domenica, 29 ottobre 2006,29/10/2006 21:01

Mettiamo da parte per un momento, un momento soltanto, il fatto che io ho la naturale tendenza a trovarmi tutti uomini assolutamente sbagliati per me. Mettiamo da parte proprio che ho la naturale tendenza ad attrarli, a farli interessare a me e quindi a innamorarmene perdutamente. Facciamo finta che questo, per un momento, non sia argomento di discussione.

Ho trascorso questo week-end in solitudine, in pratica. Perchè mio fratello, la moglie e il piccolo cucciolo di uomo si sono trasferiti nella loro casa. E si, mi è venuto da piangere al momento del distacco, e ancora adesso non realizzo bene che non vedrò più teletubbies in giro per casa, pannolini e simili. Così, in questi due giorni di riposo, ho avuto tanto tempo per pensare a molte cose e molto anche a me. E si, ho realizzato che LUI non sarà mai l'uomo con il quale condividerò la mia vita, perchè per quanto io possa essere perdutamente innamorata, per quanto creda davvero che siamo uniti da un legame assurdo, ma assolutamente vero, so che ci saranno sempre delle zone di ombra. Che non riuscirò mai a dirgli quello che penso davvero. E questo è un ostacolo. Non riuscirò a dirgli che non ne posso più di sentir parlare delle sue tende, del suo armadio, della sua cucina, di tutti i giri che ha da fare, di Valentino Rossi, della mamma e del papà che vengono da fuori, e che io sono sempre all'ultimo posto. E che quindi si può tranquillamente rimandare tutto. Perchè non pretendo di essere portata sul palmo di una mano, ma pretendo almeno un pò di rispetto. Quello stesso rispetto che manca davvero quando mi dici che in questo fine settimana ci sarebbero stati i tuoi genitori e invece non è così. Quando sparisci, ti eclissi, e ti rifai vivo solo alla domenica sera, nemmeno per chiedermi come sto, ma per chiedermi un favore visto che tu sei fuori per una "serata importante". Che sia vero o no non mi interessa, ormai mi accorgo che non mi interessa più. Perchè sei bugiardo dentro fino al midollo, e delle tue dolcezze risicate non so che cosa farmene. Perchè vorrei invece una persona che con me fosse sincera, e mi dicesse le cose come stanno. Invece tu non potrai mai essere quella persona, forse perchè non vuoi, forse perchè non sei in grado di esserlo, o più semplicemente perchè non ti interessa.

E allora comincio a convincermi del fatto che non mi debba più interessare quello che fai, con chi sei, con chi esci e chi vedi, perchè che mi interessi o meno tu la verità non me la dirai mai. E si, tutto questo fa tremendamente male, soprattutto dopo che sono convinta di averti dimostrato in tutte le salse quanto il mio sentire per te sia sincero. Ma a te non interessa. E davvero non posso fartene una colpa, perchè non si può obbligare qualcuno a fare ciò che non vuole. Inizio a pensare che non devo nemmeno pretendere da te il coraggio di dirlo, perchè tanto non ce l'hai e non ce l'avrai mai.
Iniziamo con un bel CIAO, che duri fino a quando sarà possibile. E sebbene farà tanto, tanto male, credo sia venuto il momento di prenderlo di petto, questo ciao.

domenica, 22 ottobre 2006,22/10/2006 09:25

Ieri sera ho finito di leggere questo libro, prestatomi da mia cognata. Quando me ne ha parlato non sapeva se mi sarebbe piaciuto, perchè racconta la storia di un uomo e della sua vita, soprattutto della parte che ha a che fare con il suo rapporto con le donne. E' una persona che non ti manda a dire quello che pensa, che te lo dice senza mezzi termini. Ha un modo di parlare decisamente immediato, ed in certe circostanze è difficile trovarsi d'accordo con lui.
Il libro, però, mi è piaciuto. Molto. Mi è piaciuto come è scritto. Mi è piaciuta la storia e il modo di raccontarla. Un libro che consiglio decisamente.

mercoledì, 18 ottobre 2006,18/10/2006 12:43

Pare che l'autunno abbia fatto il suo trionfale ingresso a tutti gli effetti. Ho tirato fuori i miei guanti di lana, per la sciarpa credo sia questione di giorni. Ho già messo coperta di lana e trapunta nel mio letto, anche perchè la mia casa, essendo molto grande, è anche molto fredda. Ultimamente poi, nonostante sia densamente abitata, anche i rapporti al suo interno non sono dei migliori. Non ricordo se l'ho già scritto qui nel blog, ma la situazione domestica è la seguente.

