mercoledì, 29 novembre 2006,29/11/2006 10:14

Ci sono delle giornate nelle quali ti svegli al mattino e guardi fuori dalla finestra. Il cielo è di quell'azzurro intenso che ti mette di buon umore nel solo guardarlo. Il cui c'è proprio un'atmosfera particolare, e allora ti viene da dire: "oggi non c'è storia, non si lavora e si parte". Si. Oggi avrei voglia di partire, di prendere la macchina e di andare: non ho una destinazione prestabilita a dire il vero. Ma ho voglia di cambiare aria, anche solo per un giorno, di vedere un posto nuovo, di vedere l'asfalto divorato dalle ruote della mia adorata macchina. Di vedere gli alberi che sfrecciano uno dopo l'altro e che mi portano via da Roma. Ho voglia di vedere visi nuovi, anche solo per un giorno. Di sentire profumi che non siano quelli di questa città. Oggi è proprio la sensazione che percepisce la mia pelle a contatto con il mondo che mi spinge a dire queste cose. E si. Sono di buon umore. Perchè il mio cuore si sta nuovamente aprendo alla vita dopo non quanto tempo che era decisamente chiuso a riccio. Perchè sono fiera delle cose che sto facendo anche se non ho il riscontro desiderato da chi vorrei. Perchè mi sto accorgendo di quanto la vita possa essere mutevole nelle situazioni e nelle emozioni. Perchè non sempre tutto va come progettato, sperato, desiderato, ma non è detto che sia necessariamente un male. Sarà la prospettiva del nuovo lavoro che ha dato una scossa alla mia emotività, l'essere riuscita a fronteggiare il capo come una persona adulta, l'averlo visto traballare e essere impacciato come un bambino. Sono felice, oggi, non so bene nemmeno perchè.

Il pensiero che la mia Vale fra pochi giorni si laurea (e io lo so cosa voglia dire).
Il pensiero che forse sarà un Natale diverso e bellissimo.
Il pensiero che lui non sia più un'idea tanto assillante (ma non mi illudo).
L'idea che come grafica valgo davvero qualche cosa.

All'arrembaggio!!!!

sabato, 25 novembre 2006,25/11/2006 16:51
La vita nuova comincia sempre con una buona notizia: la mia è questa, cioè che finalmente riesco a cambiare lavoro. E' successa la cosa più incredibile e meno probabile della vita: che una società grossa - davvero grossa - voglia me come web designer. Che abbia scelto proprio me per allargare il proprio team. Che a dirla così non sembra che ci sia niente di eccezionale, ma per una persona che ha sempre sognato di fare questo mestiere è come se... Insomma, come se un sogno si avverasse dopo non so quanto tempo. E la cosa mi spaventa. cioè, non il lavoro in se', Il fatto che in questo ultimo periodo della mia vita ci siano molti sogni che in qualche maniera si stanno avverando. Si. Ho paura che anche questo sia tutto un sogno, e che non ci sia niente di vero nelle bellissime cose che mi stanno capitando. Voi direte che sono sempre la solita pessimista, ma.. Ma troppa felicità tutta insieme non ero abituata a viverla. E si, mi mette un pò paura.
domenica, 19 novembre 2006,19/11/2006 16:28

E tu
chissà dove sei
anima fragile
che mi ascoltavi immobile
ma senza ridere.

