lunedì, 30 aprile 2007,30/04/2007 10:03

Oggi sono di pessimo umore. Lo so che cominciare la settimana in questa maniera non è proprio il massimo, ma oggi mi girano a elica e non posso farci niente. Questo post ha un altissimo tasso di acidità, quindi se siete intolleranti ad aceti, yogurth e simili... Forse non è il caso che proseguiate con la lettura.

Mi rode il sedere perchè invece di fare ponte sono in ufficio a non fare niente (ma sono FELICE che sia brutto tempo, così quel cazzone del mio capo, se non altro, non si gode la SUA vacanza che mi ha fatto andare pure di traverso, visto che si meravigliava che per il ponte del primo maggio, il venerdi, io non trovassi un albergo 4 stelle, sul mare, con piscina aperta, con spiaggia privata, che costasse poco, SOLO nelle località da lui indicate, visto che tutte le altre sono da poveri).

Mi rode il sedere perchè ho sonno e qua in ufficio è finito il caffè e tutta la cancelleria, e sempre quel cazzone del mio capo non firma un bonifico da 200 euro per fare l'ordine.

Mi rode il sedere perchè qua in ufficio tutti hanno fatto ponte tranne che me.

Può bastare?

venerdì, 27 aprile 2007,27/04/2007 10:28

La cosa bella della vita, che ogni giorno ha il potere di stupirmi, è che nonostante le tragedie più nere, i momenti di peggiore sconforto, alla fine, non si sa bene come, c'è sempre il sole che sorge ogni mattina, e c'è sempre un pò di zucchero a condire le giornate, anche quelle più amare.

Il mio zucchero di ieri è stata una bellissima chiacchierata con la mia Vale, in quel luogo dove fondamentalmente tutto è cominciato. Una chiacchierata semplice e vera, fatta di complicità, di amicizia, di grazie detti e non detti da tutte e due le parti, perchè ieri io avevo un disperato bisogno di vedere un viso amico e lei c'era. E questa mattina, con un sole sfolgorante che mi ha accolta al buongiorno, e che mi ha dato la forza di affrontare una nuova giornata, con il sorriso sulle labbra e con le maniche corte addosso.

Oggi è anche l'anniversario di matrimonio della mia mamma e del mio papà: 37 anni di onorato servizio... Se mi chiedessero che cosa vorrei per il mio futuro ... Bhè; credo avere un matrimonio duraturo e felice come il loro, che hanno affrontato problemi grandi e piccoli ma sempre con la forza e con l'amore, con la fedeltà e con la gioia di essere "one but not the same".

Oggi... è una bella giornata.

giovedì, 26 aprile 2007,26/04/2007 00:13

Ci sono dei momenti nei quali vorresti che il mondo si fermasse. Che non lasciasse spazio per niente e per nessuno e nei quali avverti una strana sensazione di claustrofobia. Nemmeno la notte, amica di sempre, sembra bastare. Questo avviene quando qualcuno ti telefona, e con una semplicità disarmante ti racconta che suo cugino, anni 12, è morto giocando a pallone. Che di colpo si è accasciato a terra e non si è più rialzato. E quando capisci di non avere parole per consolare, per spiegare, per stare vicino. Quando tutto quello che vorresti è abbracciare forte forte questa persona e dirle che non hai troppe cose da dire, ma solo un abbraccio da poter offrire. Che non è molto, non è niente, ma forse è la sola cosa logica che possa esistere in un'occasione in cui non sai bene nemmeno te con chi prendertela.

Questo avviene anche quando pensi alla giornata di domani; giorno nel quale il destino di troppe persone è in gioco. Il destino di tuo zio, che sono circa cinque mesi che gira per ospedali e che non ha speranza di uscirne. Che domani subirà, a meno di altri codici rossi, un intervento al cuore per inserire una macchinetta che avrà il compito di regolarizzare quel muscolo impazzito che giorno dopo giorno si sta stancando di vivere. E lo hai visto così piccolo e vecchio in un letto di ospedale, dal quale lo avresti voluto portare via. Che dentro di sentivi morire, ma davanti ai parenti hai dovuto mantenere un certo contegno e una forte aria di serenità. Con la pioggia che scendeva dal cielo, un terribile dolore alla milza che non ha una spiegazione, ed un cuore diviso a metà.

