sabato, 27 maggio 2006,27/05/2006 11:31

Che ancora non mi era capitato di venire in ufficio di sabato. Che Viale Parioli di sabato sembra quasi una strada ella e poco incasinata. C'è un'aria buona fuori, anche se fa freschetto. Avrei voglia di dormire, di riposarmi, ma questo traguardo è ancora molto lontanto. Giovedi, sembra, si parte per la Germania; non so quanto starò fuori, avrò un biglietto di sola andata per il momento. Parto, ma non so bene dove andrò. So che saranno giornate pienissime, nelle quali non avrò modo di fare altro che non lavorare. Che alla fine i Mondiali di Calcio sono una festa per tutti, tranne che per chi ci lavora dietro le quinte.

Non so come mi sento, in relazione a lui. Da una parte mi manca, da una parte lo detesto con tutta me stessa. E' un rapporto di amore e odio che non so definire. Non oggi, giorno in cui lo vorrei al mio fianco e invece non c'è. Forse perchè mi manca. Mi manca terribilmente, e a volte questa mancanza si fa sentire violenta.

martedì, 23 maggio 2006,23/05/2006 00:37
Oggi ho avuto la conferma di quella che era per me quasi una certezza: partirò per la Germania senza vederlo. Perchè sarebbe dovuto accadere sabato o domenica, ma avrò uno spettacolo a teatro, e quindi non sarà possibile. Si replica. Ancora una volta. E sarà di nuovo emozione. Musica. Paura. Gioia. Applausi.
domenica, 21 maggio 2006,21/05/2006 11:04
E anche ieri è andata bene. Molto bene. Il calore del pubblico è stata davvero una bella spinta a fare bene e sempre meglio; nonostante un paio di stecche prese (non faccio la cantante di professione -__-), credo di avere fatto centro. Mi sento sempre più sicura, anche se l'emozione, la paura ci sono sempre. Insomma: se potessi pianterei tutto e farei davvero l'attrice di professione!!! Ieri notte, alle ore 2:30, mentre dormivo di sana pianta, mi ha chiamata, con la sua voce vellutata, raccontandomi quello che aveva fatto. Sono onestra: di tutte le cose che mi ha detto, la sola alla quale ho creduto è che sia andato al cinema. tutte le altre, per quanto mi riguarda, sono cose alle quali credo poco, su cui non faccio affidamento. Non lo so... Mi è forse più semplice reagire in questa maniera che non mettere piena fiducia nelle sue parole, visto che siamo a 600 km di distanza, e visto che ogni giorno senza di lui è una specie di tormento. Gli ho domandato come mai mi avesse chiesto di vedere Spiderman 2, visto che quel film dà ragione a me e non a quel che pensa lui. Ha provato a dirmi che non è vero, che è Mary Jane che non capisce che dietro Peter Parker c'è qualche cosa di più grande, e che magari non immagina. Io ho semplicemente aggiunto che a lei non gliene frega nulla che Peter Parker sia Spiderman, le interessa solo essere consapevole che senza di lui non ci sa stare, e che quindi preferisce assumersi tutti i rischi che lo stare con lui comporta. Chiaramente non ha saputo più che cosa dire.
Mi ha chiamata anche ieri pomeriggio; è stata una telefonata molto dolce, molto ironica anche, ma io onestamente non credo che questo mi basti ancora. Gli ho spiegato che a me non interessa avere la certezza che lui venga a letto con me. Gli ho spiegato che per me non è importante che lui, ad oggi, mi dica che vuole passare il resto della sua vita insieme a me. Ma semplicemente che ammetta che... Bhè, è un suo desiderio. Che è quello che sogna, anche se ci sono mille difficoltà. E io lo so che sui sogni bisognerebbe farci poco affidamento, perchè è veramente difficile che si realizzino. Ma nella vita di oggi, se non ci aggrappiamo a quelli, che cosa ci rimane? Probabilmente proprio niente da stringere fra le mani, e allora che ben venga sognare. Mi rendo conto delle situazioni che circondano sia me che lui; io amo la mia città, quello che ho qua, le cose che vivo e che faccio, le difficoltà che quotidianamente devo affrontare. Ma sarei disposta a piantare tutto, se solo lui mi dicesse anche solo una parola. E lo so che forse è sbagliato, che io non dovrei ragionare in questa maniera, e che invece dovrei pensare a me, a quello che sono e a quello che faccio, indipendentemente da lui. M mi sento persa se lui non c'è. E' come se un pezzo di me mancasse di completezza. E non si può vivere incompleti. Non si può.
