
- author: Soledentro
- category:
- comments: commenti (2)(popup) | commenti (2)

Più i giorni scorrono, più mi accorgo di quanto assurda sia la vita. C'è Ale, che come se niente fosse mi manda un messaggio e mi chiede di vederci. Gli dico va bene. Il giorno dopo mi dice che ha una cena e che non può rinunciarci. quindi rimanda a domani - che sarebbe oggi - e ancora non si è fatto sentire per darmi buca anche oggi (perchè è come se avessi un sesto senso e so che succederà).
Poi c'è Leo, che mi domanda se per caso io sia arrabbiata con lui. Io rispondo semplicemente: "dovrei?" e lui che si crogiola, pensando che la mia sia gelosia. Quando, con calma, gli spiego che per me può stare con tutto il litorale laziale, che non sono gelosa, ma mi rode, se mi pianta mezz'ora in macchina, di notte, da sola, perchè lui deve stare al telefono, credo che si sia reso conto di non essersi comportato proprio bene, e allora mi domanda scusa. Lui, che pensava che io fossi arrabbiata senza motivo, alla fine si ritrova a dovermi delle scuse. Che è vero, non ci faccio molto, perchè continuo a non avere una grande voglia di vederlo. Ma è già un passo in avanti, visto e considerato che è convinto della mia gelosia.
E poi c'è lui. C'è lui che non so come faccia, ma sa mischiare sempre le carte in tavola. Sa esserci, sa non esserci, sa sparire e riapparire nemmeno fosse Houdini. C'è lui che promette (ma so già che non manterrà). Che dopo un periodo orrendo, adesso sembra la persona più meravigliosa sulla faccia della terra. E poi ci sono io.
Non lo so dire come sto. Questo fine settimana non è stato proprio facile da affrontare, ma penso di esserne uscita più forte di prima. Forse, è proprio questa la cosa importante, rispetto a tutto quello che è accaduto. Posso essere forte anche io, seppure nella mia fragilità, e posso esserlo anche senza l'aiuto di lui, o di L. o di Ale o di qualunque altra persona. Il che non vuol dire certo che da soli si sta meglio, ma a volte c'è bisogno di starci. Per capirsi un pò di più, per trovare una strada, per fare le cose che altrimenti non si farebbero. Come godersi il proprio nipote, anche se ti sveglia alle cinque della mattina perchè vuole la mamma. Non so ancora bene che cosa farò, ma so di poter guardare il mondo a testa alta e con occhi più sereni, sebbene la strada sia in salita.
E ora... tutti in aeroporto!!!
E' stato un fine settimana di quelli che credo ricorderò. Non è stato bello, affatto. Ma sono accadute parecchie cose, che forse mi aiuteranno a... Liberarrmi di parecchi fantasmi. La prima riguarda la serata di venerdi, una fra le peggiori dell'ultimo periodo. Eravamo in quattro, io L. V. e S. La prima cosa con cui L. se ne esce è che ha un'altra, così davanti a tutti, e anche davanti a me quindi. Ora... Va bene che il nostro rapporto - da un anno a questa parte - non implica alcun tipo di responsabilità reciproca: io e lui non stiamo più insieme da parecchi mesi, ma nei momenti in cui ci trovavamo a stare insieme era come se lo fossimo. Non solo da un punto di vista prettamente fisico, ma anche e sopratutto mentale. E' sempre stato un rapporto strano, perchè comunque il bene che c'è tra noi è palpabile. Ma venerdi sera io mi sono trovata davanti un'altra persona: cafone, menefreghista, uno di quelli che davanti agli altri vuole fare il fighello. Mi sono sentita alla presenza di un estraneo, senza riuscire a capacitarmene. E non contento di questo atteggiamento assolutamente fuori di qualcunque clichè, mi pianta mezz'ora in macchina, mentre sta al telefono con quest'altra... Per carità, niente di male, se non fosse che... Avrebbe tranquillamente potuto riaccompagnarmi prima, salutarmi e poi stare al telefono quanto voleva. Insomma: lo sa perfettamente che se c'è una cosa che proprio mi da fastidio è rimanere da sola in macchina, nel buio. Lo sa, perchè sa che mi è stato puntato un coltello alla gola, e da allora non penso di essermi mai ripresa del tutto. Che alcune paure mi sono rimaste vive dentro. Mi ha riaccompagnato a casa che io non ho detto una parola, ci siamo salutati a mezza bocca e da allora silenzio. Ma è meglio così. Mi sono chiesta come mai questo pensiero mi tormenti, e mi sono resa conto che non si tratta del fatto che lui abbia un'altra. No. E sono sincera nel dirlo. Quello che mi ha ferita, e lo ha fatto sul serio, è stato il suo atteggiamento, e la sua scorrettezza nei miei confronti. Senza stile. Senza delicatezza. Questo mi ha fatto male.