Il destino della tua famiglia, che domani mio padre deve affrontare una prova troppo dura per lui. Me lo ricordo ancora quando mia cognata, in Germania, mi ha detto che cosa era accaduto a Roma. E mi ricordo quanto ho pianto, e quanta paura ho adesso nel pensare che sono fiera di mio fratello grande, che è avvocato, e che so che domani saprà fare il suo mestiere, pur sentendosi addosso una responsabilità che non dovrebbe avere, perchè a volte la vita non è giusta.

Questo avviene anche quando hai il disperato bisogno di sentire una voce amica. Che però è troppo impegnata a raccontare scuse banali per rendersi conto che qualcuno ne ha bisogno.

Vorrei solo che qualcuno mi dicesse che tutto andrà bene.

lunedì, 23 aprile 2007,23/04/2007 13:30

Un paio di jeans comodi. Una camicetta nera e scarpe in tinta, senza calze e tacco alto. Specie questa ultima specifica, per me, è una specie di evento, io che vivo in anfibi e tacchi raso terra. Questa mattina si vede che ne avevo bisogno, dopo un sogno agitato, bello, triste, emozionante come quello fatto questa notte.

E' incredibile come per me, nei momenti più complicati e "di passaggio", nel sogno ci sia una presenza ricorrente (quella di P.) e un elemento sempre vivo: abbracci e lacrime. Cambia lo sfondo del sogno, cambia la sua ambientazione, tutto il resto no. Non faccio altro che pensare a questa cosa; non ho potuto non mandargli un messaggio - al quale ancora non ha risposto - augurandomi che stesse bene. Staremo a vedere.

Questa sera ricominciano le prove per lo spettacolo del 27 Maggio: bello rivedere la compagnia e ricominciare a cantare quei pezzi impossibili. Pare che la casa che i miei hanno visto... Possa andare bene, e che ora siamo i "primi della lista". Un cambio di casa, ora come ora, ci vuole.

Fa caldo, c'è il sole, è primavera. Io attraverso una fase di passaggio, con qualche scossa di terremoto, qualche sbadiglio, qualche pensiero e tanta voglia di arrivare all'estate. Per il resto... Lo dirà la storia, perchè infondo... La storia siamo noi.

venerdì, 20 aprile 2007,20/04/2007 23:16

Caro Paolo B.,
questa lettera comincia con una storia. Una storia che ti voglio raccontare e che non so nemmeno io quanto tempo fa cominci. Ti voglio raccontare di una ragazzetta; non come quella "di periferia" che intona una cantante di cui non mi viene il nome. Io credo che tu la conosca; forse ne hai sentito parlare, ma ci sono tante cose di lei che non sai. Quando lei mi ha raccontato questa storia, mi ha chiesto di non farne parola con nessuno, o al massimo con qualcuno di cui mi fidassi ciecamente. Io non ho potuto che pensare a te, rendendoti custode di qualche cosa che per me è importante. Bhè... prendi questa storia per quella che è, sapendo che la sua protagonista esiste davvero, che è reale come il fumo di quella sigaretta che dici sempre che è l'ultima, ma che invece è sempre la sorella maggiore di quella che verrà poi. Battezzata ancora ultima; perla invece di una lunga serie.

"Occhi cangianti quelli di lei. Verdi, quando l'emozione ha la meglio sul controllo del cuore. Marroni, quando un velo di tristezza scende inesorabile, come il tuono dopo il lampo. Pelle chiara quella del viso, che non appena un raggio di sole la sfiora si ricopre di piccole lentiggini, compagne di estati e a volte di scottature inevitabili. Mani bianche e piccole, a lungo trascurate; ora dita lunghe e affusolate; un diario lungo due anni per riuscire a smettere di mangiucchiare le unghie, che ora crescono forti e salde.

Un amore forte e timido per la musica, che non le fa suonare la chitarra se ad ascoltarla c'è anche solo una persona; che non la fa cantare in pubblico, anche se poi l'ironia della sorte vuole che le affidino un ruolo da protagonista proprio in uno spettacolo musicale. Lei. Che ha sempre avuto la fortuna di andare bene a scuola anche e soprattutto senza ammazzarsi di studio, ma che al contrario delle sue amiche e compagne di classe non era certo una bellezza. Ma non perchè la natura non l'avesse dotata: semplicemente perchè quando tutte le altre ragazze pensavano alla minigonna da mettere, o al lucidalabbra che meglio si sposasse con l'incarnato, lei si domandava se non fosse una cosa importante che una pecora, su un pianeta chiamato B612, avesse o meno mangiato un fiore. Lei.
Che per provare un'emozione forte si scopriva a camminare verso quella discesa, che per tanto tempo aveva segnato pomeriggi interi a casa di un'amica, senza domandarsi mai chi abitasse esattamente di fronte. Poi un giorno... Ha visto uscire, dal numero 28, due occhi verdi cangianti come i suoi, ed ha capito che da quel momento la sua vita non sarebbe stata più la stessa.