sabato, 20 maggio 2006,20/05/2006 11:09
E che no. non mi basta che tu mi dica "sta tranquilla", perchè questa volta ci tenevo davvero. Ci tenevo come forse niente nella mia vita e, ancora una volta, non sei stato abbastanza uomo per dirmelo. Ancora una volta hai pensato che forse io sono una ragazzina, e che con le ragazzine ci si può comportare come meglio si crede. Ma questa volta hai sbagliato. Hai sbagliato perchè ti sei messo a giocare con qualche cosa di molto più grande di te e di me. Ti sei messo a giocare con una cosa, forse una delle poche, che per me ha valore sopra tutto e sopra tutti. Mi hai presa in giro su un'emozione, un sogno, su qualche cosa che per me non ha prezzo, ed io non lo dimentico. quante volte mi hai promesso, e non hai  mantenuto. Così anche oggi. E questa volta senza nemmeno l'onta di una pallida giustificazione. Tu, che le odi tanto. Non mi merito nemmeno, evidentemente, che tu possa alzare il telefono e dirmi "no, non vengo". Anche questo mi lasci intuire da sola. E poi mi chiedi di stare tranquilla. no. Troppo comodo. Troppo, troppo comodo. Forse è stata una settimana difficile per tutti, ma non vedo per quale ragione io debba scontare anche le tue di difficoltà. Non è giusto. Una persona adulta, matura, alza quel cazzo di telefono e dice le cose come stanno. Tu no. E allora è giusto che ne paghi le conseguenze. E' giusto, e non fa una piega. Cammina. Cammina per la tua strada perfavore.
venerdì, 19 maggio 2006,19/05/2006 21:13
Un cuore gonfio. Qualcuno ha bene commentato il mio stato attuale, un misto di ebbrezza e di malinconia, di rabbia e di voglia di scappare; proprio il giusto sentimento per commettere delle cazzate...
mercoledì, 17 maggio 2006,17/05/2006 17:33
Che gli uomini, a volte, sibi proprio dei buffoni. Perchè prima si sentono in gran diritto di darti dell'imbecille, perchè la loro luna gira storta. Allora tu taci, non perchè non abbia nulla da dire, ma perchè l'educazione a te è stata insegnata. Perchè non sei offesa, ma arrabbiata, e sono due sentimenti molto diversi. E così... siccome sono buffoni, ma non stupidi, capiscono che sei arrabbiata, che la corda l'hanno tirata troppo. E pensano che basti dirti un "ti voglio bene" per rimettere tutto a posto. Ma questa volta, mio caro, non è così. Perchè questa volta hai offeso la mia dignità e la mia intelligenza; non è la prima volta che succede, e questa volta penso di avere passato il mio personale limite di sopportazione. Devi camminare, questa volta, se pensi di voler recuperare il terreno perduto. Non so se ne sei consapevole. IO SI.
mercoledì, 17 maggio 2006,17/05/2006 11:24

Serata bella quella di ieri. Molto bella. Una birra, mezza minerale, tanta voglia di raccontarsi ad un amico che mi ha colpita. E mi sento di voler dire grazie per questa opportunità che ho avuto, perchè questa mattina mi sento meglio. Mi sento meglio, perchè ho tirato fuori tante cose di me. Cose che avevo dentro, sopite, nascoste, archiviate. Perchè non con tutti puoi parlare di tutto senza sentire dolore. E ieri, per la prima volta, non ho sentito dolore nel raccontare di lui, di quello che mi ha fatto, di come si sta comportando e di come si è comportato. Non mi ha fatto male, quasi, rendermi conto di quanto si stia perdendo della mia vita, delle mie emozioni, di quello che sento. Lui non sa cosa voglia dire per me svegliarmi ogni mattina ed entrare in trincea. Non sa che fatica che ho fatto per riuscire a salire su di un palco e cantare per due ore. Non lo sa che cosa voglia dire, e forse non lo saprà mai. Non sa cosa voglia dire affrontare la mia famiglia quotidianamente, un lavoro che è nuovo ogni giorno, ed è pieno di incognite. Non sa che cosa si sta agitando dentro il mio cuore, non lo sa che lentamente mi sta perdendo. Ogni giorno un pezzetto alla volta. E non sa nemmeno quanto grande sia la lacerazione che mi sto portando dentro, ma che lentamente, forse, si sta cicatrizzando. Perchè ho bisogno di una persona che ci sia, e lui non c'è. Ho bisogno di qualcuno su cui poter fare affidamento e lui non è questo. Lui, ora, è quello del silenzio. E allora sta zitto.

