Domani.... domani.....

Domani.... domani.....

Questo fine settimana lo ricorderò. Pieno di cose assurde, pieno di sorrisi complici, di cose dette e non dette, di un film che mi è piaciuto, di chiacchiere a tarda notte, di un cappuccino e cornetto che non so quanto era che non lo prendevo.
Il sabato comincia con una "visita" al cimitero: che sabato è stato un anno che "papai Curado" se ne è andato. Che brutto vedere una tomba vuota, spoglia, senza nemmeno un fiore. Io gli ho portato delle margherite gialle e una rosa rossa: che una nota di colore fa sempre bene. Qualcuno c'era stato tanti mesi prima, che c'erano ancora dei gambi appassiti dentro il porta fiori. E' passato un anno, ma ancora mi manca molto, e vedere una lapide senza nemmeno un filo di verde intorno mi ha un pò incupita. Ma c'era la mia Vale con me e questo è stato un conforto enorme per me. Enorme. Lei sa che cosa voglia dire, siamo andate a trovare anche il suo papà. Poi... ci voleva qualche cosa che ci tirasse su il morale, e allora pranzo insieme con la parmigiana di Aurorina... Io, Vale e Lovi, intorno ad un tavolo a banchettare senza pane (ma quella parmigiana parlava da sola :P). Chiacchiere sul letto in relax (mancava solo Cri... peccato) e poi ognuna per la sua strada. Io dai miei due nipoti, che sono due splendori.
Serata di cinema (Hanckock a me è piaciuto, dite quello che volete ma è stato il film giusto al momento giusto oh), di canzoni a squarciagola nella macchina, di cappuccino e cornetto, dopo una cena a base di pizza e schifezze da cinema (che ogni tanto fa bene al morale mangiare tante schifezze), di chiacchiere serie sull'amicizia e sull'amore. Sabato sera finito oltre le due con la certezza che l'amicizia è la cosa migliore che esista sulla faccia della terra.
E oggi... Oggi di nuovo cimitero, perchè quella tomba spoglia proprio ci faceva male. Io, mamma e papà siamo andati, e ora zio riposa all'ombra di due piccolo pini, di piante verdi e piante piene di fiori rossi. Che finalmente è circondato da qualche cosa di bello, fatto con amore. Pranzo fuori, compere da Ikea e Porta di Roma (tra ieri e oggi ci fossi andata poco?), sistemazione della camera con la nuova trapunta e le nuove scatole acquistate. Niente cena, che due giorni di bagordi alimentari sono più che sufficienti. Serata fra il divano e il pc. E il cuore che finalmente un pò di pace l'ha trovata. In tutti i sensi.
Un anno fa, fra qualche ora, ricevevamo una telefonata piena di tristezza: lui se ne era andato (e se ci penso ancora non ci credo). Oggi, qualche ora fa, ricevo una telefonata piena di emozione (e anche qui, se ci penso, ancora non ci credo).
Zio.... mettici una mano da lassù... Piccolo Principe.... semplicemente grazie.
Non è un momento facile per me questo, e si sapeva, lo si capiva, si leggeva. E' che agosto e settembre sono due mesi proprio infami: speravo che quest'anno fosse diverso, ma le tradizioni sono dure a morire... Non mi sento molto su di morale. Sarà che il Piccolo Principe mi manca molto,e vorrei tanto sapere di che morte devo morire. Sarà che lo sogno in continuazione e questo non facilita la rimozione. Che poi... Che ti vuoi rimuovere, quando il cuore è letteralmente impazzito?
Fra qualche giorno sarà un anno, se lo vogliamo aggiungere. Un anno che mio zio Corrado se ne è andato. E' andato via così, per una malattia che è esplosa all'improvviso. E' passato un anno, ma me lo ricordo perfettamente in quel letto di ospedale al Gemelli, nel silenzio di una notte di lunedi. Quando non era più nemmeno un uomo, attaccato alle macchine e alle bombole per respirare. Con mio padre che gli accarezzava la mano, io mio fratello e mia cognata sulla soglia della porta. Io, che come al solito facevo la forte per non piangere, e che poi sono crollata fra le braccia di N., chiamato di notte perchè non potevo farcela. Mi ricordo quella notte come se fosse ieri. E infondo... Era appena un anno fa. Quella è stata l'ultima volta che l'ho visto vivo. Tre giorni dopo, alle tre del mattino, un'infermiera con la voce dolcissima ci chiamava per dirci che si era addormentato. Definitivamente. E che quel cuore malandato, che non si sa in che modo ha retto sedici anni, continuava ad essere stimolato dal peace maker. Ancora una volta uno scherzo del destino, da una persona che è rimasta attaccata alla vita oltre ogni umano pensare. E che in modo beffardo se ne è andata.
