Proprio questa mattina, sull'autobus, ho terminato questo libricino. Libricino perchè sono poche pagine, ma di una verità e di una semplicità quasi disarmanti. Mi è stato consigliato da un'amica. L'ho lasciato sedimentare nella libreria per qualche settimana e in un paio di giorni l'ho divorato.
Spiritoso, divertente, profondamente realistico. Le cose spesse volte sono decisamente più semplici di come appaiono: gli uomini si inventano mille scuse e le donne si fanno mille castelli per aria. Entrambi però non hanno il coraggio di dire semplicemente che... La verità è che non gli piaci abbastanza. Tosto, ma decisamente liberatorio.
Una donna comincia a rifiorire e lo capisce subito anche lei. Lo capisce quando trascorre il suo sabato mattina a buttare dalle sue cose il buttabile. Oggetti e abiti che fino a qualche giorno prima non avrebbe osato toccare. E invece con la forza di un ciclone li afferra e li mette nel sacco delle scovazze, così, senza la minima emozione o rimorso. Semplicemente basta. Finita. Stop. Bisogna fare posto a cose nuove, ad aria nuova, a sentimenti nuovi.
L'ordine è il primo segnale della rinascita. Così, dopo che nella mia stanza sembrava che fosse esplosa una bomba a mano, adesso invece troneggiano due sacconi di roba da buttare (ebbene si... tra le altre cose ben quattro paia di scarpe! Una specie di evento per quello che mi riguarda) e uno di roba da dare via.
Adesso manca solo la ceretta e il parrucchiere, e siamo a posto!
P.S.
Ieri sono andata a trovare la mia amica M. che ha dato alla luce il secondo figlio. Una bimba, Aurora, che ha due giorni ma che ancora non sono riuscita a vedere. Facevo in macchina questa considerazione con la mia Vale: M. ha 28 anni: due figli, un mutuo, un marito, un orto da curare e un camino di cui prendersi cura. Lo ammetto: c'è stato silenzio quando questa cosa è stata pronunciata a voce alta.
Le cose vanno avanti, anche se io non so dire dove mi sia fermata. O meglio: nella mia testa ho chiaro un percorso, che però nella vita di tutti i giorni faccio fatica a seguire.
Una cosa è certa: Novembre arriverà. E forse sarà tutto diverso. Chiaro e diverso.
Ci sono delle cose che fanno bene al cuore, come ad esempio avere una data da aspettare. In questo caso si tratta dell'11 dicembre e di un concerto che può sembrare una cosa stupida ma che mi fa stare bene. Un pò meglio. Perchè sarà un concerto in cui piangerò, riderò, canterò e sarò invasa da ricordi belli e brutti, e alla fine la vita è proprio questa. Ho voglia di stare bene, ma gli ultimi avvenimenti hanno dato una bella scossa al mio desiderio di normalità.
Questa notte ho dormito 12 ore. E lo so che era venerdi, che di solito il venerdi si esce e si fa casino, ma non ne avevo voglia. Volevo staccare con il mondo, con il telefono, con il cellulare, con la televisione, con il cinema, con la musica: insomma, con tutto quello che, da vicino o da lontano, mi avrebbe potuto far pensare. Questa mattina non lo so ancora come mi sento. Nel senso che mi sto tenendo occupata per non pensare e per lasciare le cose scorrere così come devono andare.
Ho grandi progetti per il mio futuro a medio termine. Forse una casa tutta per me (ma è ancora tanto presto per dirlo), forse un lavoro che cambia (ma anche in questo caso è un pò come per la casa), i capelli che sto lasciando crescere, forse come segno di accettazione. Il mio cuore come sta? Bha... come al solito è in tempesta e no... Non va bene così. Ma anche lui farà pace col mondo che lo circonda, e capirà cosa vuole e cosa no. Per ora, cerco di curare le sue ferite, che sono ancora profonde e infette.
Piccola digressione: mercoledi e giovedi sono stata a Lecce e si... E' stato come tornare a casa, in famiglia. Perchè ci sono persone alle quali, nonostante i cambiamenti che la vita ti impone, o che tu scegli per la tua vita, saranno per te sempre come una famiglia. Basta uno sguardo, e tutto il passato riemerge in un istante. E' stato emozionante, sconvolgente, incredibilmente divertente tornare a "scendere in campo" con una squadra con cui ho vissuto l'avventura più stramba della mia vita. Ed ecco tornare a galla i miei 45 giorni in Germania, i Mondiali, il lavoro duro, i concerti, le risate, le lacrime, la voglia di tornare a casa e la paura per quello che sarebbe stato. Ecco tornare a galla gli abbracci, le confidenze, le follie, le prime volte in tante cose. E tutto ciò è vivo dentro di me. Terribilmente vivo. E rende viva anche me.
Stacco la spina per due giorni. Domani parto e mi troverò in una situazione che pensavo non avrei mai più vissuto. Vado a Lecce, toccata e fuga di un giorno e mezzo, ma sarà un giorno e mezzo pienissimo di cose, di persone. Vado a Lecce per lavoro, diciamo. Rivedrò persone alle quali sono affezionata, con cui non lavoro più da un anno, ormai. Rivivrò determinate emozioni, penserò a tante cose, lo so.
Ma sarà bello. Ci vediamo al mio ritorno, con dettagli e racconti!