venerdì, 30 marzo 2007,30/03/2007 17:30
Il cielo che diventa grigio, come se anche lui volesse piangere un pò. Il ricordo delle ultime lacrime di lui. Per telefono, disperato per la prima perdita importante della sua vita. Lui, che fra tutti, a notte fonda, sceglie lei. Proprio lei. E lei, che nonostante non senta molto per telefono, nonostante non fosse in grado di dir molto se non asoltare, lei è lì. Gambe incrociate sul letto. Immagina lui, che forse è nella sua stanza. E piange. E poi non riesce a far uscire una lacrima. E poi piange di nuovo. E respira, e si emoziona, e ascolta. E racconta.
E lei, che non sa proprio cosa dire, ma vuole esserci. Che può offrirgli solo la sua felpa delle lacrime, ma vorrebbe dargli le sue spalle, le sue braccia, la sua presenza. Ed è un'emozione così forte che toglie il respiro. Perchè essere veri, a volte, può costare fatica, ma altre volte è la sensazione più bella del mondo. Ed io mi sento felice. Felice come non mai.
giovedì, 29 marzo 2007,29/03/2007 20:28
Di ritorno da Bari e primo post che scrivo con il mio portatile. Si, il mio portatile, quello che mi sono comprata con i miei soldi e che... è una grossa soddisfazione per me. Bello, luminoso, semplice e leggero: che cosa desiderare di più da un pc? Che faccia il caffè, certo, ma per quello penso di poterci passare sopra e di potermene anche andare al bar. Infondo... Ogni cosa ha il suo valore, anche il caffè al Bar.
Come è andata a Bari? Sono stati due giorni molto intensi, ma anche stranamente piacevoli, per come la vedo io. Anche se mi ha accolta un diluvio torrenziale, e sia all'andata che al ritorno l'aereo ha fatto un'ora e venti di ritardo, devo dire che il calore e l'ospitalità dei baresi hanno rinfrancato il cuore e lo spirito. Anche la cena di martedi è stata.... come dire: SPETTACOLARE. Credo di non avere mai mangiato del pesce così buono e così saporito. La serata del 28 è andata magnificamente: l'Italia ha vinto per 2 a zero, gli scozzesi non hanno creato problemi, se non dipingere quella meravigliosa città con il loro folklore e la loro allegria.
Ora me ne vado a cena e poi... a gingillarmi con questo pc!
lunedì, 26 marzo 2007,26/03/2007 15:50
Lo so che "Destinazione Paradiso" suona mille volte meglio di "Destinazione Bari", ma non posso farci nulla se l'aereo che devo prendere fra meno di 24 ore mi porterà in Puglia. Una partenza ogni tanto ci vuole. Va bene: non sarà un viaggio di piacere e relax ma di stress assoluto: unica donna in mezzo a tutti uomini, che si sentiranno quindi autorizzati a chiedermi qualunque cosa (naturalmente di lecito). E vabbè. C'è comunque la bella sensazione di preparare una valigia, di dormire nel letto di un albergo, di rivedere tante persone che è parecchio tempo che non vedo. Di cenare in un posto che è diverso dalla mia casa e di avere delle cose da raccontare al mio ritorno. Questo è il bello delle partenze, che comunque vadano ti arricchiscono, e questo mi piace. Sempre e comunque. Devo ricordarmi di prendere tutto quello che mi può essere utile qua in ufficio. Di masterizzare la cartella BARI che in questo periodo è il mio incubo peggiore. Devo sperare che per domani mi arrivi il portatile (sono in fibrillazione per questo) e devo sperare che tutto vada per il meglio.