Lei. Che di quegli occhi verdi, cangianti come i suoi, non si è mai innamorata, stupendosi anche di questo, e potendo così testimoniare a favore di quel detto che recita che può esistere l'amicizia fra un ragazzo e una ragazza. E fra quei due, quella lei e quel lui accomunati da medesime screziature, nacque un'amicizia bella. Speciale. Diversa. Costellata di molti più silenzi che di parole. Ma anche di tramonti, di partenze, di musica, di lacrime. Di abbracci e ancora di silenzi. Lei ci si perde ancora in quegli occhi, quando ha bisogno di ritrovare la pace, la calma, quando ha bisogno di essere capita, di essere accolta o semplicemente di non essere giudicata. E ci passa ancora sotto quella casa, per quella strada fatta sempre in discesa, sperando che il portone si apra all'improvviso e il mondo torni a colorarsi di tinte forti.

E' passato tanto tempo da allora. Da quando queste cose accadevano. Ma lei è quello che è oggi grazie anche e soprattutto a quei momenti. Qualcuno dice che sia forte e fragile come un fiore. Qualcuno che è una stronza, perchè spesso quando passa non saluta. Passa, vero, ma quasi sempre con gli occhi bassi perchè desidera quasi sparire, essere un'osservatrice inosservata. Qualcun altro ancora dice che sia un pò strega e un pò telepatica, perchè arriva sempre un attimo prima degli altri, come riuscisse a mettersi in contatto con l'altrui sentire. Questo lo ha imparato da lui, da Occhi Cangianti. Lo ha imparato guardando un tramonto nel posto più sperduto del mondo, dove non arriva nemmeno la televisione ma che, strano a dirsi, è solo ad un'ora dalla grande città dove lei è nata e cresciuta. Nel cuore porta ancora quella cima innevata, quel cielo rosa, porpora, oro, azzurro, notte. Quella bellezza da togliere il fiato, ma che se condivisa in due allora diviene Paradiso. 

Cissà che sta facendo adesso lei. Magari è fuori con gli amici, è al cinema, oppure in un bar. Oppure è dentro al letto, davanti ad un portatile, con una maglia rossa a maniche lunghe che forse ha la sua stessa età, a scrivere, e scrivere e scrivere.... Ma si porta ancora dentro quel pezzo di Paradiso, quei silenzi, quella musica, quelle lacrime, quegli abbracci, quelle emozioni così forti che fanno esplodere le farfalle nello stomaco in una danza aerea di mille ali colorate. Perchè ovunque sia, con chiunque sia, Occhi Screziati fa parte di lei. E non c'è niente che valga di più, come canta una cantante romana, di cui questa volta si ricorda il nome". 

venerdì, 20 aprile 2007,20/04/2007 13:50

Finalmente è venerdi. Questa settimana è andata via abbastanza liscia come l'olio, ma sono felice di avere al mio orizzonte due giorni nei quali poter pensare un pò a me.

Credo che una delle cose che farò sarà quella di andare a trovare mio zio in ospedale, perchè è davvero troppo tempo che non vado. Nonostante mio padre sia un dottore, mio zio fosse un dottore, mio nonno fosse un dottore, mia cugina è una dottressa, la mia migliore amica sta percorrendo spedita come un fuso la strada che la porterà ad essere dottoressa, non vado molto d'accordo con gli ospedali. Non mi piacciono [certo... bisogna trovarlo qualcuno a cui gli ospedali piacciano!!], mi trasmettono una sorta di ansia strana...

Passando oltre a questa disquisizione sulle strutture ospedaliere, di una cosa sono felice: da lunedi ricomincio a provare per lo spettacolo di maggio... E la mia ugola di nuovo esploderà nei suoi fantastici gorgheggi. Mi fa piacere ritrovare tutti, concedermi del tempo da "protagonista". E sarà di nuovo festa.