E' domenica. Una domenica fatta di libri, di una bella dormita, di un piacevole bagno caldo e di tanta musica. Ho preso l'ultimo cd di Laura Pausini, e mentre ascoltavo questa canzone di Vasco Rossi pensavo. Pensavo a quanto sia vera, a quanto queste parole mi parlino di te. Anche se lo so dove sei. Fisicamente, intendo. Non riesco a non pensare alla nostra ultima notte, su quel divano e avvolti da quelle coperte che coprivano corpi, ma scoprivano anime. Io e te, come per lunghissimo tempo ho pensato, sognato, immaginato. A parlare, a riscoprirci, a essere noi. E già mi manca da morire quello stare così, del tutto scoperti l'uno all'altra. Li vedo ancora quei tuoi occhi neri, veri e dolcissimi. Che lo so, non fingevano più. Le sento ancora le tue mani su di me, eccome se le sento. E' per questo che nonostante io sia tornata a casa mi sento ancora protetta. Protetta da te, ma colpita da una nostalgia che non ha rimedio alcuno, perchè mi appartiene come mi appartieni tu. Senza margine d'errore. E parlare con le amiche serve "solo" a rendermi conto di quanto io sia davvero innamorata. Ma non di un'idea, non di un sogno. Di un uomo che fugge, che spesso si nasconde, che è impreveibile come questo autunno di novembre. Di un uomo che però, lentissimamente e giorno dopo giorno, mi sta mostrando qualche cosa di se e della sua vita. Che un giorno si dona completamente, al 100%, e il giorno dopo pare essersi dimenticato di quello che è stato. Di un uomo che sono mi ha fatto sentire donna, come nessuno era mai riuscito. Io e i miei 25 anni di paure e di speranze, di sogni e di desideri. Un uomo che in moltissime cose ancora non ha scoperto il suo vero valore, la sua vera bellezza. E forse non è falsa modestia se io penso di avere intravisto tutto questo, attraverso rapidi bagliori di umanità che nemmeno tu puoi controllare.

E ora tu chissà
chissà dove sei
avrai trovato amore
o come me, cerchi soltanto d'avventure
perché non vuoi più piangere!

Proseguono le note di questa canzone che sembra che l'ascolti per la prima volta. Si. Me lo chiedo dove sei, dove vagano i tuoi pensieri, se anche tu ricordi quelle ore trascorse insieme. Mi hai aperto le porte della tua casa, ma ancora di più mi hai aperto le porte su luoghi, momenti ed emozioni della tua vita che avevi sempre tenuto celate. Anche a me. Vorrei tanto saperlo come ti sei sentito in quel momento. Quando hai scostato quella tenda. Quando non potevi più permetterti di passarci sopra, perchè io ero là. Ed è stato un momento bellissimo, nel quale si sarebbero potute dire tante cose, ma nel quale invece abbiamo lasciato che i nostri silenzi forssero le uniche vere parole giuste. Lo so che può sembrare stupido, che forse ti farà ridere, ma me lo domando spesso se nella tua vita ci sia qualcun'altra. Oserei dire, con un pò di presunzione, oltre me. Non è un momento storico semplice per te, nel quale forse non ti va per niente di rimetterti in gioco un'altra volta. Io lo capisco. Lo rispetto e lo accetto. Ma me lo chiedo davvero come sei, quando invece ti metti in gioco. E forse tu non lo sai, non te ne sei mai reso conto, ma con me lo hai fatto. Lo hai fatto, ad esempio, martedi, quando mi hai portato nella tua casa. Ti sei messo in gioco moltissimo, scaturendo un'onda di emozione che non ho saputo arginare. Non ti ho mai chiesto in maniera diretta e schietta che cosa provi per me. Non ne ho mai avuto il coraggio. Hai sempre detto e non detto, hai sempre alluso ma mai confermato. E quando hai teso la mano, il giorno dopo è come se avessi "ritrattato". A volte mi hai chiesto di avere pazienza, a volte sei rimasto in silenzio. A volte ti sei lasciato amare, a volte hai tirato il freno a mano.

E la vita continua
anche senza di noi
che siamo lontano ormai
da tutte quelle situazioni che ci univano
da tutte quelle piccole emozioni che bastavano
da tutte quelle situazioni che non tornano mai!