Ci rivediamo il 29!!!!!!
domenica, 25 marzo 2007,25/03/2007 22:24

Presa come sono ultimamente dai milioni di cose da fare, mi sono dimenticata di scrivere di questo libro, che ho terminato di leggere qualche giorno fa. Un libro stranissimo. Bello. Scritto in una maniera che mi ha veramente colpita, perchè sono le donne le vere protagoniste. E' un giallo, ma ancora di più è un viaggio all'interno delle mille sfaccettature dell'animo delle donne. Quelle risolute, quelle innamorate, quelle timorate di Dio, quelle che non sanno bene dove andare ma comunque ci vanno. E' un modo di raccontare una vicenda scabrosa (la morte di una donna, appunto) assolutamente incredibile. Perchè ti dimentichi che l'autore sia un uomo, e ti sembra di sentire proprio parlare quella tua amica, o quella simpatica barista. Sarà che poi non capisco mai chi sia l'assassino se non quando leggo la sua confessione (e non sempre ci credo); sarà che invece mia mamma lo aveva già capito da un pezzo chi fosse l'artefice di un tale delitto. Sarà che adoro le sfide, ma questo libro mi ha colpita. Ammetto che non sia stato facile, per me portarlo a termine; non per la difficoltà della scrittura, ma perchè credo che sia stato proprio sbagliato il mio approccio. Non gli ho dato l'attenzione che invece meritava. Perchè la meritava davvero.
giovedì, 22 marzo 2007,22/03/2007 15:59
Vorrei rettificare una cosa importante. Ho letto "scusa ma ti chiamo amore" non perchè adoro Scamarcio (che con questo libro, almeno per ora, non ha niente a che vedere), non perchè Moccia sia il mio nuovo Guru (sono assolutamente d'accordo che ci siano un sacco di autori decisamente più grandi di lui), nè perchè tre metri sopra al cielo sia il mio nuovo Vangelo (non so nemmeno di che parli perchè non l'ho letto).
Ma sono assolutamente convinta che che:
1. Nella vita, a volte, ci sia un estremo bisogno di leggerezza, di cose semplici, di larghissimo consumo, che non costringano il cervello ad essere concentrato.
2. Sognare per 24 ore non ha mai fatto male a nessuno, nemmeno a chi ha trovato nel libro di Moccia un buono stratagemma per evadere dalla realtà e continuare a credere che l'amore può superare molti ostacoli.
3. Scamarcio è secondo me un pessimo attore. Ma guardate "L'uomo perfetto", film di qualche anno fa. Anche quello non è un capolavoro della cinematografia italiana, ma c'è sicuramente di peggio.
4. Se Moccia ha venduto quanto ha venduto con questo romanzo, oltre al fatto che il nome è un precedente importante, vorrà dire che qualche cosa ce la deve avere... O siamo tutti lobotomizzati che non sappiamo riconoscere il bene dal male?
Con questa precisazione, voglio dire che "Scusa ma ti chiamo amore" non è un capolavoro (già detto nel post precedente); probabilmente tra un mese non mi ricorderò nemmeno come si chiamano i protagonisti, ma al momento attuale mi ha regalato 24 ore di serenità. Per me questo conta, ed è per questo motivo che è un libro che consiglio. Perchè un sorriso non lo si nega a nessuno.
giovedì, 22 marzo 2007,22/03/2007 11:12

Ebbene si. Anche io sono "caduta" nella rete di Federico Moccia, e si, ne sono stata rapita. Ho sempre pensato che prima di criticare qualunque cosa fosse necessario conoscerla, e quindi mi sono lasciata convincere dalla mia Vale a leggere questo papicchione. L'ho finito in meno di 24 ore. E ditemi quello che volete, ma sono rimasta assolutamente travolta da questa storia. Semplice, immediata, irreale sotto alcuni punti di vista, ma capace di comunicarti il sogno. Non è tanto il modo in cui è scritto, perchè non è un capolavoro della letteratura italiana. Non è nemmeno la caratterizzazione dei personaggi, e di certo a Moccia non andrà il nobel per la letteratura. Ma è l'atmosfera che crea, la capacità di regalare ai lettori un sogno vero, tangibile. Perchè diciamoci la verità: tutti vorremmo, almeno una volta nella vita, incontrare un uomo come l'Alessandro che Moccia ci descrive. Uno che non è intoccabile, che è vero perchè è fragile, pieno di dubbi e di insicurezze, ma coraggioso allo stesso tempo perchè accetta di vivere questa strana storia d'amore.