martedì, 16 maggio 2006,16/05/2006 17:43
Povero cuore! Schiacciato dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.

Trale persone, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo cuore è devastato dal dolore...
ma non ti dà un po' di dispiacere
quest'anima in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.

Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un cuore come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.

Voglio sperare che il cuore torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avrò ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare
domenica, 14 maggio 2006,14/05/2006 22:31
Mi rimane una delle più grandi soddisfazioni della mia vita. Mi rimane una rosa rossa che campeggia sicura sulla mia scrivania. Mi rimane la certezza di avere fatto qualche cosa di fatto bene, e di avere reso fiere di me due fra le persone alle quali voglio più bene in senso assoluto. Mi rimane quel sorriso e quell'abbraccio, quei baci sulla testa e quella fierezza di sentirmi... Felice. Felice dopo tanto tempo.
sabato, 13 maggio 2006,13/05/2006 16:33

A.N.S.I.A.

Ho l'assoluta certezza che non potrei mai e poi mai andare da amici di Maria de Filippi, se un muicrofono, un semplice microfono mi fa questo effetto.... Vabbè, questa sera mi gioco il tutto per tutto, ho un'ansia che la metà basterebbe ma... Va bene, ce la posso fare. Basta che me ne convinca. Mi basta solo che mi convinca da sola che non è mai porto nessuno per una prima a teatro. Per un musical, in cui non si sa bene per quale ragione ti hanno affidato la parte da protagonista.

Vabbè.... vi saprò ridire....

giovedì, 11 maggio 2006,11/05/2006 20:37

E cerco di pensare al bello di questo periodo, ad un amico che torna a farsi vivo dopo tanto tempo, ad una mail che arriva del tutto inaspettata, a Nico al quale devo chiedere perdono se sono sparita, ma al quale penso sempre, insieme alla sua famiglia che presto si allargherà.

Penso al fatto che c'è sempre un motivo per il quale sorridere. Sempre. Anche quando sembra il contrario.

giovedì, 11 maggio 2006,11/05/2006 12:58
Che cercare qualcun altro, quando il cuore è abitato, non è proprio semplice...
mercoledì, 10 maggio 2006,10/05/2006 11:54

Che male così era tanto che non ci stavo. Che un pianto così disperato, violento, da lasciarmi senza respiro forse era solo dai tempi della morte di mio zio che non accadeva. E questa mattina tutto quello che mi rimane della terribile serata di ieri è solo un gran mal di teta pulsante, la voglia di piangere a dirotto e di mandare tutti a quel paese. Ci vuole un enorme sforzo di pazienza per resistere, e devo dire che qua a lavoro la situazione è anche abbastanza tranquilla. Ho un sonno che la metà basterebbe, e nemmeno tutti i caffè di questo mondo riescono a farmi rimanere con gli occhi aperti.

Ma devo resistere, perchè la dignità viene prima di tutto. Perchè devo impormi a non essere io a cercare, ma a lasciarmi cercare. Perchè tutto sommato devo tentare di distaccarmi dal bisogno imponente e pressante di chiamarlo, di contattarlo. Perchè devo farcela da sola, con le mie forze. Che se sto male, che se ho bisogno di sentirlo, alla fine lui non risponde. Perchè lascia il telefono in macchina. Non ci sono obblighi, non stiamo insieme, giusto? E allora nemmeno io ho l'obbligo di cercarlo e di avere bisogno. Nemmeno io ho l'obbligo di rispondere immediatamente quando lui mi cerca.