Mio fratello, sua moglie e il cucciolo di uomo ormai è da giugno che abitano con noi, e sebbene in lavori siano finiti, e ora si tratti "solo" di riportare i mobili e quanto altro nella casa nuova, pare che per questo processo ci voglia più tempo del previsto. Per quanto la convivenza abbia riservato delle meravigliose sorprese, inizia ad essere dura. Perchè un bimbo di due anni è una gioia impensabile, ma la mia mamma e il mio papà hanno bisogno di relax. Sarà un lungo inverno, freddo e difficile per tutti quanti noi, perchè la vita ti riserva spesso delle amare sorprese, come delle pugnalate da parte di amici che reputavi tali. E che invece ti fanno causa, falsificando documenti, chiedendo risarcimenti miliardari per colpe non commesse. E forse ne verremo fuori, perchè non abbiamo colpa alcuna, se non quella di mio padre di avere  compiuto il suo dovere di medico. MA come? Ci sarà un processo, lungo, difficile e doloroso, perchè quando ad essere coinvolti sono amici è tutto più difficile. Ci saranno udienze, interrogatori, e tutte cose che sembrano ambientate in un film, ma che invece sono solo la cruda realtà. Ci sarà scoraggiamento da parte di due genitori che stanno invecchiando, e per i quali tutto risulta sempre più difficile. Ci sarà la forza di una figlia che a 25 anni si trova a fronteggiare un mondo in tanti aspetti molto più grande di lei. C'è la famiglia di mio fratello (quella che ora abita a casa con noi) che attraversa un momento complicatissimo, fra tensioni, problemi e voglia di riscatto e di rivincita. C'è una situazione lavorativa per me e per mio fratello (l'altro); io che cerco di reagire, lui che stressa chi ha accanto.

No, non è decisamente un buon periodo, specie per una come me, che non tende a raccontare le cose che le succedono. E nessuno sa di tutte queste vicende, perchè non ne parlo. Ma oggi ne scrivo, perchè ho bisogno di sfogarmi. Ne ho un bisogno estremo, e pare che non ci sia nessuno. Si, mi sento un pò sola, perchè come diceva il Piccolo Principe, si può essere soli anche in mezzo agli uomini. E si, Giuliano, mi dispiace tanto per il mio comportamento, per non avere ancora trovato il coraggio per guardarti negli occhi, di averti abbracciato e detto DI PERSONA che ti voglio bene. Mi dispiace tanto. Tanto. Ma si, sono codarda da morire. E si, ho decisamente bisogno di aiuto.
Mi dispiace Stella se non sono venuta al vostro matrimonio, non sai quanto ci tenevo. Non lo immagini, perchè non te lo ho detto. E forse non ci sono scuse che tengano, forse no, non ce ne sono. O forse si, ma non è nemmeno giusto che io te le imponga. Quel giorno sono arrivati i Carabinieri a casa, depositando un documento che a nessuno fa piacere ricevere. E quindi la storia di cui sopra. E' andata così, e mi dispiace.
Mi dispiace non avere il coraggio, la forza, la grinta per affrontare tutto quello che mi sta succendendo come invece sarebbe giusto fare. Ma sono tanto stanca. Tanto, e invece di reagire ho solo tanta, tanta voglia di dormire. Mi dico che avrò tempo per riposarmi, ma ogni mattina sta diventando sempre più difficile. Più dura. Più complicata. E no, non sono forte come vorrei.
Perchè anche io ho il disperato bisogno di essere abbracciata.
Perchè anche io vorrei essere guardata negli occhi con amore.
Anche io vorrei provare quella stessa emozione che si prova quando qualcuno ti fa una sorpresa.
Anche io, oggi, mi sento un pò egoista.

martedì, 17 ottobre 2006,17/10/2006 13:25

Bhè... ci sarebbero parecchie cose da scrivere, ma la voglia che ho è pari allo zero assoluto. Solo per dirvi che non sono morta, che è un periodo non proprio felice felice ma... ma che sto cercando di recuperare il tempo perduto, cercando di accogliere il bene che viene e scansare via il male, che credetemi ultimamente è parecchio.