Si. La vita continua, ma in che maniera se tu non ci sei? I miei occhi ancora ti cercano, in queste mattine, appena mi sveglio. Anche questa è una cosa scema, vero? Continua davvero la vita? E vale davvero la pena di essere vissuta anche senza di te? In questo mio momento storico io non ne sono poi così convinta. Perchè per me tutto è diverso se tu ci sei, o se tu non ci sei. Cambia la prospettiva, cambia la voglia di vivere, cambia il modo di vedere i colori e di provare le emozioni. Da te mi sono lasciata guardare in momenti assolutamente privati e improbabili, con un terribile pigiama rosso e senza di quello addosso. Hai guardato le mie pantofole rosa e i miei piedi nudi. Ho lasciato che tu guardassi un'anima spaventata ed emozionata, e non ho provato vergogna. Nemmeno per un momento. E senza tutto questo modo di sentirmi, sono davvero sicura che la vita continui, anche senza di te? Anche senza tutte quelle situazioni che ci hanno resi quello che siamo oggi? Io non lo so definire che cosa siamo oggi, forse non ho mai saputo definire che cosa siamo stati in tutto questo tempo che ci è appartenuto. Se mi domandi se io sia innamorata di te te lo dico: lo sono. Lo sono profondamente come non mi era mai accaduto prima, per nessun altro. Sono innamorata con la pelle, con il sangue, con le vene, con il cervello e con tutti gli organi che sono dentro di me. Sono innamorata di quello che sei e per quello che sei. Sono innamorata da quattro anni, con tutto quello che è successo e nonostante tutto quello che sia successo. Sono innamorata perchè non mi so immaginare senza di te; non mi so pensare se tu non ci sei. Sono frasi pesanti, lo so. Difficilissime da sentirsi dire, ma me lo chiedi spesso di dirti cosa penso. E ora lo tro fuori, correndo il rischio di allontanarti da me. Di farti scappare. Sono innamorata del tuo quotidiano, di quello che sento e che provo quando sono con te. Sono innamorata delle tue incertezze e dei tuoi frivoli desideri.

Perché col tempo cambia tutto lo sai
cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi
e cambiamo anche noi!
e cambiamo anche noi!

Il tempo è trascorso in fretta, per noi. Ma sono quasi quattro anni che ti conosco, e sei sempre stata la mia unica vera certezza. Io non lo so se tu con me ci vuoi stare oppure no. Non lo so davvero e chi lo sa se lo sai tu, se anche solo per un momento è una domanda che ha sfiorato la tua mente. Chi lo sa che cosa provi nel tuo cuore quando pensi a me, con un pò di presunzione, quando pensi a noi. Tu ami la libertà che ti sei conquistato con grande sacrificio sopra ogni cosa, ed è giusto che sia così, giusto, bellissimo; ma sai anche quanto io per prima ami la gioia di sentirmi libera. Libera, anche, di dirti che mi sono innamorata di te. E non è una cosa che si controlla, che puoi razionalizzare o improvvisamente dimenticare. Anche se lo vuoi non ci riesci. Non posso soffocare i sentimenti che provo per te. Posso imparare a conviverci, ed è così. Posso domandarti che cosa pensi di questa farneticante lettera che ti ho scritto - sapendo che non me lo dirai, perchè alle lettere non rispondi - ma non domandarmi di dimenticarmi di te. Non lo posso fare.

venerdì, 17 novembre 2006,17/11/2006 17:30

Scusate, ma questa cosa la devo scrivere....

HO FINITO ZUMA!!!!!

venerdì, 17 novembre 2006,17/11/2006 10:33

Ieri, ore 14.45 il treno che mi riportava a casa da Milano è arrivato alla stazione Termini di Roma. C'erano la mia mamma e il mio papà sulla banchina, che mi hanno abbracciata come se fossi tornata dopo 15 anni da una terra straniera. E' stato bello, perchè dentro di me avevo una voglia infinitamente grande di esplodere e di piangere, di dire che volevo ritornare su a Milano, che la mia vita è là, che là sono davvero felice. Ma come al solito non sono riuscita a dire niente di tutto ciò. Come è andata?

Molto, molto al di sopra di qualunque aspettativa io mi fossi creata. Appena arrivata all'aeroporto di Orio al Serio l'ho trovato lì, stretto nella sua giacca di pelle nera, che con un beffardo sorriso mi è venuto a prendere. Ci siamo salutati come se ci fossimo visti il giorno prima; ha fatto qualche commento sul mio cappello nuovo (che detto tra noi è bellissimo *_*) e siamo saliti in macchina. Sosta con cena e caffè all'autogrill e poi direzione Vigevano, casa sua. Si. Dopo quattro anni ho messo piede nella sua casa. Mi ha aperto la porta come se fosse una sorta di evento sacro, con quel filo di emozione che tende sempre a nascondere in questo genere di cose. Sono entrata a casa e mi sono sentita... "a casa". Quello che ho visto è stato molto più bello di quanto visto tramite MMS; una casa che finalmente gli appartiene, che è sua e si vede. Ho visto la stanza della quale mi ha sempre velatamente parlato, ho visto una fotografia sulla quale ho sorriso, ho visto lo stendino dei panni sul quale c'erano abiti grandi e abiti piccoli. Ho visto la cucina, il bagno, l'armadio, il divano, le pareti, tutto quello di cui in questi mesi ho sentito parlare e ho condiviso a distanza.