E' un libro che consiglio, perchè tutti abbiamo bisogno di evadere dalla quotidianità, e credo che questo sia un modo bello, legittimo e assolutamente vero per credere ancora ai sogni.
lunedì, 19 marzo 2007,19/03/2007 11:43
Aveva uno sguardo dolce, pulito, lievemente imbronciato e triste. Guardava quegli occhi e cercava di trovarci un'immensità perduta. La macchina viaggiava tranquilla e sicura sul raccordo anulare, mangiando la strada come se fosse un pasto caldo. Freccia, svolta, esci. Ma non è ancora tempo per andare a dormire, no. Non è ancora tempo. C'è bisogno di parole, di complicità, di intima condivisione. E allora via, lungo via Salaria, per poi svoltare su via Panama. Rallenta. Frena. Parcheggia.
- "Ma io ho paura del buio".
- "Te lo avevo detto che era meglio venirci di giorno qui".
- "Deve essere uno spettacolo con gli alberi in fiore".
- "lo è".
- "Ci sediamo su questo tronco?"
Cappuccio sulla testa, perchè l'aria fresca si è fatta sentire. E parole. Tante parole. Il chiarimento di un litigio che non aveva ragione di esistere. La confidenza di un amore che in realtà potrà essere per sempre o forse mai più, ma che ci sarà, nel tempo e nello spazio, anche se non sarà mai più loro due. E lei che racconta di lui. Dell'altro lui. Di quello che non la capisce, di quello che non la guarda nemmeno ma vuole solo qualche cosa di assolutamente fisico. E lui, quello della paura del buio, che la guarda con il suo sguardo pulito, che domanda e che ascolta. Che vuole solo parlare. Che si confessa e non ne ha paura. Con il quale è bello raccontare quello che si ha dentro.
E poi di nuovo macchina. Di nuovo via Salaria. Di nuovo verso casa. Ma no. Non è ancora tempo di dormire. non è ancora tempo di smettere di parlare. Perchè c'è ancora bisogno, per lei e per lui, di avere del tempo per loro. Tempo che sembra sempre troppo poco, ma che corre troppo in fretta quando sono insieme. E confessioni. Su quello che lui è e quello che non è. Su come lei lo vede, al di là di tutto. Sulla sua bellezza. Che è vera, reale e che non deve essere soffocata. Su lei, che è oltre per lui. E una mano stretta nell'altra, senza malizia, senza paura. Con dolcezza. Con l'essere puliti e veri.
E mezzanotte che arriva. E il tempo che si fa tiranno. Una macchina che va. La certezza di essersi chiariti. Di essersi aperti l'un l'altro, confessori e custodi di mille emozioni.
giovedì, 15 marzo 2007,15/03/2007 10:40
Giangi è il mio capo. Alcune persone ne hanno sentito parlare, altre lo conoscono direttamente. Descriverlo è impossibile, ma per farvi capire il tipo... Ecco alcune delle sue frasi celebri (e giuro che quando le dice è assolutamente serio).
1) Ma Maria Callas balla ancora?
2) Giuliaaaaaaaa mi dai un post-ic?
3) Voglio mettere un impianto Wifless (al posto di Wi-fi)
4) Dobbiamo trovare dei pannelli di pepsiglass
5) I will come for the befan's holiday
6) Le creps al sugo?
7) Parliamo di questa teglia della nonna
8) Petrarca... Petrarca... Ti ho detto che agli eventi voglio gente famosa!!
9) Ti conosco come i miei calzini
10) Mi gira la testa... mi compri 10 cornetti?
Giuro che potrei andare avanti...
giovedì, 15 marzo 2007,15/03/2007 10:04
Questa mattina mi sono spaventata. Siccome è un periodo che fisicamente non sto proprio in formissima (e per me è strano, perchè non mi prendo mai niente), allora ho chiesto al mio papà, che è un bravissimo dottore, se poteva farmi un prelievo di sangue per poi farne le analisi. Come sempre, il tutto si è svolto in cucina, con la mia mamma che mi reggeva la testa (lo so, ho 26 anni ma certe tradizioni non mi piace abbandonarle) ed è stato delicatissimo. Praticamente non ho sentito nulla sul momento.