Per il resto... Sono sempre più convinta che la vita sia un continuo corso e ricorso storico... Un giorno.... ve ne parlerò!

giovedì, 19 aprile 2007,19/04/2007 11:37

Caro utente anonimo,

grazie di essere un fedele lettore, in questi giorni, dei miei pensieri, delle mie emozioni, della mia voglia di vivere e di farcela. Grazie, perchè stai coronando queste mie parole con una colonna sonora sempre nuova. La canzone di oggi la conosco. Le due dei giorni passati no, ma ho provveduto ad ascoltarle. Perchè se qualcuno sa arrivare così in profondità da comprendere quel che provo senza sapere niente di me... Bhè, allora bisogna ascoltare quello che hai da dire.

E ti ringrazio di non rimanere in silenzio. "utente anonimo" non mi piace molto come nome... Ma al momento di questo dispongo e così ti chiamo, non avertene a male... Ho deciso che farò un cd con la colonna sonora che mi stai dedicando in questi giorni; saranno in ordine di "post" e... e l'ascolterò...

Grazie. Grazie davvero. Grazie di cuore.

mercoledì, 18 aprile 2007,18/04/2007 23:43

E alla fine arrivano anche loro. Calde, amiche, familiari: sorelle lacrime, direbbe Francesco. E servono anche loro, perchè sono la pioggia del viso, come l'acqua che dal cielo lava le strade. Servono al cuore, perchè sono vita: chi smette di piangere forse è davvero un pò morto anche lui. Sono lacrime silenziose, mute, quasi invisibili. Ma ci sono e fanno anche un pò bene.

Sono vita.

mercoledì, 18 aprile 2007,18/04/2007 22:40

E questa notte ti meravigli se rimango in silenzio. In silenzio e dietro un angolo, come mi hai scritto. Da oggi è questo che sarò per te. Una assenza che urlerà. Un silenzio che non conosci, perchè sei sempre stato abituato a stare in mezzo a milioni di parole. VANE. Adesso scoprirai che fa male non essere più il centro del mondo. Capire che l'amore è un bene prezioso, e che tutto quello che c'è stato da parte mia adesso si sta sciogliendo come neve al sole. E capirai quanto fa male non avere qualcuno quando se ne ha un disperato bisogno. Capirai che ti sei perso. Capirai di avere gettato al vento sogni e speranze, e che forse la correttezza sarebbe stata gradita.

Capirai cosa vuol dire vivere senza l'amore di una persona speciale, che c'è ancor prima che tu ne senta il lontano bisogno. Che quando lo inizi ad avvertire nello stomaco, lei è là, pronta a saziarti con sogni, promesse, amore, pazienza. Capirai che vuol dire avere fame e non poter mangiare; avere sete e non poter bere. Capirai cosa vuol dire "avere una rosa unica al mondo" solo quando ti renderai conto di averla perduta. Perchè una corrente di aria troppo fredda potrebbe avertela portata via.

Non è vendetta questa mia. E' riscatto. E' orgoglio che si risveglia. E' vita che torna a vivere. E' libertà che lotta per riconquistare se stessa. Sono occhi che tornano a vedere e mani che tornano a toccare e a sporcarsi di vivere. Impara il senso della parola addio.

Dimentica che dolce sapore hanno le parole "ti amo". Da me non le sentirai più.

mercoledì, 18 aprile 2007,18/04/2007 13:40

Si. Qualche cosa è cambiato, o almeno sta cambiando. Non so ancora definire con esattezza se questo stia avvenendo anche dentro di me. Certo è che sto cercando di assaporare maggiormente il gusto della vita. Può darsi che questo sia dovuto, soprattutto, ad una serie di avvenimenti. Primo fra tutti, la decisione della mia famiglia di cambiare casa. Ancora una volta. I miei genitori, appena sposati, si sono trasferiti a Trieste, dove hanno cambiato casa una volta e concepito un figlio (il secondo). Da Trieste a Roma (e là sono nata io). Da Roma a Roma, ed in quella casa ho vissuto la mia adolescenza, i miei primi amori, i miei amici più cari. La prima lezione di chitarra. Le prime cassette registrate. I lavori per dare a noi tre figli una stanza per ciascuno. Il mio primo ragazzo. E poi da Roma a Roma, la casa dove abito ora. La casa nella quale ho dato la maturità. Dove ho conosciuto M. (e nella quale lo sto dimenticando, dopo 4 lunghissimi anni). Dove ho conosciuto alcune delle persone più importanti della mia vita. Dove i miei due fratelli maggiori si sono sposati. Dove ho pianto e riso, cantato, invitato amici e guardato la televisione. Dove ho fatto i bagagli, per viaggi brevi o lunghi, ma sempre viaggi.