Coraggio, piccola donna Giulia, che ce la puoi fare. Ci devi solo credere

giovedì, 05 ottobre 2006,05/10/2006 08:40

Il punto è questo:
che tornare a casa dal lavoro in lacrime non è affatto una cosa giusta.
Che sentirsi umiliata, nel vero senso della parola, non lo dovrei permettere al mio datore di lavoro.
Mi ricoprisse di euro, e mi desse garanzie per il futuro, allora ci penserei molto più sopra, ma questa volta credo che abbia superato un limite attorno al quale stava girando da troppi giorni. Io sono mediamente una persona paziente, difficilmente esplodo, mi arrabbio oppure do in escandescenza. Ma ieri sera credo di essermi sentita la persona peggio trattata sulla faccia dela terra: che un cane che non vuoi, forse, lo tratti con più rispetto. Io sarò anche l'ultima arrivata, sarò anche quella da "tenere sott'occhio", ma credo che una persona che si permette di togliersi le scarpe e scansarti dalla scrivania con i piedi non meriti il rispetto di nessuno. Nè di chi paga (quando se ne ricorda, visto che lo stipendio è arrivato ieri che era 4 ottobre), nè delle persone con le quali ha a che fare.
Che io la sua biancheria in tintoria non la voglio portare. Andare a fare il pony express per fargli risparmiare 7 euro proprio non mi va più. Sarò diventata anche poco umile, ma forse semplicemente aspiro a qualche cosa di un pò meglio che un trattamento peggiore di uno schiavo.

Sarà anche un genio della comunicazione (ma uno che non sa con quante g si scriva immagine poi lo sarà davvero?), sarà anche uno che sa intrattenere rapporti con chi è al di sopra di lui (ma chi è al di sopra di lui sa davvero come vanno le cose dentro al nostro ufficio?), sarà anche uno che trasforma in denaro tutto quello che tocca (ma a noi ci paga con un assegno intestato a me medesimo, che prima che si trasformi in liquidità ce ne vuole), ma poco mi interessa, se poi ti deve trattare come un servo. Se ti chiama nemmeno per nome, ma con "tu", se si permette di impartire ordini nemmeno fosse l'ottavo re di Roma. Che forse a volersi bene bisogna incominciare anche da questo? Dal mandare a quel paese uno così?

domenica, 01 ottobre 2006,01/10/2006 11:06

Caro Giuliano,

tempo fa ti dissi che non ti avrei più scritto una mail, perchè non ci devono essere mezze misure tra noi; o una lettera vera in carne e ossa (o meglio, carta e inchiostro), oppure nessuna mail. Però ti dissi anche che avrei trovato altri metodi e mezzi per scriverti, e questo mi pare un buon compromesso. Un buon "grigio" che alberga tra il bianco e il nero.

Ti scrivo che mi fanno male le mani, perchè ieri  avrò gonfiato (e quindi chiuso) una cosa come 70 palloncini. Ti scrivo che dentro di me ci sono un sacco di sentimenti, non lo so se belli o brutti. Ti scrivo dopo i messaggi di ieri. Ti scrivo che ieri ho fatto una cosa bella per i bambini del Tamil Nadu, dei bambini bellissimi, che ho visto solo in fotografia. Purtroppo ancora non posso partire per l'India, ma posso contribuire a fare arrivare loro dei soldini; sempre troppo pochi per i bisogni che hanno, ne sono assolutamente consapevole, ma magari serviranno loro per avere cose che noi diamo per scontate ma che per loro non lo sono. La ragazza che ieri sera ci ha mostrato le fotografie, e che in un anno in India c'è stata tre volte, ci raccontava che non ci sono scuole per questi bimbi fortunati. Fortunati perchè non sono stati colpiti dallo Tzunami. Ci sono classi da circa 100 alunni a insegnante, e questi 100 alunni possono avere qualsiasi età.

Ci ha chiesto una mano, un aiuto, per fare in modo di poter costruire una trentina di centri di istruzione; ci ha chiesto una mano, usando quello che noi sappiamo fare: essere teatranti. E con il nostro essere teatranti abbiamo messo insieme qualche soldino. Certo, non molti, ma abbastanza da poter fare qualche cosa. E' stata una bella emozione. Fare quello in cui sono brava per aiutare qualcun altro, che probabilmente non vedrò mai, che non conoscerà mai il mio nome, ma con il quale... sentirò un legame. Un pò come quello dei piccolo principe e del grano, hai presente?

Ed hai ragione, perfettamente ragione, quando dici che l'amore è la sola strada. Perchè quando le cose si fanno per amore riescono sempre bene. Ieri infatti lo spettacolo è venuto bene come da tanto tempo non veniva bene. E mi sarebbe piaciuto che ieri l'avessi visto lo spettacolo. Si. Mi sarebbe piaciuto. Perchè oggi sono stanca morta, stanca che mi fa male la schiena e non mi reggo in piedi, ma sono felice. Tanto felice.