- author: Soledentro
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Ieri mio padre è partito per l'Africa. In assoluto anticipo sulla tabella di marcia, a mezzogiorno e venti lui e don giampiero hanno preso il volo che li porterà, questa mattina, a Maputo. Questa sera, mio padre insieme a mio zio riprenderanno un nuovo volo che domani li porterà a Roma. E la vita della mia famiglia cambierà di nuovo, avendo un nuovo ospite, non si sa fino a quando. Eccolo il dono di questo Natale, eccolo quel Gesù che nasce nelle nostre vite, eccola l'accoglienza che ognuno di noi dovrebbe mettere in pratica nella propria vita. Ancora una nuova rivoluzione nella mia famiglia, ancora un cambio di programma, ancora qualche cosa che stravolge i programmi.
Nel frattempo, qualche certezza ancora rimane, alla quale potersi ancorare. Ho terminato proprio due giorni fa il libro di Giorgio Faletti, "Fuori da un evidente destino".
Devo dire che non mi ha esaltato come il precedente, che ho trovato assolutamente nuovo e incredibilmente ben scritto. Sicuramente mi sono ripresa dalla porcata che ha preceduto questo romanzo, dalla quale fatico ancora a riprendermi. Però sono sicura che Faletti possa fare di meglio... Insomma: la storia è un pò scontata, specie nel finale che non ha riservato grossi colpi di scena. C'è però da dire che è ben scritto, con uno stile che scorre e che non è mai pesante. Se lo consiglierei? Bhè, non è un capolavoro della letteratura, questo è certo, ma si legge piacevolmente, ed ogni tanto qualche cosa di semplice e di poco impegnativo è assolutamente necessario per ricaricare il cervello.
Cose da fare oggi?
- Tecnico di Sky (regalo che ho fatto alla mia mamma e al mio papà per Natale)
- Banca
- Posta
- Orologiaio (perchè non fanno gli orologi con i cinturini piccoli?)
- Finire il sito
P.S.
Mio papà e don Giampiero sono appena arrivati a Maputo... E il 50% è fatto.
E allora buon Natale a tutti. Buon Natale, anche se sarà pieno di problemi e di paure. Perchè in tre giorni mio padre dovrà fare Roma-Maputo-Roma per andarsi a riprendere suo fratello - mio zio Corrado - che hanno ricoverato in ospedale e che da là dimettono solo se qualcuno se lo va a prendere e lo riporta a casa. Casa, che non vuol dire il suo villaggio dove ha vissuto per oltre dieci anni. Casa che vuol dire Roma, dove lui non ha più nulla, e dove sarà ospitato da noi. Per quanto? Non si sa. Il suo rientro è per sempre; questo vuol dire che non tornerà mai più in Africa, che non vedrà più il suo villaggio e quegli orizzonti sconfinatissimi. tornerà nella sua città, accolto da una famiglia che sembra avere fatto dell'accoglienza la sua parola d'ordine. Che vista così è anche una bella cosa, ma quanto sacrificio che c'è dietro. Penso alla paura che ho per mio papà, che non è più un giovanotto, e che deve mettere a dura prova il suo cuore, la sua pazienza, e tutte quelle cose che dovrebbe assolutamente tenere sotto controllo, anche in vista di quello che a gennaio lo aspetterà. Penso a mia mamma, che alla sola idea che mio padre parta è assolutamente distrutta.
E ieri riflettevo in macchina che anche a me piacerebbe che ci fosse qualcuno nella mia vita che avesse questi sentimenti per me. Ieri percepivo nella pelle quanto grande sia la paura che ho se penso al fatto che mio papà affronti questo viaggio. E ,entre guidavo e ascoltavo Laura Pausini nello stereo, ho pianto, come da tanto tempo non mi succedeva. E pensavo che quel momento mi sarebbe piaciuto averlo condiviso con qualcuno che invece "è sempre di corsa" ma... Sto imparando che se si corre tanto non è detto che si arrivi per primi, ma si rischia semplicemente di perdersi per la strada dei pezzi importanti. Io non lo so se questo rischio lo si sta correndo oppure no, perchè ancora devo fare un pò di chiarezza nel mio cuore. Ma so che sono delusa, e il sentimento della delusione, per quanto mi riguarda, è davvero duro a morire.