Dove ho avuto un giardino dove portare a spasso il mio cane (ah, la casa nella quale ho avuto un cane, giusto). La casa dove mi sono laureata e ho cominciato a lavorare.

Ma ora, questa stessa casa è diventata troppo grande, per mamma papà, figlia e cane. Troppo grande e quindi si cambia di nuovo. Ogni cambio di casa ha significato tante evoluzioni per ognuno di noi, nel bene e nel male. Tante persone che se ne sono andate, vero, ma anche tante che sono arrivate (anche uno zio dall'Africa!!!). Non so ancora quando questo cambio di casa avverrà, anche perchè non abbiamo ancora trovato una nuova abitazione. Ma... è l'emozione che precede un grande avvenimento come questo che rende le giornate migliori.

Anche quando i colloqui di lavoro (come quello di ieri) ti lasciano solo con un grande sorriso sulle labbra. Ancora non è venuto il momento di cambiare lavoro, evidentemente. Ma ci stiamo lavorando, e va bene così.

Anche oggi è primavera a Roma. Sole, cielo azzurro, foglie verdi sui rami degli alberi che vedo dalla finestra. Pioverà nel pomeriggio, come da due giorni a questa parte?

mercoledì, 18 aprile 2007,18/04/2007 00:36
Qualche cosa è cambiato davvero.
lunedì, 16 aprile 2007,16/04/2007 17:43

Questa mattina era una bellissima giornata. Un sole accecante, un cielo azzurro che metteva di buonumore solo a guardarlo e una frizzante arietta primaverile.

Adesso guardo fuori dalla finestra: tuoni, lampi, fulmini e saette e un probabile diluvio universale che sta per arrivare sulla città. Su Roma. Nelle orecchie ipod con una canzone strappalacrime (quella del post precedente). Tanta voglia di cantare a squarciagola, di sentirmi libera. Quel senso di ansia che ieri sera si è impadronito di me questa mattina è scivolato via, dopo avere letto la sua mail, nella quale mi diceva - almeno si è degnato - che non sarebbe venuto a Roma (ma che novità!!!!!). Bhè, contrariamente a quanto ho sempre pensato in questi 4 anni ne sono felice.

Adesso come adesso non mi va che si mischi con quello che appartiene alla mia vita. Una vita nella quale lui non è mai entrato a far parte volontariamente, e ora non lo voglio io.

lunedì, 16 aprile 2007,16/04/2007 17:23
Io ci sarò, quando vorrai
Sarò nascosto tra mille ricordi ma non mi vedrai
Ti parlerò, mi penserai
E nel silenzio di un ultimo istante lontana sarai
Immaginando l’amore che vuoi
Troppo distante da quello che hai
In una scatola piena di sogni ti addormenterai
E in questa notte di perplessità
Anche la luna si domanderà
Quanto ci costa aver scelto di vivere soli a metà

Io ci sarò quando tu avrai paura della notte
Camminerò da solo dentro le mie scarpe rotte e chiederò di te
Io chiederò di te…

Io ci sarò, anche se ormai
Si è fatto tardi e non posso fermarti se tu te ne vai
Ti guarderò, mi ucciderai
Con un sorriso che non sa nascondere quello che sai
Ci incontreremo nei sogni se vuoi
Dentro a quei sogni che hai fatto per noi
E nel silenzio di un ultimo istante mi perdonerai
Ma in questa notte di complicità
Anche la luna si domanderà
Quanto ci costa aver scelto di vivere soli a metà

Io ci sarò quando tu avrai paura della notte
Camminerò da solo dentro le mie scarpe rotte e chiederò di te
Io chiederò di te…

Io ci sarò quando tu avrai paura della notte
camminerò da solo dentro le mie scarpe rotte e chiederò di te
Io chiederò di te…


sabato, 14 aprile 2007,14/04/2007 10:55

Ieri sera ho terminato questo libro. Ci ho messo parecchio a leggerlo, ma la verità è che mi ha appassionato a tal punto che non volevo terminarlo. Un unico commento mi viene in mente: bellissimo. Ti tiene proprio ancorato alle pagine, che sfogli e assapori con calma perchè quando ne termini una pensi che sia una in meno alla fine.