La cosa brutta è successa circa dieci minuti dopo. Ho cominciato a vedere prima poche stelline. Poi tante stelline. Poi TROPPE stelline. Le mie gambe hanno ceduto all'improvviso, nel mio stomaco hanno cominciato a volare mille farfalle impazzite. Mi sono stesa sul letto ma la mossa non è stata vincente: se non mi precipitavo in bagno a tentare di rimettere (lo so, qualcuno avrà ancora la colazione sullo stomaco per questo) non so cosa sarebbe successo. Tre conati. Non di più (anche perchè non avevo nulla dentro) e poi è tornato tutto normale.
Adesso, a distanza di qualche ora, non posso dire di sentirmi ancora proprio in formissima. Ma spero di migliorare con il passare delle ore... Ragazzi, lo so: sono un cerotto!
martedì, 13 marzo 2007,13/03/2007 15:17
- Dov'è il timbro?
- Dove sono le forbici?
- Dov'è la spillatrice?
- Dov'è la bucatrice?
- Come mai la spillatrice non funziona?
- Dove sono i faldoni contabili?
- Come mai la mia stampante non stampa?
- Come si usa la taglierina?
- Come mai il fax non parte?
- Come li installo i driver della stampante?
- Ma le due fatture che mancano dove sono?
Queste sono solo alcune delle domande che oggi, nell'arco di una mattinata, mi sono state rivolte. Ora... Non ci sarebbe proprio nulla di male, se tutti gli oggetti cercati non fossero stati proprio davanti agli occhi della persona che me li ha chiesti. E se io, per caso, non sapessi usare il computer? Se io non sapessi come si scaricano i driver della stampante?
Oggi... che è martedi, sto diventando isterica in questo ufficio dove niente sembra che funzioni come dovrebbe...
lunedì, 12 marzo 2007,12/03/2007 14:10
La mia mattinata è cominciata alle ore 7.00 quando mia mamma, mio papà e mio zio Corrado hanno pensato bene di cominciare a litigare. Perchè mio zio è convinto che noi non gli crediamo quando lui dice che sta male. Mia madre allora gli risponde che se non gli avessimo creduto, mio padre di 26 Dicembre non sarebbe andato fino in Mozambico a riprenderselo. E non lo avrebbe fatto ricoverare nel suo ospedale 20 giorni, per sentirsi poi dire che nessuno ci ha capito niente, perchè lui sta male. Punto e basta. Se penso che oggi è lunedi, che la settimana è appena cominciata quasi mi prende un brivido lungo la schiena (anche se al sole si sta meravigliosamente bene). Vorrei dormire. Leggere e dormire. Invece me ne sto qua in questo polveroso ufficio, davanti ad un computer a cercare modelle e muletti (che accoppiata vincente eh?) per il prossimo evento in programma.
Sono diventata un genio nella ricerca di faretti per allestimento (ho proprio una cultura in fatto di lampade alogene dicroiche), nella ricerca di catering che facciano ottimi menù a prezzi stracciati (qualcuno mi sa dire che tipo di ricetta sia la arcinota "teglia della nonna" barese?). Ma se mi guardo dentro cosa c'è? Cosa mi porto?
sabato, 10 marzo 2007,10/03/2007 16:09
è che a volte c'è un disperato bisogno di prendersi cura di se stessi. Si. Anche del proprio corpo. Perchè non è vanità, ma se il Signore ce lo ha donato, è perchè facciamo il possibile per trattarlo bene, per prendercene anche cura. Io non sono mai stata una fanatica del proprio corpo (anzi). Mi ci è voluto un amico speciale da Cagliari per aiutarmi a smettere di mangiarmi le unghie delle mani, e due anni di quaderni scritti fitti fitti per vincere questa battaglia. Mi ci è voluto tanto tempo per accettare certi miei difetti, come i piedi orrendi, le gambe non perfette, la pelle chiarissima che al sole si colora di lentiggini (ok... ok... di quelle vado fierissima, lo ammetto).
Comprendo solo ora, e dopo tanto tanto tempo, che prendersi cura del proprio corpo serve anche ad aiutare la propria anima a sentirsi un pò più a casa. Perchè il corpo è il tempio dell'anima, e se il tempio è caruccio e si sente bene... Bhè, pure l'anima starà un pò meglio, no?
