Le cose sono difficili di per loro, sempre, nella vita. Fino a quando ce le teniamo dentro, poi, non hanno dei contorni ben delineati; sono come delle nebulose senza profilo, senza luce, senza alcun tipo di niente. Poi, una mattina come tante ci si sveglia, ci si alza dal letto, e si capisce che non è possibile andare avanti in questa maniera. Aspettando che qualche cosa che dovrebbe venire invece non arriva. Ci si guarda allo specchio e non ci si riconosce più.
Così, quella sorta di nebulosa interiore esce fuori violenta, come l'eruzione di un vulcano. E all'improvviso i suoi contorni diventano nitidi, chiari, talmente in rilievo che è impossibile non vederli, non percepirli esattamente per quelli che sono. Ancora non mi è del tutto chiaro che cosa ci sia all'interno di questa nebulosa, ma posso vedere che cosa la circonda: il niente. E vederlo scritto a chiare lettere rende tutto molto più facile. Il taglio netto. Intendo. Perchè non merito niente, evidentemente. Perchè la persona che sta causando tutto questo dolore non si accorge, non può, non vuole, non è in grado di mandarmi nemmeno un fottutissimo messaggio per dirmi che sta bene. O che sta male. O che è successo qualche cosa. O che se la sta spassando con qualcuno chissà dove. Non ha le palle per dire niente. Nemmeno per mantenere delle promesse da lui stesso fatte e da me mai chieste. Queste palle non le ha. Forse non le ha mai avute, ma ho preferito sempre passarci sopra. Questa mattina contemplo la mia tristezza infinita, la mia grande voglia di fuggire da tutto questo e allora lo scrivo. Lo scrivo che basta. Che ha deciso lui per tutti e due. Che ha fatto qualche cosa che io non avrei mai avuto il coraggio di fare: ossia tagliare i ponti. Non so per quale ragione - se mai avessi avuto il coraggio di farlo, credo che almeno una spiegazione io l'avrei data - abbia deciso. Non so cosa sia accaduto, se poi davvero qualche cosa è accaduta.
So solo che sono triste. Tanto triste. So che una parte di me forse lo sarà per sempre, perchè ha perduto quello che, fin dal primo momento, ha sentito essere il suo grande amore. So che devo guardare avanti perchè la vita è meravigliosamente speciale, e ogni giorno, grazie a Dio, ne ho la dimostrazione. So che non è affatto semplice guardarsi dentro e accorgersi di essere improvvisamente soli. Io l'ho amato tanto. Come non ho mai amato nessuno in vita mia, e come probabilmente non sarò in grado di amare ancora. Amerò in maniera diversa, senza fare paragoni, senza rimpiangere quello che ho perduto. Lo farò con un cuore nuovo e libero, anche se ci vorrà tempo. Tanto o poco solo il tempo me lo dirà. So che ci vorranno tante lacrime, oltre a tutte quelle già versate in questi giorni e quelle ingoiate nello stomaco. So che ho paura. So che non mi fido. So che mi sarà difficile credere nelle persone e avere fiducia nella vita. So che in pochi giorni mi ha portato via speranze, sogni, ultime illusioni. So che il silenzio può essere molto doloroso e che non sono ancora pronta del tutto a viverlo. Ma senza la mia volontà ci sono stata catapultata dentro e non posso tirarmi indietro.
Per quanto ne so potrebbe essere morto. Il fatto è che non so niente. Niente. E se davvero dovesse essergli accaduto qualche cosa - Dio non voglia - non ci sarà nessuno che mi avvertirà. Nessuno. Perchè io non sono nessuno nella sua vita. Non conto niente. Forse non ho mai contato nulla, e questi giorni ne sono la dimostrazione. Tutte le promesse infrante, tutte le parole al vento, tutto questo silenzio che pesa come un macigno così definitivo su di me. Non so dove sbattere la testa; lascio che le ore passino, nella vana speranza di avere qualche notizia, grande o piccola. Che quel fottuto cellulare squilli e che mi dica qualche cosa. Una qualunque cosa. Eppure so di non poterlo pretendere, anche se l'ho domandato con le buone. E allora lo lascio libero. Libero, come quando si libera la sabbia dalle mani, allargando appena un pò il palmo. Libero di scivolarmi via, di allontanarsi da me come sta facendo. Libero, senza più alcun tipo di legame. E devo liberarmi anche io. Lo devo fare. E lo farò.