Descrive in maniera sublime una Barcellona che se non si è vista ti rimane nel cuore e ti fa decidere di andarci quanto prima. La sotria, i personaggi, il modo di scrivere e di snodare gli eventi sono tutti elementi che rendono queste pagine meravigliose. Credo che sia uno dei libri più belli che ho letto ultimamente, e che consiglio. Decisamente, vivamente. E' per l'atmosfera che crea, verso dopo verso, per l'aria fumosa e lievemente noir su cui si snodano personaggi, emozioni, vicende e colpi di scena. Ti fa venire voglia di essere lo scrittore, l'interprete, il correttore di bozze, perchè senti anche in minima parte di voler contribuire a questo meraviglioso risultato.

Assolutamente un libro da non perdere.

venerdì, 13 aprile 2007,13/04/2007 14:15

Voglio dare una svolta alla mia vita. Dio mio... l'ho detto così tante volte che forse non ci credo più nemmeno io. Ma è giunto il momento. Per me. Per quella che sono. E devo cominciare a farlo assolutamente perchè mi sento preda di un labirinto intricato. Mi manca l'aria. Si. In questi giorni ho come l'impressione di vivere in costante apnea, senza ossigeno. Senza amore.

Mi guardo allo specchio e mi vedo brutta e stanca. Che sono stanca è vero fuori da ogni dubbio, che sono brutta non lo so. Io è così che mi vedo. E se mi ci vedo io per prima, alla fine mi ci vedranno pure gli altri. Penso.

Mi manca l'aria.

Mi manca l'aria.

mercoledì, 11 aprile 2007,11/04/2007 13:05

La vita è veramente curiosa. Non appena inizi a rialzarti, ecco di nuovo una batosta che ti spezza gambe e fiato. Mio zio. Sta morendo. Lentamente, inseorabilmente, e non c'è cura per il suo male. Non si può fare nulla, se non attendere che si addormenti. Perchè non si può fare niente contro un cuore che ha deciso di essere stanco e di non farcela più. Contro arterie che sono del tutto otturate. E così, con serena rassegnazione aspettiamo.

Io non so dire se sto bene oppure no in relazione a questa notizia. Perchè sappiamo tutti che le sue condizioni di salute sono precarie; è per questo che è tornato dall'Africa per sempre. Però quando qualcuno te lo dice in faccia fa sempre male. Perchè è un pezzo di vita che, nel bene e nel male che c'è stato, ti lascia. E allora inizi a ricordare con nostalgia quei Natali fatti di luci, di meraviglie, di alberi enormi, occasioni uniche nelle quali vedevamo questo zio che non c'era mai. Che era più magico di babbo natale. Lo zio che ha combinato più distastri che cose buone nella sua vita. Una persona fragile ammantata di una finta sicurezza.

Un pò sono triste. Un pò sono forte.

venerdì, 06 aprile 2007,06/04/2007 10:21

Era tanto, tanto tempo che non mi capitava di sentirtmi in questa maniera, e mi accorgo di quanto sia grande e infinita la fantasia, la creatività del buon Dio. Perchè quando ci sentiamo lontani, indegni, sporchi Lui non è che si allontana da noi, no. Ma ci si presenta innanzi in tutta la Sua semplice meraviglia, rivelando un mondo nuovo ai nostri occhi. Un mondo che in effetti c'è sempre stato, ma che forse è apparso scontato. Per un pò. E alla fine abbiamo smesso di vederlo, portando la nostra attenzione da qualche altra parte. Chissà dove. E invece questi giorni mi stanno mostrando la realtà delle cose, la bellezza della vita e del reale.

