lasciato che io ti conoscessi per quello che sei in reatlà, con le tue debolezze, con le tue sconfitte. E hai capito che io non ti ho mai giudicato, nè ho lasciato soli i tuoi passi. Anche quando hai voluto e preteso di camminare da solo, io ero là ad osservarti, a seguirti, a cercare di capirti senza però starti con il fiato sul collo. Hai capito che non tutti al mondo sono uguali, e hai capito che esistono diversi tipi di bene e diversi tipi di amore. Non ti sei mai sbilanciato, e credo che tu non lo abbia mai fatto nemmeno con te stesso. Ma mi hai resa la persona più felice sulla faccia della terra, perchè uno come te, seppure sia difficile da vivere ogni giorno, sa darti tanto. Ora credo che tu abbia capito quanto io sia importante per te e per la tua vita. Ora che io sono ritornata a casa. Ora che forse mi vuoi come non mi hai mai voluta.
E ora che per me le cose sono davvero complicate mi accorgo di quanto io abbia ancora bisogno di te, nonostante tutto. Perchè quando sento la tua voce mi sembra che tutto possa davvero andare meglio, e che ogni difficoltà sia sormontabile. Oggi a Roma fa un freddo glaciale, e il tuo pensiero mi scalda dentro. Forse anche questo per me è un segno... Qualunque cosa accada credo che non ci lasceremo più... Questa è la frase che mi hai detto qualche giorno fa. Così come mi hai detto che mi vuoi bene, così, senza mezzi termini. Cose che possono sembrare sceme, ma non dette da uno come te. Che non dice mai nemmeno se sta bene oppure no. E queste cose me le tengo strette, come regali che mi siano stati fatti."
ci sono dei giorni in cui mi sento abbastanza bene. E giorni nei quali vorrei solo piangere e dormire. Dormire e piangere. Oggi è uno di quelli in cui questi due sentimenti si alternano. La luce che batte sulla scrivania del mio ufficio mi fa capire che si, ancora posso vedere i contorni delle cose e degli oggetti, ma stride terribilmente con il maglione nero che indosso. Nero. Si. Un colore che in questi giorni amo portare. NEro e collo alto. Forse perchè vorrei essere invisibile. Si. In questo momento, lo dicevo alla mia collega questa mattina, vorrei sparire dalla faccia della terra, andare in un posto dove nessuno mi conosce e dove non conosco nessuno, riazzerare ogni cosa e ripartire da capo. Ma so che non è possibile. So che invece si pretende da me forza (che non ho), coraggio (che mi manca), e chissà quante altre cose che mi pare di avere perduto per la strada. E a questo punto mi domando anche che cosa ne sarà di me.
Quello che è veramente buffo è che, ora come ora, le cose con lui non sono mai andate meglio. Ora che invece dovrebbero bloccarsi. Come se lui non fosse mai esistito. Come se mai fosse entrato a fare parte della mia vita. Ecco. Se fosse stato così probabilmente non sarebbero accadute moltissime cose e tutti ci saremmo risparmiati tante lacrime. Ma è anche vero che... Non lo avrei nemmeno mai sfiorato....
Ieri dentista. Due ore con la bocca spalancata. L'anestesia che di solito si fa a un cavallo, visto che dopo 4 ore la mia bocca era ancora completamente addormentata. roba che se mi fossi fatta un piercing al labbro, ieri sera, sono sicura che non avrei sentito nulla. Ho dormito come un sasso: un venerdi sera trascorso sotto al piumone della mia stanza da letto: non riuscivo nemmeno a tenere gli occhi aperti, non sono riuscita nemmeno a fare due chiacchiere con chi dicevo io. e si che questo è un grave sintomo... Si, non mi reggevo assolutamente in piedi. Ora va meglio. Questa mattina sono riuscita a dormire e anche a fare colazione, sebbene la mia guancia sia ancora un pò gonfia e non riesca in alcun modo ad aprire la bocca del tutto... Difficile cantare in queste condizioni, ma devo farlo, oppure allo spettacolo credo che se ne vedranno delle orrende. E di certo non voglio fare una figura del cavolo.
Credo che il tempo per questo template sia giunto al termine: ora ho bisogno di luce, proprio come nelle mie giornate. Ho bisogno di chiarezza e di una pagina che rifletta: per quanto il nero resti in senso assoluto il mio colore preferito, ho voglia do vedere inchiostro nero su questo schermo. Il mio cane abbaia a chissà quale simile nel giardino. A Roma c'è il sole e le mie mani sono fredde. Lui mi manca. Mi bruciano gli occhi.
Si. E' tutto nella norma.
E' come se la mia vita fosse nuova. Non che le cose siano sensibilmente migliorate, ma dentro di me mi sento meglio. Molto meglio. Come se fosse entrata una ventata d'aria fresca, e finalmente avesse spazzato via i malumori dei giorni passati. non credo che tutto si sia risolto, credo invece che la strada sia ancora molto lunga e molto in salita. Ma inizio a non sentirmi più sola.