A coronare questo fine settimana di "grandi rivelazioni", il fatto che ieri sera, mentre cucinavo le zucchine al forno, mi si è rotto un braccialetto. Uno di quelli dei sette colori, che di solito vendono i marocchini per la strada. bhè... Insomma, non una grande perdita, se non fosse che quel bracciale era il solo ricordo di Milano che è rimasto sul mio corpo da quando l'ho comprato. Si: quel bracciale veniva da Milano, comprato da un marocchino uscita dalla metro di Piazza Duomo. Credo avesse più di un anno, ed è sempre stato con me. E quando si è rotto, forse per la troppa suggestione, è stato come se qualche cosa si fosse rotta anche dentro di me. E sarà che lui non si fa sentire, sarà che dentro di me lo sento che mi manca da morire, sarà che mi pare che qualche cosa fra noi stia irrimediabilmnte cambiando ma... Avverto una profonda tristezza dentro di me. Che non so come cacciare via. Non lo so proprio. Forse, tornare a lavorare fra qualche giorno non potrà che farmi bene.
In tutto questo, domani mattina arriva mio zio Corrado dall'Africa. Non si sa quanto rimarrà qui in Italia, se questa volta per sempre oppure no. Ma mi emoziona il pensiero che conoscerà Giorgio, il nipote che non ha ancora mai visto.

Questa estate, dal momento che non sono riuscita a partire per le vacanze (e stendiamo un velo pietoso) mi sono dedicata ad un piacere che per troppo tempo, quest'anno, ho messo da parte: la lettura. Nel solo mese di agosto ho divorato una serie di libri, mentre questo qua sopra è quello che sto leggendo attualmente.
Conosco questo autore perchè mi sono letteralmente innamorata de "L'uomo che sussurrava ai Cavalli", ed avendo fatto un abbonamento presso una casa editrice, ogni mese ho la possibilità di leggere diversi volumi. Sono onesta: non sono ancora riuscita ad arrivare a metà di questo libro. La trama è molto simile a quelle di sempre: Montana, coppia in crisi, figlia problematica (in questo caso proprio morta). Non so se la questione sia che inizia a stancarmi lo stile, o se proprio non riesce ad avvincermi la storia. La trovo noiosa, tutto sommato non scritta poi così bene, e a fatica riesco ad andare avanti... Solo che sono una di quelle persone che non riesce proprio ad abbandonare un libro a metà senza averlo finito, quindi cerchiamo di andare avanti, e di vedere dove questa storia andrà a parare... Insomma, fino a questo momento non è un libro che consiglierei, anche perchè sono quasi a metà, e più che trovare un cadavere non è che sia successo...
Tra ieri e oggi sono accadute molte cose. Molte lacrime, risate, sospiri, pensieri a metà, sogni infranti, desideri ancora da realizzare, chiacchiere, messaggi, bugie, racconti e verità che si sono intrecciati in meno di 24 ore e che mi hanno resa la Giulia che sono ora. Quella seduta al pc. A Roma. Quella che questa mattina, per evitare le lacrime, si è infilata nella vasca da bagno, e ancora prima non si sarebbe voluta svegliare per niente al mondo. Quella infastidita da 1000 sms assolutamente inutili e fuori luogo e sorpresa dei soli due che invece mi hanno fatto bene al cuore. Perchè a casa mia le promesse si mantengono, altrimenti è inutile farlo. Che se le promesse non possono essere mantenute, va bene uguale, ma bisogna avere il coraggio di dirlo apertamente e di assumersene la responsabilità e il peso. E poi, per quanto io possa sorridere della definizione di questa situazione come il topo che scappa e il gatto che lo insegue, francamente mi da pure sui nervi: presa in giro due volte. No. Non ci sto. non va bene. Perchè queste 48 ore mi erano state promesse da tanto, tanto tempo e io ho fatto tutto quello che avrei dovuto (e anche quello che non mi spettava) per fare in modo che tutto accadesse. E invece no. Invece ancora una volta no, non è così, per ragioni alle quali credo (poco) e non credo (molto). Io non sono una ragazzina che si accontenta della moina e del giocattolino. non lo sono più. Io ho voglia solo di cose semplici e di persone che si assumano la responsabilità delle loro azioni. E invece più cerco di mettermi il passato alle spalle, di non commettere più gli stessi errori, più mi pare di incontrare gente che di questo se ne frega. Che fa quello che vuole. Ieri sera, una persona speciale nel tentativo di tirarmi su di morale, mi diceva che o ho qualche cosa che non va e non glielo ho detto, oppure sono una attira stronzi di proporzioni epiche. La seconda, perchè a me non sembra di avere niente che non vada.
