Roma è bellissima di notte. Quando per la strada non c'è nessuno, e ti ritrovi a guidare per le sue strade con la tua amata macchinina, che prima o poi non si metterà più in moto, perchè le hai chiesto veramente tanto. Nella sua ovattata atmosfera è come se ti aiutasse a chiarirti le idee, a farti vedere le cose per quelle che sono, a volte molto più semplici e meno dolorose. E con una punta di malinconica certezza mi rendo conto che sto crescendo, e che non è solo il compleanno che si avvicina a farmi fare questo pensiero. Sono i miei bisogni di persona vera, di donna, di essere umano che gridano forte queste necessità, come forse non hanno mai fatto. E allora non mi accontento più di promesse fatte e non mantenute, di mezzi sorrisi o di vuote emoticon. Io voglio sorrisi e baci veri. Voglio persone nella mia vita che abbiano le palle di mentire ma di farlo guardandomi negli occhi, e non parlo solo di una persona con la quale condividere la vita. Parlo degli amici, degli affetti, di quelli che condividono le emozioni vere, di quelli che ci sono e di quelli che non ci sono. Di quelli che ti abbracciano e ti fanno capire che il mondo è davvero migliore; di quelli con i quali trascorri una piacevole serata attorno ad un tavolo e ad un buon bicchiere di vino rosso. Di quelli che forse ti porteranno i biscotti, ma forse anche no e va bene lo stesso. Di quelli che sono diventati mamma e papà e di quelli che ti dicono, con la più bella dolcezza che esista "ti voglio un sacco di bene". E per la prima volta dopo non so quanto tempo senti dentro che sono tutte emozioni sincere, che niente hanno a che vedere con una vita che forse hai sempre sognato ma che probabilmente non sarà mai tua fino in fondo, e che non è detto che sia un male.
Quella è la vita fatta di una città che dentro di te amerai sempre un pò, perchè quel centro ti è rimasto proprio dentro l'anima, con quei negozi, quelle strade, quella gente che ti è appartenuta anche solo per qualche mese. Di quelle lunghe passeggiate, di un cinema e di un Mc Donald. Di un ufficio che hai amato dal profondo, ma che non ti apparterrà mai. Mai. E di una persona con la quale c'è un legame che non sai spiegare, ma che non è sufficiente per annullare una vita. Il cammino è molto lento, e penso di essere solo all'inizio. Ma Roma questa notte mi ha dato una mano. A capire che la vita non è tutta qua, e che posso e devo aspirare a qualche cosa di meglio. Che possa anche solo essere concedermi una buona serata con delle amiche, a ridere, a scherzare, a ricordare la bella avventura in Germania e le goffe figuracce di un capo che abbiamo tutte e quattro condiviso. Che può essere la radio in macchina che va, e che sembra canti solo per te.
Queste sono emozioni che non condividerò mai con lui, ma va bene. Lo accetto. E apro finalmente la mia mano. Perchè non si può imprigionare qualcuno, sperando che sia tuo quando non vuole. Ti lascio libero di andare, di fare, di essere quello che vuoi ma lontano da me. Io voglio una vita vera, fatta di persone che ti guardano in faccia e ti dicono la verità. Voglio una vita fatta di occhi, di mani, di sensazioni che io posso toccare e assaporare, mordere come si morde una mela.
Sarà sempre il mio grande e impossibile amore. Ci sarò sempre. Ma adesso devo esserci per me, prima che per chiunque altro. Grazie Roma, per avermi sussurrato queste parole.