Questa volta non sarò io a chiamare, anche se è Natale e bisognerebbe fare gli auguri.
Non sarò io a cercare e a dire che sto male davvero, perchè questa cosa la si sa, senza specificarla.
Non manderò SMS e non farò squilli, perchè un pezzo della mia dignità lo tengo ancora stretto.
Mi godo allora questa viglia, fatta di ultimi pacchetti da incartare, di regali da scartare, di una giornata di sole e di azzurro che è un vero regalo dal cielo. Mi godo questa viglilia, sapendo che questa sera ho veramente voglia di stare con tutta la mia famiglia, anche se un pò traballa e zoppica. Mi godo il mio 24 dicembre, uno dei giorni dell'anno che amo di più, facendo il possibile per impedirgli di rovinarmi anche questo giorno.
Buon Natale a tutti, amici miei, e grazie di esserci, e condividere con me questo cammino della vita!
E ieri sera è stata festa, a casa della mia Vale, per la sua laurea. Ed è stato un ritrovare gli amici di sempre, quelli che la vita ha portato a compiere scelte e strade che solo apparentemente si sono allontanate. E allora ci sono Manu con il suo pancione e il suo Giacomo, ed un'attesa che fra poco lascerà lo spazio ad un nuovo cucciolo di uomo, del quale conosciamo solo il nome. C'è Anna, con il suo lato eternamente romantico, che non ha dimenticato. Ci sono Pasqui e Matteo, che tubano come due piccioncini ma per i quali sono davvero felice, perchè si meritano questo loro nuovo amore. Ci sono Roberta e Manuel, e qualche cosa che mi sfugge. C'è Cristina, che finalmente ha capito di valere qualche cosa e che merita molto di più. C'è la mia Vale, ancora emozionata e felice, che con un coraggio da leone ha dedicato la sua tesi di laurea al papà. C'è Ste, che è la persona migliore che potesse capitare nella sua vita. C'è Barbara, che non smetterà mai di starle accanto e questo mi rassicura. Ci sono Paolo e Federica, che insieme stanno davvero tanto bene. E c'è Leo, con tutto quello che questo comporta. E ci sono le risate, quelle di sempre, quelle che ti scaldano il cuore in una fredda sera di Dicembre. Ci sono i baci alla luce di un lampione. Ci sono i ricordi, ci sono le novità, ci sono le "prese in giro" a proposito di un paio di stivali che sembrano quelli di Robin Hood. C'è una mamma fiera di sua figlia e un'amica che si sente fortunata quando guarda negli occhi la sua Vale, perchè un'amica così è un tesoro prezioso.
E c'è anche uno zio che è tornato in Africa, ma che presto tornerà in Italia, perchè non sta per niente bene, e forse in Italia nemmeno ci arriva. C'è mio papà che con grande probabilità dovrà andarselo a riprendere fino in Mozambico, perchè altrimenti non lo dimetteranno. C'è un processo che sta per arrivare e un 2007 che non si preannuncia dei più semplici. Ci sono tante, tante cose che stanno accadendo, che devono accadere o che probabilmente non accadranno mai. Ma fa parte della mia vita, che nel bene o nel male mi appartiene e della quale in effetti vado fiera. Sono serena in questo Natale che è alle porte, perchè sto cominciando a perdonarmi tante colpe, ad accettarmi per quello che sono e a piacermi un pò di più. Sono piccoli passi, lo so, ma sono importanti per chi come me ha sempre cercato di fare tutto da sola, senza chiedere mai niente a nessuno. E alla fine mi dico che posso farcela, perchè ci sono molte certezze sulle quali posso fare affidamento.
Si, sono felice. Oggi.
110 e lode.
Anche perchè se così non fosse stato avrei preso a cazzotti i professori della commissione, perchè se non prendeva 110 con lode la mia Vale a chi altri avrebbero dovuto darlo? E così da oggi c'è un dottore in medicina in più, un futuro anestesista. Ed io sono fiera di lei. E sono fiera del fatto che sia la mia amica. E oggi La Sapienza aveva un aspetto diverso dal solito, molto più bello ed emozionato.