Ho trascorso la prima notte in bianco (niente battute, please), divisa in due parti. La prima parte insieme a lui, come non accadeva da non so quanto tempo. Ho sentito di nuovo le sue mani su di me, le sue labbra su di me. E l'ho sentito come non era mai successo. Con una dolcezza, una complicità, un rispetto che ero convinta fossero andati perduti. E poi c'è stato un dopo. Un dopo nel quale siamo rimasti sdraiati uno sull'altro (e anche qui non pensate male) a parlare, sfiorandoci con dolcezza e normalità. Abbiamo parlato soprattutto di me, delle mie difficoltà, di come mi sento e di quello che devo affrontare. E poi ci siamo addormentati, come bambini. Io, ovviamente non ho chiuso occhio. E non tanto per l'emozione, no... Ma mi sono messa in ascolto dei rumori di una casa che ho immaginato a lungo, per non perdere nemmeno un istante di quello che stavo vivendo. Il giorno dopo non ho avuto il coraggio di svegliarlo. Mi sono alzata presto (perchè comunque dovevo raggiungere Bergamo), mi sono lavata, vestita, sistemata e truccata, ed a quel punto ho sentito la sua voce (erano le 07.40) che mi augurava il buongiorno. Mi è sembrato un miracolo. un vero miracolo aprire gli occhi e trovarmelo accanto. L'ho guardato che come un bimbo dormiva, con un aria serena e dolcissima. Si è stupito che mi fossi svegliata prima, che non lo avessi distolto dal sonno.

E ho trascorso la mia mattinata, pomeriggio e sera, lavorando con una energia nuova, perchè sapevo che alla sera lo avrei rivisto, sarebbe stato con me ancora. E saremmo stati ancora noi. Abbiamo visto la partita, mentre io lavoravo. Abbiamo camminato per Bergamo alla ricerca della sua macchina, che non ricordava dove avesse parcheggiato. Ci siamo divertiti, siamo stati noi, ancora una volta. E c'è stata una nuova notte, nella quale non è accaduto niente, ma forse è accaduto tutto, perchè ancora una volta il miracolo di un dolcissimo risveglio (questa volta è stato lui a svegliare me) c'è stato ancora. I suoi occhi posati su di me, una luce che mi sveglia all'improvviso mentre io mi ranicchio sotto la coperta. L'emozione di essere vulnerabile ai suoi occhi e la dolcezza di una voce, la sua, che mi augura il buongiorno.

Il caffè insieme, il treno insieme, conoscere le sue amiche. Sono accadute tante cose, piccole e grandi, che avevo sognato da non so quanto tempo. Credo che siano stati tutti questi elementi a far scorrere il fiume di lacrime che insieme al mio ipod hanno accompagnato le quattro ore e mezza di treno al ritorno. E oggi mi chiedo se per me è stato tutto un sogno oppure no. Mi chiedo se queste cose sono accadute sul serio o ho solo sognato.

Mi chiedo.

lunedì, 13 novembre 2006,13/11/2006 16:20
Sono emozionata. Questa è la parola adatta per il mio stato d'animo attuale. Emozionata perchè domani parto, perchè quando devo fare le valigie c'è sempre un pò di ansia nel cuore. La destinazione, poi, non aiuta a farmi sater più serena, ma alla fine se devo andare incontro al mio destino preferisco andarci a testa alta, e capire quello che mi riserva. Le premesse, lo so fino da ora, non sono delle migliori, ma cercherò di fare del mio meglio per essere sempre io. Con le mie mille contraddizioni, le mie mille pippe mentali, ma anche con la mia gioia di vivere e di essere sempre me stessa.
domenica, 12 novembre 2006,12/11/2006 12:24
...e lui.... che va con la figlia a teatro.....
domenica, 12 novembre 2006,12/11/2006 11:02

E' domenica. Domenica di pioggia e di bruttissimo tempo. Una di quelle domeniche ideali per andarsene al cinema, per coccolarsi un pò. e invece per quanto mi rigaurda è di nuovo spettacolo, non prima, però, di essermi dedicata un pò a me. Si, perchè la settimana che sta arrivando darà così piena e densa di impegni che... non credo che arriverò viva la fine settimana. Ma è la mia vita, e ultimamente mi piace proprio nonostante tutti i casini che ci sono.