So che per alcune persone che passeranno di qua trovarsi di fronte un post che parla di fede e di speranza può sembrare strano, ma io sono anche questo e non me ne vergogno. Ieri c'è stata la messa in "Coena Domini", una delle più belle celebrazioni liturgiche, a mio avviso, che nella mia parrocchia si sente con molto fervore e sentimento. E' stata una celebrazione sentita, animata, forte, sotto certi punti di vista anche molto "violenta". C'era tanta mai di quella gente che per trovare posto seduta mi sono dovuta accoccolare sulla balaustra prima e sugli scalini poi. C'era tantissima gente che non vedevo da mesi. E ci sono stati tantissimi sentimenti che credevo addormentati del tutto dentro di me, e che invece si sono risvegliati perchè mi appartengono fortissimamente, e ai quali non voglio rinunciare. Non più. Si è parlato molto di piedi, ieri sera. Una questione spinosa, direi, soprattutto per me che ho un vero complesso per quanto riguarda la forma dei miei. Sono oggettivamente brutti, poco curati. Ma non mi ero mai soffermata a pensare alla loro importanza, perchè sono quelli che "eseguono" una direzione. Dove sto andando? Verso cosa? E chi porto con me?

E poi mi volto, distraendomi un momento da tante riflessioni ed emozioni che mi si stavano agitando nello stomaco e li vedo. P. e S. P., la persona speciale della mia vita, S. il mio insegnante di canto. Amici. Amici veri. E ti basta vedere P. che sorridendo mette le sue mani sulle spalle di S. per capire che certe cose sono eterne per la vita, qualunque cosa possa accadere. E che quell'unità di cui G. parla dall'altare si manifesta anche e soprattutto in queste piccole cose. Nel dimostrare che si può essere uniti nella profonda diversità. Nell'abbraccio vero di due amici. Nel sorreggere una persona malata che però non vuole rinunciare a questa celebrazione speciale. nella mano di un bambino che stringe il dito del papà chiedendo di voler andare a casa perchè ha fame.

E capisci che la vita cambia, muta, si trasforma, ma certe cose rimangono sempre le stesse, ed è proprio là che ti devi aggrappare quando perdi il senso, la via. Perchè veniamo da mille strade, me verso una sola stiamo andando, ed io sono fiera di questo. Profondamente fiera di far parte di questo cammino che dà speranza, dà gioia, dà forza anche quando senti di star crollando. E poi ti volti ancora e vedi lui. Il tuo angelo bellissimo con il quale hai passato una meravigliosa serata appena 24 ore prima, fatta di splendida complicità e serena semplicità. Basta un sorriso sfuggevole e capisci che la vita ti riserva sempre mille sorprese. E per un portale che a fatica stai chiudendo si aprono mille spiragli di luce in una vita che, comunque vada, sarà un successo vero.

giovedì, 05 aprile 2007,05/04/2007 13:49

Oggi rischio di essere prolissa, di perdermi in mille pensieri e mille cose da scrivere, ma sarà la primavera o sarà la settimana santa, però ho tante cose dentro di me che desidero mettere per iscritto.

Che una persona non la conosci veramente fino a quando non conosci anche la sua storia. Che la sua storia non è che pregiudica il presente, ma te lo spiega e ti rende molto più chiare milioni di cose che altrimenti resterebbero nell'oscurità. Nella mia vita, breve a dire il vero, ma decisamente intensa, sono sempre stata una persona paziente. Oltre ogni limite e decenza. Sono passata sopra a cose inimmaginabili perchè ci vedevo qualche cosa in più di quello che vedevano tutti gli altri. E se sono stata smentita oppure no dagli eventi poco importa; ho imparato tanto, e per me questa è la cosa più importante di tutte. Un pò per curiosità, un pò perchè non lo so bene nemmeno io, oggi mi sono messa a leggere i post passati di un blog, conoscendo e imparando tante cose. E' stato bello. Emozionante, duro e bello. E ti rendi conto che alcune cose le capisci e altre molto meno, ma va bene così. E capisci che il dono della pazienza, seppure in certe circostanze ti pesi molto, in altre è una benedizione, perchè ti permette di avere il coraggio e la costanza di andare oltre. Sempre. Anche quando sembra che oltre non ci sia niente. "Il buio oltre la siepe".

Invece non è mai buio. Mai.

giovedì, 05 aprile 2007,05/04/2007 11:07

Che Roma non è mai stata tanto affascinante e magica come ieri sera. Perchè basta veramente, veramente poco per sentirsi felici. Basta la compagnia di una persona speciale, bastano le strade che anche se ti perdi non fa niente, perchè tanto non c'è nessuno! Basta l'accoglienza di un tassista, che ti dice "per andare a Lungotevere Testaccio seguimi", ed è stato così carino da spiegarmi esattamente dove dovevo andare. Basta un posto che non pensavo nemmeno esistesse, fatto di gente incredibilmente diversa da me, di cani e capre che girano liberamente per i locali, di gente che ama la musica e te lo fa vedere nei modi più impensabili. Basta un amico che è veramente troppo tempo che non vedi, ma al quale corri incontro, dopo esserti fatta tutto il Lungotevere mano nella mano con il tuo angelo custode. Gli corri incontro, lo abbracci forte e hai la netta sensazione di averlo salutato il giorno prima, quando invece sono mesi che i vostri occhi non si incontrano.