Brava la mia cucciola!
E' stato un fine settimana ai limiti dell'incredibile. Bellissimo però, come da tanto tanto tempo non accadeva. Ci vorrebbe moltissimo tempo per raccontare nel dettaglio tutte le cose che sono successe, le emozioni vissute, le bellissime cose fatte.
Venerdi è stato spettacolo, ed è stato uno spettacolo davvero. E' andata come mai prima d'ora: per la prima volta il microfono è stato un amico e non un nemico. Non una stecca. Non una nota fuori posto. Una voce che finalmente non ha avuto grossi problemi, un'emozione che è stata tenuta sotto controllo come non mi era mai stato possibile fare. E poi risate, divertimento, gioia di fare e di realizzare qualche cosa di bello insieme a persone che hanno creduto in me e nelle mie possibilità. Un messaggio al mio insegnante di canto, al quale devo molto più di qualunque altra persona, per la pazienza e il coraggio che ha avuto con me. Come dire... i capelli corti, questa volta, hanno portato bene.
E poi un sabato e una domenica trascorsi in famiglia, con la mia piccola Erika che è venuta da Milano e che rimarrà fino a domani. Giornate di paesaggi, di buon cibo, di chiacchiere, di risate, di persone riviste dopo non so quanto tempo. Di un centro di Roma che è stato felicemente caldo e accogliente. Di autobus, di mercatini, di negozi, di cappuccini a San Lorenzo in Lucina e di un ottimo panino a Fontana di Trevi. E poi la partita della Roma a casa di mio fratello, la macchina che andava benone. Si. sono stata felice.

Ma se mi facessi questo tatuaggio?
Oggi è il giorno che festeggia una delle sante forse più conosciute in Italia, che per me ha un ricordo tutto particolare. Santa Lucia è uno dei luoghi a me più cari, probabilmente, e anche uno dei meno conosciuti. In abruzzo, vicino Rocca di Cambio, c'è una piccola abbazia, molto antica, che si chiama appunto "Abbazia di Santa Lucia". Lì, quando facevo la cresima, e anche dopo quando sono diventata catechista, ho trascorso alcune delle esperienze più emozionanti che io possa ricordare. Un luogo nel quale il tempo pare si sia fermato. Niente televisione, niente telefono, niente acqua calda.
Solo un paesaggio da togliere il fiato, con la montagna che fa da sfondo, dei tramonti che a Roma non mi è mai più capitato di vedere. Verde e azzurro che combattono quotidianamente per chi sia il più splendente. E poi ricordi di chiacchierate infinite, di cuore che batte, di musica, di stelle infinitamente numerose, di risate scroscianti e di lacrime inconsolabili. Ricordi di candele, di preghiere, di scemenze, di fatica, di gioia, di divertimento, di notti trascorse in tenda e in casa, di riunioni fiume e di cene di mezzanotte. Tutte cose che oggi mi mancano da morire, e che chissà un giorno...
Tutte cose che ringrazio Dio di avere vissuto. Di avere respirato. Di avere fatto mie.
E' ufficiale: ho finito "La Bibbia d'argilla" e mi sento la persona più leggera sulla faccia della terra.
Non credevo che sarei riuscita a concludere un libro così decisamente noioso, lento, complicato, mal scritto, ma... chi l'ha dura la vince e io ho vinto!
Per la prima volta nella storia della mia famiglia l'albero di Natale si fa di 8 Dicembre. Noi, che siamo sempre stati abituati a farlo di 23, una volta anche il 24, per non parlare dell'anno dei lavori a casa quando l'albero è stato fatto di 26 Dicembre, ci ritroviamo a sistemare il salotto, a preparare il presepe e ad addobbare l'albero. Siamo io, mia mamma e mio papà, perchè i miei due fratelli hanno le loro mogli e la loro famiglia, la loro casa alla quale pensare. Io oggi non so dire come mi sento; una parte di me si sente in pace con il mondo che la circonda, una sorta di serenità mai provata prima di oggi. Non so a cosa vada imputata, poichè in fondo non ci sono stati grossi sconvolgimenti a turbare il mio equilibrio. Forse sarà per questa ragione che sto cominciando a capire che la vita è proprio questo, e che prima mi ci abituo e meglio è.