Un esempio? Ale.
Che dice che non si può dimenticare di me.
Che la nostra birra è solo rimandata.
Che una notte insieme a me ce la passa ma poi sparisce e non ha nemmeno il coraggio di farsi salutare di persona.
Che non risponde ai messaggi, perchè adesso sta in costa Azzurra con la fidanzata (milanese peraltro), ma che so che quando tornerà si farà vivo.
E io che avevo creduto al fatto che un pò bene me lo volesse. Almeno un pochino. non dico così tanto da piantare lei e mettersi con me. Ma da fargli capire che con le persone non si gioca. Ci si assume la responsabilità: possibile che non sia valido per nessuno il principio che si è per sempre responsabili di ciò che si è addomesticato? Possibile che il mondo sia pieno di uomini seri, che parlano di golf e di cravatte e per i quali non è importante se su di un pianeta una pecora ha mangiato o no il fiore?
E poi c'è lui. Che mi dice che la sorella sta male, che è con lei. Che è talmente preso da questa cosa che può solo mandare SMS ma da una settimana esatta non si fa vivo chiamando. Che pensa di risolvere tutto con un SMS sdolcinato, senza capire che ci credo alle promesse. Vana speranza la mia. Senza capire che i sentimenti sono una cosa importante e non possono essere presi a calci, per nessuna ragione. Senza accorgersi del male che mi fa. Colpa mia, certo, che non glielo dico. Questo mio cuore avrà mai pace?
Che alle favole io ci credo ancora. Nonostante ci sia più gente cattiva che gente buona. Ci credo che un giorno incontrerò la persona giusta per me, che mi saprà amare, rispettare, che sarà felice di avermi accanto. Io non cerco l'uomo perfetto, perchè la perfezione non è di questo mondo. Cerco l'uomo che mi completi, che sappia non mentirmi e che mi ami così come sono, esattamente per quella che sono. Cerco una persona che non si faccia bella di parole che suonano come armonia, ma che poi nella vita sono solo una serie di menzogne infime. Cerco una persona che magari parli poco, ma che faccia seguire l'azione alle sue parole. Cerco una persona che sappia ancora meravigliarsi del mondo, delle cose, delle sorprese. Che non si vergogni di piangere quando ha voglia di farlo, di ridere quando ha voglia di farlo, di rimanere da solo, quando ha voglia di farlo. Cerco una persona coraggiosa, perchè il coraggio non lo si dimostra nella follia, o nelle azioni da "fuori di testa"; ma lo si dimostra tenendo alti i propri ideali e le prorprie speranze. Una persona che non si vergogni di sognare.
Io non lo so se questa persona da qualche parte nel mondo esiste. Non so se mai la incontrerò, se magari l'ho già incontrata e ancora non me ne sono resa conto. Ma non smetterò di cercarla, di sognarla, di volerla.
..:: Momento silenzioso ::..
.....
Ci sono dei film che ti colpiscono. A me ha sempre colpito Mary Poppins, tanto che quando ero piccola piangevo come una disperata quando cambiava il vento, e lei andava via dalla famiglia Banks. Inutile che mia mamma mi spiegasse il senso: a me dispiaceva che Mary Poppins se ne andasse e lasciasse soli i due bambini. Poi con il tempo ho capito che a volte è giusto così...
Questa sera, forse perchè ho un pò di malinconia addosso, mi sono vista un film che penso sia la decima volta che vedo. Si chiama "Nel bel mezzo di un gelido inverno" e tutte le persone alle quali l'ho consigliato, quando gliene parlavo, mi dicevano: "mai sentito". E' un film assolutamente stupendo. Del 1995, ma in bianco e nero. Un film che parla di sogni, di passioni, di emozioni, di teatro e di amore. Un film che davvero vi consiglio di vedere, non solo perchè a chi ha un cuore un momento sensibile farà fare un bel piantarello a dirotto (e a volte ce ne è bisogno). Ma perchè.... è un film semplice, bello, emozionante, vero e... Ed è il film adatto da vedere di 11 Agosto un film che si chiama così.
Caro utente anonimo che hai commentato sul mio blog: purtroppo posso risponderti solo in questa maniera, perchè non so chi tu sia... spero che tu possa ripassare da queste parti, perchè il commento che mi hai lasciato mi rimanda a qualche post fa...