Devo riprendermi la mia vita, sebbene adesso non abbia nemmeno la forza di tenere gli occhi aperti.

domenica, 07 maggio 2006,07/05/2006 09:53

E capire che ovunque vada, o qualunque cosa faccia ci sei tu. Ci sei tu, e il resto conta poco. Non conta. Perchè sai sparire, sai essere come un'ombra, ma quando sto per lasciare la presa sai tornare prepotente, e inondare la mia vita della tua presenza. Perchè sai chiamare la notte, senza che io mi spaventi. Perchè sai chiamare al mattino presto, e svegliarmi con una dolcezza che non ha confronti. Sai avere una voce che non sarà mai uguale a nessuna altra voce, anche se questa voce mi racconta di un te che è stato tutto il giorno sul divano, a guardare film e a riposarsi.

Ed io so che oltre a questo, sicuramente, c'è anche altro, ma so che non me lo dici. So che te lo tieni per te. So che a Roma non ci verrai, nè per la prima del mio spettacolo, nè per la seconda, nè per nessuna delle mie repliche. E forse mi appello proprio a questo per poterti cancellare. Per poterti chiedere di sparire dalla mia vita, per tornare, forse, a respirare. Un'aria che non sarà mai come quella che riempie ora i miei polmoni, ma sarà un'aria che forse mi permetterà di andare avanti. E si. Forse mi accontenterò, perchè il non poterti avere nella mia vita mi rende la persona più triste che esista. Perchè io credo di avere trovato qualcuno che sia fatto apposta per me, su tante tante cose. E credo anche che tu abbia trovato qualcuna fatta apposta per te. Lo credo.

lunedì, 01 maggio 2006,01/05/2006 11:19

Primo Maggio. Ho voglia di essere coraggiosa, ho voglia di essere me stessa. Questa notte. Questa notte ho fatto dei sogni incredibilmente reali e poco piacevoli. Mi sono svegliata con quel BIP nel cervello. Erano le 2.39. Lo ricordo, perchè quando guardo l'orologio di notte poi me lo ricordo sempre che ore che erano. E c'era un tuo SMS. Uno allegro, uno dei tanti, uno che dopo quesgli incubi mi ha fatto sorridere. C'eri tu, che già da un'ora  mi dicevi che andavi a dormire. E io che avrei voluto vegliare sul tuo sonno.

Oggi guardo il mondo dalla finestra della mia stanza: ho voglia di fare tante cose, ma prima di tutto di prendermi cura di me. La mia mamma e il mio papà stanno pulendo il giardino - quella jungla di giardino, aggiungo io -; io adesso mi occuperò della mia stanza, e poi di me. Ancora un pomeriggio di prove, ancora un pomeriggio di musica, e probabilmente di qualche stonatura di troppo. Ancora un pomeriggio, lo so, nel quale molti dei miei pensieri ti raggiungeranno. Sai... L'altra sera quando mi hai telefonato, dopo le 10 passate, e con candore mi hai confessato di "avere fatto lo zio" mi sono chiesta. O meglio, se l'è violentemente domandato il mio cuore, ma perchè diavolo ti ostini a non dirmi la verità? A fingere di essere uno zio, e a non ammettere di essere un papà. Uno splendido papà, aggiungo. Perchè questa cosa è reale? Perchè un figlio è una cosa reale? Ebbene... Si. Lo è. E' meravigliosamente reale. E se tu riuscissi ad accettarlo, ad accettarlo anche con me, forse le cose sarebbero più semplici. Perchè fino a quando non ci sarà questo, non potrò mai pensare di poter costruire qualche cosa. Perchè si, mi tieni in sospeso ormai da troppo tempo. Perchè si, dovrei essere io quella che ti mette alle strette. E forse lo farò. Forse. Perchè mi pare di non essere ancora abbastanza forte. Forse non lo sarò mai. Non penso che si raggiunga un momento nel quale si ha la forza di dire addio alla persona che ha fatto parte della nostra vita per così tanto tempo e così tanto intensamente. Ma un giorno, chissà quando, se le cose andranno avanti così, dovrò farlo.

Per ora no. Voglio godermi questo giorno di pace. E sperare. continuare a sperare. Almeno oggi.