Oggi, dopo il lavoro, sono uscita. A parte che mi sono fatta un regalo (un completo intimo molto, molto carino), ma poi ho preso un aperitivo con un amico. Leo. E' stata una cosa molto piacevole e rilassante: mi sono sentita grande e felice insomma. Mi sono sentita come una persona normale. Io, che in questo momento ho un bisogno estremo di normalità. visi amici. Cose semplici. Quindi posso dire di sentirmi molto meglio. Almeno questa sera.
Questa sera, nella quale L.U.I. mi dice che una donna gli manda un messaggio nel quale è pronta a pagare pur di averlo. Lui che risponde in malo modo. e che ci tiene a dirmi, a specificarmi, che questa lei non è Quella Lei ma un'altra. che non vive nemmeno in Italia. Senza rendersi conto che non mi deve nessuna spiegazione. Che va bene così. che anche se questa cosa mi ha messo addosso una tristezza infinita, so, spero, che non prenderebbe mai dei soldi per andare a letto con una donna. Scherzando gli dico che gli mando un bacio, ma che non ho intenzione di pagarlo per questo. Mi risponde che io ho un conto aperto.... Lasciando intendere chissà che cosa... E forse è proprio questo a farmi impazzire di lui... Perchè ha capito che questo mi fa sentire..... Come nessuno è mai riuscito a farmi sentire...
Le cose si muovono: la vita è movimento. Lui, che sembra volermi ancora nella sua vita, come forse non mi ha mai voluta. Mi chiedo che senso abbia il suo comportamento di adesso, di questo periodo, così dolce, così rispettoso, così poco aggressivo. Domandarmi che senso abbia chiamarmi alle due di notte, semplicemente per parlare. Domandarmi che senso abbia stare a parlare per ore in cam, come se al mondo esistessimo solo io e lui. E sentirmi importante. Una volta tanto importante e centrale nella sua vita. E non capirci più nulla, perchè mi accorgo che in realtà è quello che ho sempre voluto, ma che ora non so gestire. No, non lo so gestire minimamente. E mi chiedo che senso abbia ora tutto questo. Sorridere per le cose più sceme, sorridere e sentirmi felice se il telefono squilla. E avere paura, tanta paura, che domani mi sveglierò e tutto tornerà come è sempre stato. Difficile e impossibile. No, perchè ora nonostante tutto questo casino di situazione che sto vivendo a livello personale, mi sembra che ogni cosa sia possibile per la mia vita. E allo stesso tempo mi rendo conto di sentirmi malissimo. Perchè mi sento uno schifo ad avere detto cose che non avrei dovuto dire...
Ci sono moltissime cose che non sono mai riuscita a raccontare a nessuno, e che ora emergono violentissime nel mio animo. Sono felice di esserne riuscita a parlarne con mia madre: ci siamo abbracciate fortissimo, ho pianto fra le sue braccia e ora credo che le cose possano andare meglio tra me e lei... forse è l'inizio della discesa, o forse adesso si aprirà il periodo più complicato della mia esistenza. Non lo so, ma una volta tanto non mi sento affatto sola.
Questo blog ritorna pubblico.
In barba a chi si è permesso di giudicare senza sapere. In barba a chi ha voluto essere curioso, senza diritto. E soprattutto troppo.
Sarebbero tante, veramente tante, le cose da scrivere oggi, al termine di questo week-end appena terminato. Sono in ufficio, a Roma il tempo non è certo di quelli che ti mettono l'argento vivo addosso: l'inverno si avvicina a grandi falcate e la malinconia inizia a farsi sentire. Questa mattina, mentre ero in motorino, mi sono resa conto che nell'aria già si respira il profumo del Natale. E' ancora lontano, è vero, ma qualche cosa già lo sta portando... O forse sono io che, dentro di me, già lo avverto...
Milano è sempre Milano, non c'è niente da fare: le sue strade umide di pioggia ma ancora così accoglienti per me. Quelle luci che già ti portano a pensare che l'inverno non sarà così freddo, nonostante la distanza che ti separa; l'odore delle castagne sul fuoco, che ti riportano a quando eri bambina. E poi lui... Lui che è sempre come sempre, sebbene più adulto, più maturo dall'ultima volta che vi siete salutati. Qualche preoccupazione in più, si, ma anche la gioia di vederti. Ti abbraccia camminando per la strada, come non ha mai fatto. Ti stringe, ti tocca il naso con dolcezza, fa battute e guarda, ricreando intatta l'intimità di sempre. Abbiamo parlato come mai abbiamo fatto. Ci siamo confidati, aprendo l'anima l'un l'altro... Ci siamo detti delle cose che nessuno dei due aveva mai avuto il coraggio di tirare fuori. E' stato bello e importante, anche se alla fine la sola cosa che avremmo dovuto fare, cioè andare al Raduno, non è successa. Ma è andata bene così: è stato perfetto. Davvero perfetto. Quello che mi resta dentro, oltre a tanta mancanza di una quotidianità che mi alberga dentro, è la gioia di essere stata insieme ad una persona che per me è fondamentale; la gioia di esserci ascoltati davvero. La voglia di riabbracciarci, di essere semplicemente noi.