Ieri io e Leo ci siamo visti per qualche istante. Ed è stato bello abbracciarsi al sole, ridere, scherzare e darci un bacio come sempre, come se niente fosse, come se fossimo sempre e solo io e lui. Giuggy e Leo. Sono onesta nello scrivere che sono un pò spaventata da quello che potrà accadere, perchè comunque sono legata profondamente a lui. E so che dipenderà da me. Solo e soltanto da me. Potrebbe essere la mia vendetta, potrebbe essere la mia rivalsa oppure la mia catastrofe. Non lo so. Non ne ho la più pallida idea, e non so assolutamente se sarò abbastanza forte da reggere botta. Se avrò le palle.

Ragazzi miei... Credo che avrò parecchie cose da raccontare... Abbiate solo un pò di pazienza.

venerdì, 10 novembre 2006,10/11/2006 22:57

E quasi non lo voglio dire, ma con grande probabilità sarà così. Fra quattro giorni si parte per Bergamo, perchè questa volta alla partita della Nazionale non ci rinuncio. non tanto per il calcio, perchè mi interessa fino ad un certo punto. Ma solo perchè.... Bergamo è Bergamo, e solo perchè... Insomma, forse avrò un ospite di eccezione. Non so come andrà, se andrà, se davvero le cose che devono accadere accadranno oppure no. Le mie certezze momentanee sono che prenderò un aereo da Roma fino a Bergamo e poi un treno da Milano a Roma. Due giorni dopo. 48 ore che saranno di certo intense perchè piene di lavoro. Ma anche di quelle persone con le quali ho condiviso Casa Azzurri Germania, con le quali lavoro tutti i giorni e che comunque hanno reso e rendono la mia vita quella che è. Nel bene e nel male.

Ci sarà un posto che non ho mai visto, una compagnia aerea con la quale non ho mai volato. Ci sarà un ipod nelle orecchie, ci saranno tante persone e tante mani da stringere. Tutto quello che è nella mia testa non lo so se ci sarà. Ma nella remotissima ipotesi in cui accadesse lo assaporerò fino al midollo. Spero solo che questa momentanea sensazione di benessere che pervade le mie vene in questo momento non mi abbandoni proprio sul più bello. Che non mi abbandoni domani, quando avrei tanto voluto riposare e invece mi dovrò alzare presto per andare a fare la carta di identità. Quando avrei voluto trascorrere un sereno pomeriggio sul divano e invece andrò ad Acilia, per recitare. Quando la sera non so cosa ne sarà di me, dopo due ore di spettacolo intense e vere.

Condividerò il mio fine settimana con Letizia, Luchino, Carla, Michela, Diego, Nicola, Cicio, Valerio, Matteo, Beatrice, Greta, Matteo2 e Matteo3, Claudia, Barbara, Claudia, Alessandro, Luca, Gian Luigi, Valentina, Tamara, Gianluca. E sarà ancora trucco, luci, palco, sorrisi, corse e applausi. Sarà ancora una compagnia che non recita per soldi ma che ama quello che fa. E sarò ancora io.

giovedì, 09 novembre 2006,09/11/2006 17:26

Oggi la giornata non sembra passare mai. Guardo in continuazione l'orologio e manca sempre troppo tempo al momento nel quale me ne andrò da questo ufficio. Sono stanca, molto stanca. Questa notte non ho praticamente chiuso occhio e ora inizio ad accusare il colpo, anche perchè qui c'è il delirio pre evento (Italia - Turchia a Bergamo il 15 Novembre n.d.r.) e il capo pare davvero che si sia fumato qualche cosa di molto pesante.

Quella di oggi non è affatto una buona giornata; erano due giorni che tenevo l'umore altissimo non so bene nemmeno io per quale ragione, e puntuale arriva la sua stangata. La conversazione di ieri sera mi ha piegato le ginocchia, la testa, l'anima, il cuore. Non può proprio essere felice per me se le cose mi vanno bene e se mi vanno bene anche per merito suo. Non lo capisce che per me può essere importante avere il suo appoggio, mentre ogni volta che mi accade qualche cosa di bello arriva puntuale il suo tifone e distrugge tutto. Tutto. E oggi che cosa mi rimane in mano? Non lo so neppure io... Cerco sempre qualche cosa alla quale potermi aggrappare, per poter dire che nonostante tutto, tutto va bene, ma so che non è così.