Non so se fingesse o meno... Non lo so, perchè non lo conosco così bene da poter dire che tipo sia. So che mi ha colpito la sua spensieratezza, la semplicità di stare in mezzo alla gente come altri, assolutamente meno famosi di lui ma di certo più montati, non hanno saputo fare. Mi hanno colpito degli occhi quasi timidi ma sinceri, e comunque una persona che... Bhè, sembra davvero il vicino della porta accanto. Ora tutto è possibile... Accadono miracoli ogni giorno, persone che credevamo in un modo, nel bene o nel male, si rivelano molto migliori o molto peggiori di come le credevamo. A volte ci si illude di avere accanto la persona della vita, e poi ti rendi conto di che razza di cretino fosse. O ancora, non ci si accorge che quello che stavamo cercando è proprio ad un passo da noi, pronto per essere preso per mano... Io non te lo so dire se sia stata una finta, se sia un bravo attore, se sia un bravo ragazzo o non lo sia. So che quando è salito sul palco ha saputo emozionare. So che quando è sceso quasi era imbarazzato. So questo e mi basta.
Ebbene si. Nonostante sia stato martedi il primo giorno nel quale non sono andata a lavorare, questo è stato per me il primo effettivo giorno di ferie. E per la mia gioia senza fine (perchè le amiche si vedono nel momento del bisogno) sono stata al mare. Sole, sale, onde, spiaggia, pelle finalmente colorita, odore di crema e sapore di salsedine. E' stata una giornata molto semplice e tranquilla, c'era persino poca gente. Ma sono stata bene, serena e tranquilla. E adesso la doccia avrà un sapore diverso e la mia pelle un odore diverso. Perchè è come se io vivessi in simbiosi con l'acqua di mare, e fa paura l'effetto che il mare ha su di me. Così, penso a tutto e a tutti in maniera diversa. A lui, che lo so farà sempre un pò parte di me. che non vedo l'ora di rivedere, e che so che mi farà sentire a casa. Ad Ale, che quando mi rivedrà (perchè lo so che mi rivedrà) dovrà rendersi conto di quanto sia stato scemo (eh... sto imparando che la vendetta è un piatto che si serve freddo). Penso alle infradito, che siccome mi sono scottata i piedi saranno le mie migliori amiche fino a quando il bruciore non passerà. Ai miei occhi verdi, che oggi la mia Vale ha riconosciuto essere verdi (dopo più di 10 anni che dura questa battaglia :P). alla mia vita, che nonostante non sia proprio proprio come io la vorrei, è però davvero speciale per me.
Oggi è una buona giornata, ed io mi sento bene. Sarà forse merito di questo blog, che visto il lucchetto che c'è nel bandone mi si addice veramente tanto??? (a buon intenditor.... poche parole!)
Questa sera sono felice. Sono felice, e quindi mi viene da piangere (logico no?) Nelle orecchie le cuffie del mio nuovo ipod, con Ivan Segreto che canta dolcissime note in sottofondo (consiglio il suo album, Fidate Correnti).
Mi viene da piangere per "48 ore di meritata felicità".
Perchè la vita è un miracolo, e io ci sono nel mezzo.
Perchè quella dell'amore è una forza potente e violenta.
Perchè l'amicizia è un bene prezioso, ed io sono felice che nella mia vita ci sia una persona come Valentina.
Perchè nella mia vita ci sono mille difficoltà, ma so che posso farcela.
Per pareti arancioni che non so bene di che tonalità sia, ma domani gli verrà in mente.
Per email scritte, e forse lette.
Perchè Dio c'è, e io lo so.
Caro Dio,
è vero che ultimamente io e te ci parliamo poco, probabilmente perchè ultimamente parlo poco con il mondo, con me stessa. Forse perchè ho bisogno di silenzio, ma è anche vero che nel silenzio io ti incontro spesso. Avrei tante cose da chiederti, però ce ne è una che mi preme più di tutte le altre, ed è per questa ragione che ti scrivo. C'è un cucciolo di uomo. che ancora non ha visto il mondo, ma solo la pancia della sua mamma. E' ancora piccolo piccolo, ma già batte il suo cuore, già si vede quello che sarà. Ha solo 19 settimane, ma ha già riempito la vita di tutti noi. Insomma: è il primo bimbo che nasce dei nostri amici, e noi vorremmo essere un pò tutti gli zii di questa creatura, che ha pure già il suo bel nome.
Bhè, questo cucciolo di uomo non è ancora nato, ma sta già combattendo la sua battaglia per restare qua, per vedere gli occhioni dolci della sua mamma e sentire la voce allegra del suo papà. Sta combattendo perchè là dentro non è che le cose stiano proprio andando per il meglio, e la sua mamma insieme a lui sta combattendo anche lei. Ti prego, Dio, pensaci tu perchè mi sa che non ci può pensare nessun altro.