Ecco perchè questo sabato me lo sono preso tutto per me. Per riposare, ascoltare musica, curare la pelle, leggere e scrivere. Perchè sono cose che faccio davvero molto raramente, ma che mi fanno sentire meglio. Meglio con me stessa, Giulia, quella che ha un sacco di complessi non manifestati, quella complicata, quella che è "femmina atipica". Quella che sta imparando a guardarsi allo specchio e a capire che... che va bene così.
venerdì, 09 marzo 2007,09/03/2007 10:23
Oggi è una di quelle giornate che io definisco "da spettacolo". E' l'aria, i colori, i profumi, o semplicemente la primavera. Nonostante abbia uno sfrenato bisogno di dormire, ho dentro di me energia da vendere. Mi sento bene, perchè è una giornata splendida. Finalmente c'è un sole sicuro che splende nel cielo, che rinfranca cuore, anima, sentimenti.
Sono in ufficio, ipod nelle orecchie, capo fuori per una riunione. Avrei voglia di fare milioni di cose, di prendere la macchina e andare. andare a dire a chi voglio bene che gli voglio bene. Vorrei andare al mare e lasciare che timide onde accarezzino la mia pelle. Camminare mano nella mano sulla riva del mare, ma senza malizia, solo con amicizia. Avrei voglia di immortalare questi colori dentro e fuori di me.
Ieri sera cena con mia mamma e mia zia alla pizzeria sotto casa. Che qualcuno può dire che è una cosa molto triste, ma a volte ci vuole. Abbiamo parlato, soprattutto della situazione di mio zio, che fra qualche giorno dovrebbe andare nella sua nuova residenza. Non fa bene a nessuno questa cosa; è indibbiamente una sconfitta della famiglia, ma soprattutto sua personale. E si, per questa cosa sono triste. Non so come andrà a finire, non so quanto lui vorrà rimanere là. Ma è la sua vita, ha 72 anni ed è venuto il momento che scelga come viverla.
La buona notizia è che domani è sabato!!!! E domenica.... di nuovo spettacolo...
giovedì, 08 marzo 2007,08/03/2007 13:54
Mi sono innamorato di una stronza
Ci vuole una pazienza
Io però ne son rimasto senza
Era molto meglio pure una credenza
Un fritto dii paranza., paranza...paranza
La paranza e una danza
Che ebbe origine sull’itala di Ponza
Dove senza concorrenza
Seppe imporsi a tutta la cittadinanza
É una danza
Ma si pensa
Rappresenti l’abbandono di una stronza
Dal calvario alla partenza
Fino al grido conclusivo di esultanza
Uomini uomini c’è ancora una speranza
Prima che un gesto vi rovini l’esistenza
Prima che un giudice vi chiami per l’udienza
Vi suggerisco un cambio di residenza
E poi ci vuole solo un poco di pazienza
Qualche mese e già nessuno nota più l’assenza
La panacea di tutti i mali è la distanza
E poi ci si consola
Con la paranza
La paranza e una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleganza
E con un lento movimento de panza
La paranza e una danza
Che si balla nella latitanza
Con prudenza
E eleganza
E con un lento movimento de panza
Cosi da Genova puoi scendere a Cosenza
Come da Brindisi salire su in Brianza
Uno di Cogne andrà a Taormina in prima istanza
Uno di Trapani? Forse Provenza
No no no non è possibile
Non è raccomandabile
Fare ritorno al luogo originario di partenza
Ci sono regole precise in latitanza
E per resistere c’è la paranza
La paranza
È una danza che si balla nella latitanza
Con prudenza,
E eleganza
E con un lento movimento de panza
Dimmi che mi ami che mi ami
E quando ti allontani
Per prima cosa mi richiami
In ogni caso è molto meglio se rimani
Se rimandi a domani
Dimmi che ci tieni che ci tieni
E pure se non vieni
In ogni caso mi appartieni
E che ti manco più dell’aria che respiri
Più di prima
Più di ieri
Dov’è dov’è
Tutti si chiedono
Dov’è dov’è
Ma non mi trovano
Lo sai che c’è’
Che sto benissimo
Fintanto che
Sto a piede libero
E poi perchè
Ritornare da lei
Quando per lei è sempre stato meglio senza di me
Non riusciranno a prendermi
Io resto qui
La paranza es un baile
Que se baila con la latitanza
Con prudencia y elegancia
Y con un lento movimiento de panza
La paranza es un baile
Que se baila con la latitanza
Con prudencia y elegancia
Y con un lento movimiento de panza
E se io latito latito
Mica faccio un illecito
Se non sai dove abito
Se non entro nel merito
Se non vado a discapito
Dei miei stessi consimili
Siamo uomini liberi
Siamo uomini liberi
Stiamo comodi comodi
Sulle stuoie di vimini
Sulle spiagge di Rimini
Sull’atollo di Bimini
Latitiamo da anni
Con i soliti inganni
Ma non latiti tanto quando capiti a pranzo
E se io latito latito....