Vorrei solo un pò d'amore.... Ma sta diventando polvere....

lunedì, 06 novembre 2006,06/11/2006 17:14

La città si tinge di rosso ed è meravigliosa vedere Roma così. Anche dalla finestra di un ufficio al terzo piano. Oggi si è inaugurata la tradizione del the pomeridiano, che finalmente possiamo farci in ufficio, senza dover scendere al bar. La macchinetta del caffè è ancora un lontano miraggio, ma non possiamo pretendere tutto.

Oggi mi sento bene. Anche se praticamente non sono truccata. Anche se non è che sia vestita da gran sera. Sono felice perchè ho ricevuto un sms del buongiorno. Perchè domani è il compleanno della mia mamma e oggi è la festa di mia cognata. Sono felice perchè il capo non è in ufficio al momento e questa mattina ha fatto qualche cosa che vagamente somigliava ad una riunione (è la prima volta, da oltre un anno). Sono felice perchè ho condiviso una cosa importante con Leo e credo che a lui abbia fatto piacere. Sono felice. Si.

domenica, 05 novembre 2006,05/11/2006 16:13
Domenica di casa. Di borsa dell'acqua calda, di tepore, di letture. Domenica di calma per una volta non apparente, di musica, di bei pensieri e di qualche desiderio. Domenica di quelle che ogni tanto servono, perchè senza saresti un pò più povero dentro.
sabato, 04 novembre 2006,04/11/2006 23:06

Novità... Grosse novità. A distanza di quasi quattro mesi da quell'ormai notte del 9 luglio, ieri sera ho rivisto Ale. E' stata una serata decisamente piacevole, che sono contenta di avere accettato e vissuto. Perchè il suo sorriso e la sua presenza mi mancavano. Perchè si, è uno stronzettone di prima categoria, ma è anche una persona con la quale si parla bene, si ride e si scherza e si fanno discorsi seri. perchè abbiamo condiviso un'esperienza importante per entrambi, che ha portato a condividere per oltre un mese le nostre vite, e questo è sempre un mettersi in gioco.
H. 22.00 Piazza Santiago del Cile (piazza che avevo lasciato da circa tre ore e mezzo, visto che lavoro là). Lui nella sua smart blu (non poteva avere nessuna altra macchina), io nella mia Lancia Y grigia. Lui parcheggia la sua (perchè l'uomo culo trova posto) e sale in macchina da me. E così ha provato la mia guida Schumacher; siamo andati a bere una birra vicino casa mia. Posto tranquillo, ambiente carino e tanta voglia di raccontarsi, di ridere, di prendersi un pò in giro e di ritirare fuori tanti discorsi, vecchi e nuovi. voglia di chiarirsi e di rimettere in tavola carte che parevano coperte per sempre. Felice di esserci rivisti, di essere stati di nuovo noi.

E poi oggi Leo. E tutto quello che Leo significa. La gioia di... Perchè si, mi sono sentita davvero felice con lui. Che quello che significa io non lo so, ma so che adesso fa parte delle mie giornate perchè sono io a volercelo.

Insomma. Un bel fine settimana, del quale manca ancora tutta la domenica!

mercoledì, 01 novembre 2006,01/11/2006 22:53

Solitamente non mi piace generalizzare: diciamo allora che la grande maggioranza degli uomini si assomigliano a tal punto che la cosa diventa grottesca. Si assomigliano, perchè prima ridono, scherzano, "ci provano", si dice in gergo tecnico, e poi... ti dicono che no, stanno con un'altra. Che è una stronza, coatta, un pò colla. Ma ci stanno insieme. E te lo dicono.

Te lo dicono mentre sei in macchina, mentre hai appena ceduto sul fatto che questa persona ha tre desideri da esprimere e tu glieli devi realizzare, perchè hai perduto una scommessa. Te lo dicono dopo che il giorno precedente ti hanno abbracciata così forte da lasciarti addosso il loro profumo. Te lo dicono dopo che per tutto il giorno seguente ti hanno stuzzicato, e fatto credere che si... forse... Dopo che si sono presi baci ed altro ancora, e poi sono spariti nel nulla, perchè l'altra si è fatta avanti.

Ma vaffanculo va...