E sembra strano, tanto strano, ma mi manca. Mi manca tanto (uno di più eh?). Eh bhe.... Soffro di sindrome dell'abbandono, in effetti, forse è per questo che sono sola. In mezzo a tanta gente, vero, ma comunque sola.
P.S.: utente anonimo... Chi sei?
Dopo un fine settimana di acquazzoni che hanno sancito la fine dell'estate, ecco che inizia una nuova settimana, con le sue cose da fare, con i mille impegni da incastrare, con le belle novità che ogni giorno porta con se'. Ho ritrovato una compagna di classe del liceo, Ilaria, che non sentivo da non so più quanti anni, forse una decina fra una cosa e l'altra. E poi, magia di Facebook, eccola spuntare fra le persone che potrei conoscere. Un paio di battute sulle bacheche ed ecco qua che ora campeggia su msn. Che piacere scoprire che si sia laureata, che fa il lavoro per il quale ha studiato (sebbene nell'incertezza di un contratto a progetto) e che sta bene. Ritorno al passato, vero, con tutto ciò che comporta.
Finalmente a Roma si respira: aria fresca, cielo azzurro e nuvole bianche; l'estate è finita, anche perchè sul divano di casa mia campeggia un plaid azzurrino e verde... Inaugurato ieri sera davanti alla televisione. Qui in ufficio le cose proseguono come sempre: è tornata la mia collega ma è come se non ci fosse, ma sono una persona paziente e mi rendo conto che tornare dopo quasi un anno di maternità non deve essere facile. D'altra parte ho le spalle molto larghe e tengo botta; trovo pure il tempo di scrivere qui sopra! Io come sto? Bhè... cerco di tenermi occupata, di vivere i giorni che mi separano da ottobre non con l'ansia di quello che verrà, se verrà, ma consapevole che non posso fare proprio niente altro di diverso da quello che sto facendo ora. Canto, sarò opinionista in tv, scriverò e colorerò, lavorerò come una matta, cercherò di tenermi occupata e di leggere il più possibile: alla fine... Anche questa è vita vera, giusto? Mi godrò gli amici, cosa che non ho fatto troppo in questo periodo di profonda intolleranza verso il mondo (della serie - pochi e ottimi), godrò il compleanno di mio nipote che veleggia verso i quattro anni e il battesimo dell'altro mio nipote, che ha superato la boa dei quattro mesi ed è bellissimo.
Ho un tutore al ginocchio interista - il tutore, non il ginocchio, nel senso che è nero e blu ed il mio senso estetico ne è profondamente disturbato. Devo andare a dare una sistemata ai capelli e devo assolutamente fare la ceretta.
Lo so, mi rendo conto che l'utilità di questo post è pressochè nulla, ma oggi voglio tenere un pò per me quello che mi porto dentro al cuore. Domani ne parlo, promesso, ma oggi no.
Sono giorni complicati, non lo posso negare. Troppe cose, troppi pensieri, troppe emozioni che non riesco a gestire tutte insieme. Belle e brutte notizie che si rincorrono, viaggi che ti lasciano l'amaro in bocca e silenzi che pesano come macigni.
Un fine settimana "alone again". Ma ho preso una decisione e la mantengo. Stacco la spina. Col mondo. Ho bisogno di me, ho bisogno di vedere aria nuova e facce che mi dimenticherò. Ho bisogno di leggerezza. Ho bisogno di non pensare a niente e a nessuno. Quindi sabato e domenica me li prendo per me. Assolutamente per me e per nessun altro.
Si, per una volta sono egoista anche io.
"Settembre, tu mi hai lasciato con un messaggio io non ti ho detto niente: le cose giuste non hanno un gran bisogno di parole..."
Inizia così una delle canzoni di Cremonini a me più vicina, ed è un pò questo il leight motif di questo mese; o meglio, diciamo che desidero sia questo. Ossia non sprecare le parole, specie per le "cose giuste". Che poi, a saperlo bene quali siano. Le parole sono preziose, speciali, hanno un loro significato che non deve essere travisato, mal interpretato. Le parole possono essere pericolose, importanti, in alcuni casi vitali. Ecco perchè abusarne è come violentarle, snaturarle.
Che io stia diventando filosofa? No... Semplicemente voglio essere felice, come qualcuno tempo fa mi consigliò di fare...