E sentirti felice perchè assapori il gusto della vita. Lo fai attraverso la meravigliosa presenza di qualcuno al quale non interessa vedere la partita della Roma, ma preferisce guardare il cielo, perchè questa si che è vita. Perchè Roma è speciale quando ci si mette, quando non fa freddo, quando non c'è traffico, quando anche la gente ti sembra davvero mogliore di quello che è. E ancora chiacchiere, abbracci, messaggi, baci, confidenze, semplicità, voglia di essere amici, voglia di stare insieme oltre tutto e oltre tutti. E scoperte di persone nuove che entrano a fare parte della tua vita e non ti chiedono "permesso". E si, angelo mio, la mia vita è veramente piena in questo momento, e questa scoperta la devo a te. E non mi interessa se oggi mi sono svegliata dopo solo quattro ore di sonno. Perchè sono felice così come sono, ed era proprio troppo tempo che non mi capitava!!!

mercoledì, 04 aprile 2007,04/04/2007 17:15

 

1. Skin... perchè ci siamo presi subito "a pelle"
2. Skin... perchè la pelle è la prima cosa che si sente di una persona.
3. Skin... perchè suona meglio di pelle (che detto fra noi mi ricorda il pizzettaro di Duisburg).
4. Skin... perchè adesso presterò attenzione al profumo del muschio bianco.
5. Skin... perchè la pelle delle mani non si deve rovinare se si picchia qualcuno
6. Skin... per questioni di crema
7. Skin... perchè mi piace la parola
8. Skin... perchè è avere detto tutto e niente
9. Skin... perchè è sempre bene seguire un consiglio, ma anche metterci un pizzico di creatività
10. Skin... perchè adoro i piani ben riusciti!

martedì, 03 aprile 2007,03/04/2007 10:45

La vita è davvero qualche cosa di incredibile. Un giorno pensi che il tuo mondo, la tua esistenza, la tua anima sia completamente in balia degli eventi, delle cose che accadranno, anche se tu non lo sai. Poi qualcuno ti fa un discorso molto duro e doloroso se vogliamo. Ti dice delle cose che non vorresti mai e poi mai ascoltare, ma che probabilmente sono la sola cosa di cui hai realmente bisogno. E inizi a comprendere che forse tutto l'amore che hai concesso in questi quattro anni di vita non è stato preso mai nella giusta considerazione, o forse solo a sprazzi. Ma questo non basta. Capisci di non pentirti realmente di quanto detto e fatto, ma che esiste anche un limite oltre il quale non è possibile andare. Capisci di dover per forza di cose iniziare ad amarti un pò di più, perchè stai andando incontro ad una distruzione mentale e fisica. Che il mondo vero è fatto di persone che vogliono assolutamente che tu le vada a sentire suonare in un posto lontanissimo. Ed improvvisamente ti rendi conto di volerci andare assolutamente. Perchè un abbraccio da un amico vero non ha prezzo ed è ciò che ti rende una persona libera. Ti accorgi che non è più un peso spegnere il cellulare. Ti accorgi di poter benissimo non rispondere ad un messaggio oppure ad una telefonata, perchè bisogna apprezzare la possibilità di correre, di andare a lezione di canto, di uscire con una persona, di volersi fare belli per se stessi. LA primavera a Roma ha fatto il suo ingresso trionfale, e forse sto iniziando a comprendere di farla entrare anche nella mia vita.

Io di errori ne ho commessi tanti, forse troppi. Non sono immune da questo nemmeno ora; so che la mia strada è appena cominciata, ma so anche che voglio farcela. Perchè mi sento una persona libera ed è quello che voglio continuare ad essere. Non voglio che qualcuno mi privi di quello che ho più caro al mondo, non voglio sentirmi costretta in una parte che, di fondo, proprio non mi appartiene. Ci vorrà tempo, ci vorrà coraggio e ci vorranno tante cose che sto riacquistando con moltissimo sforzo. Ma ce la farò. Oggi ne sono convinta.