mercoledì, 07 marzo 2007,07/03/2007 12:57
La gente parla dell'amore riempiendosi la bocca di belle frasi, parole ad effetto, ma non sa cosa sia. E si permette di riderci su, di scherzarci, ma forse questa è una delle poche cose serie che sono rimaste al mondo. L'amore non decidi tu quando arriva, o verso chi indirizzarlo. Sono dell'idea che o c'è oppure non lo puoi fare arrivare quando lo decidi tu. Non funziona così, non utilizza interruttori.
Penso che l'amore sia un darsi. Darsi e basta. In maniera incondizionata e semplice. Pare facile, ma non lo è. Ed è la sola cosa nella quale non possono esserci MA, SE, VEDIAMO, ORA NO. Se si pone anche una sola di queste condizioni, allora vuol dire che non è amore ma convenienza. E allora non mi sta più bene.
E per la cronaca: si, oggi sono polemica.
martedì, 06 marzo 2007,06/03/2007 12:16
La telepatia esiste per davvero, non è uno scherzo. E ne hai la riprova in una giornata un pò così, in cui sembri essere il bersaglio di tutti e magicamente ti arriva una mail dall'ultima persona dalla quale te la saresti aspettata. Che anzi, ti iniziavi a domandare se non ce l'avesse con te, visto che non risponde nemmeno agli SMS. E invece ti ricopre di parole, di racconti, di cose che in parte sai e in parte non sai, con una dolcezza e una semplicità che hanno il potere di commuoverti. E capisci allora che il bene nella vita esiste ancora, anche se questa persona ha sofferto tanto e continua a farlo, in certi casi.
Capisci che la forza di una amicizia va oltre il silenzio e l'assenza di lunghi mesi. Capisci che ci sono persone, nella vita, che non ti abbandoneranno mai, e che non ti faranno mai delle scenate come quella di oggi, che mi sono dovuta subire, onestamente, senza un vero perchè. E allora ripenso con un filo di nostalgia in questa giornata al tempo che è passato, alle bellissime emozioni vissute e anche alle difficoltà condivise. E si va avanti, con il coraggio di sorridere anche se non tutto va proprio per il verso giusto, ma questa è la vita e va bene in questa maniera.
lunedì, 05 marzo 2007,05/03/2007 15:33
E c'è che qualche cosa sta cambiando. Forse. C'è che per la prima volta il mio cuore sta riprendendo a battere, piano, con una lentissima paura, con tanta indecisione, ma torna a farsi sentire. In certi momenti assolutamente prepotente. C'è che le giornate non mi sono mai sembrate tanto belle come lo sono in questo periodo dell'anno, in cui la primavera vuole farsi spazio negli ultimi anfratti dell'inverno. C'è che per la prima volta, dopo non so quanto tempo, non mi è pesato che fosse domenica e che lui non si sia fatto vivo. E c'è che non mi posso dimenticare le parole di un amico, un amico vero, che mi dice: "all'uomo che amerai non devi nascondere mai e poi mai niente di quello che hai vissuto e che sei stata". E sono parole alle quali io non ho dato peso, fino a qualche tempo fa. E me ne sono resa conto perchè dentro di me io non le ho mai dimenticate, per quanto sono vere. E c'è che proprio non lo so come potrà andare a finire, o forse nemmeno comincerà mai. Ma so che ieri avevo un sorriso idiota stampato sulla faccia, uno di quei sorrisi che le amiche di sempre leggono a distanza e dentro sobbalzano di gioia. Dentro di me c'è una specie do vortice, in questo momento. Un bel vortice però. Che non voglio spiegarmi nè razionalizzare, ma come dice la mia Vale sono vivere e vedere dove mi porta.