Io sono una persona fondamentalmente passionale, che si butta a pesce nelle cose in cui crede, nei progetti che la emozionano (anche se non le convengono :P) per le cause che sanno gettare un fremito nel cuore. Questa cosa in tante situazioni è stata la mia rovina, ma anche la mia ancora di salvezza. No, non cambierei questo lato del mio carattere, seppure è dura da gestire. Ma è quello che mi ha portato a vincere la mia grande paura di cantare in pubblico, e quindi ad essere la protagonist di un musical veramente complicato da cantare. E' quello che mi fa guardare negli occhi le persone, a dire loro che gli voglio bene, e che sono importanti per me. A cercare di essere migliore, quanto tutto attorno a me diventa fango e cenere. Ad emozionarmi quando ascolto una canzone che mi parla di ricordi e di sentimenti. Sono una che piange spesso, ma difficilmente davanti ad altre persone.
Sono una che, nonostante tutto, vive.
"Per ogni viaggio c'è sempre un miraggio da considerare."
- F. de Gregori - Viaggi e Miraggi.
Sarà che è dicembre, il mese che amo.
Sarà che ho fatto un sito internet bellissimo.
Sarà che per la prima volta nella mia vita so che cosa voglio.
Sarà che oggi ci sono stati dei colori bellissimi nella mia Roma.
Sarà che qualcuno mi chiama ancora patata.
Sarà che ho ricevuto una bella email.
Sarà che qualcuno mi ha detto che ho una bellissima voce.
Sarà che ieri ho comprato l'ultimo cd di Cremonini e mi piace.
Sarà che mi è tornata la voglia di scrivere.
Sarà che mi sento bella.
Sarà che la laurea della mia Vale si avvicina.
Sarà che sento ancora il Natale.
Sarà che mi freme il cuore.
Sarà che ho gonfiato le ruote del mio motorino e ora va una meraviglia.
Sarà che ho voglia di viaggiare.
Sarà che sono felice per Cesare che inaugura il suo locale a Bologna.
Sarà.... ma amo Dicembre.

Dunque... questo libro lo sto leggendo da parecchio tempo e sono onesta: non riesco a finirlo. Lo finirò, lo so che ce la farò, ma è uno dei libri più noiosi e mal scritti che abbia letto negli ultimi anni. Sono a pagina 350, e la storia ancora non mi è del tutto chiara. Finire un libro è anche una sfida personale, e questa la voglio vincere... Alla fine comincerò a divorare pagine su pagine pur di arrivare al termine di questa vicenda che sembra la copia mal scritta del "Codice da Vinci", più per dire a me stessa di avercela fatta che per reale interesse.
No.. non è solo per questo che scrivo. Ma scrivo perchè oggi Roma è bellissima: non fa affatto freddo, c'è un sole che ti avvolge e ti riscalda. Un cielo azzurro che ferisce gli occhi. In tutto questo ieri mi sono fatta un regalo: l'ultimo cd di Cesare Cremonini. Mi mette di buon umore, mi rende felice vedere qualcuno che ama il suo lavoro e ci crede davvero. Fa bene alla vita, e ti fa vedere il mondo migliore di quello che è. E' stato uno dei pochi regali che mi sono fatta, ma sono contenta. Si. Ieri sera, nonostante mal di testa lancinante, sono andata alle prove, visto che il 15 Dicembre si avvicina e lo spettacolo sarà in un teatro vero. Sono andate bene. Il nostro nuovo acquisto, un ragazzo che ancora non ho capito se sia simpatico o meno, ma pare proprio di si, dice che ho una bella voce (diavolo, se non lo avesse creduto non lo avrebbe detto, giusto?). Questa mattina vedo il mondo in positivo. Oggi niente lacrime, e va bene così.