venerdì, 02 marzo 2007,02/03/2007 10:10
Il terzo fuochista "
Gira volta gira volta volta gira vola
Volta gira gira volta gira volta vola
Pieno di brillanti è il mare
Dove all'orizonte non s'arriva mai
Ricco di profumi il fango sulle ostriche
Al sole che tramonterà
Gira volta gira volta volta gira vola
Volta gira gira volta gira volta vola
Zucchero limone e neve
Presa sopra i tetti di tanti anni fa
Notte dopo notte mamma ancora canterà
ll giorno che sei nata tu
Per me nacque un amore
Mille e mille stelle
Si cambiaron di colore
Gira volta vola all'infinito
Questa nenia si ripeterà
Con le note di una fisarmonica
La festa ancora arriverà
Passa il santo passa il santo
Guarda quant'è bello
Cantano le donne in coro
Guarda quant'è bello
Strusciano sottane
Mentre cola sangue e cera dalla santità
Fumano i camini, pesce fritto e baccalà
C'era una bambina
Con le scarpe blu
Vestitino a fiori
Ed i suoi occhi a guardar su
Un colpo scuro e il fumo nell'azzurro se ne va
Ruotava la bambina
Con le sue scarpine blu
Gira gira volta
Braccia aperte e naso in su
E la banda andava piano piano a cominciar
Zum para para zum para para zum pa pa
E zum paraparapa zum paraparapa zum pa pa
Bancarelle giostre giochi luci orchestre tenorini zum pa pa
Noccioline torroncini lecca lecca palloncini zum pa pa
E zum para para zum para para zum pa pa
E zum paraparapa zum paraparapa zum pa pa
Bríllantina dopobarba sigarette trombe fiati e putipù
Orecchini collanine messe in piega e molto di più
C'era una bambina
Con le sue scarpine blu
Vestitino a fiori
Ed i suoi occhi a guardar su
Un colpo scuro e il fumo nell'azurro se ne va
Ruotava la bambina
Con le sue scarpineb blu
Gira gira volta
Braccia aperte e naso in su
E la banda andava piano piano a cominciar
Note stonate
Un via val di ingenuità
La gente profumava
Di sudore e dignità
ll terzo fuochista
L'artista quotato di più
Sparò i suoi colori nel cielo
E nel silenzio vennero giù
Oro turchese amaranto
Corallo smeraldo caffè
La bimba in quel cielo d'oriente
Vide la vlta e l'amore che c'è
Un due tre
Tre colpi a finire e la notte tornò
Da allora rimase a sognare
E i colori per sempre con sé si portò
venerdì, 02 marzo 2007,02/03/2007 10:09
Si. Questa mattina è così che mi sento. Sospesa in bilico, ma non ci sono nè santi nè falsi dei a farmi compagnia. Solo l'assoluta non-voglia di lavorare, di essere qui in questo ufficio, con questi vestiti addosso e con le cose che dovrei fare ma che non mi va di fare.
Bari è stata presa d'assalto per la prossima partita di calcio che verrà, e pare che trovare un albergo che ci ospiti sia del tutto impossibile. Ovviamente, un albergo sul mare, tre stelle, che costi poco, che sia carino e che possibilmente sia anche vicino allo stadio. Perchè dopo averne trovato uno, dopo aver trascorso il mio pomeriggio al telefono... Ovviamente non va bene, perchè sicuramente c'è anche altro. Che tanto la perdita di tempo è di casa in questo ufficio. Vabbè, oggi sono anche un pò polemica quindi mi dovete sopportare così.
Ho voglia di partire, di andarmene per qualche giorno a respirare aria nuova, a vedere gente diversa, a fare cose che di solito non faccio. Mi basterebbe anche una passeggiata in centro senza orari, senza l'obbligo di tornare per pranzo o per cena. Fermarmi davanti al mare, o davanti alla montagn, o anche davanti ad un lago che stanno là semplicemente per essere guardati. Ho voglia di parlare, di ridere, di scherzare, di non avere impegni. Di sentirmi leggera e felice. Ho voglia di tutto, tranne che di stare qua.