venerdì, 02 gennaio 2009,02/01/2009 14:14

Ho comprato questo libro in una libreria di Via Veneto, un giorno che stava venendo giù un diluvio universale. L'ho iniziato a leggere e me ne sono innamorata. Miss Pettigrew è proprio come me!!! Sarebbe una bellissima commedia teatrale da mettere in scena, e il personaggio di questa donna è a dir poco geniale. Fantastico. Lei è... Vera, assolutamente vera. nonostante sia totalmente disullusa dalla vita e dal suo destino, in lei non si è mai spenta quella scintilla che la porta comunque a sognare e a buttarsi, a volerci provare, nonostante tutto. E solo in questa maniera possono accadere cose meravigliose, cose in grado di cambiarti la vita.

venerdì, 02 gennaio 2009,02/01/2009 14:10

Non sono una feticista. Non ho oggetti di culto che valgono più della mia stessa vita, ma si, ci sono delle cose alle quali tengo parecchio. Non necessariamente oggetti preziosi, ma cose che per me hanno un valore simbolico/affettivo che travalica il loro valore economico.

Però... Però amo i libri. Li amo come oggetti, come colori, come forme, come cose che puoi sempre riaprire e che sono sempre diverse. Li amo, perchè sono la fiducia di persone che hanno deciso di mettersi in gioco, donando parte di se al giudizio degli altri. Li amo per la carta con cui vengono stampati, per l'odore che hanno appena vengono aperti. Non potrei mai e poi mai vivere in una casa senza libri; ne ho moltissimi nella mia stanza, ancora di più in casa mia - ho ripreso questo lato paro paro dalla mia mamma - ma sembrano sempre pochi. E' strano, lo so, ma non comprarli, non leggerli, non amarli oppure non odiarli, mi sembra un torto alla vita, quasi. Quando vedo le fotografie degli interni di case bellissime, mi chiedo sempre "e i libri dove stanno?". Oggi c'era una foto, su Vanity Fair, di una scrittrice all'interno della sua casa. Lei accoccolata sul divano, col pc portatile sulle gambe, circondata da una libreria carica di volumi ordinati. Tanti, belli, caldi.

Fra poco sarà il mio compleanno. Chi lo desidera, non avrà difficoltà a pensare a che cosa potermi regalare :)

giovedì, 27 novembre 2008,27/11/2008 11:05

Non avevo capito niente - Diego de Silva

Questo libro è stato per parecchi giorni sul comodino di mia mamma; alla fine l'ho scippato e l'ho letto io. In una settimana è scivolato via come l'olio, bello, semplice, diretto. Diego de Silva racconta le vicende di un avvocato, Vincenzo Malinconico, che non sa bene che cosa deve fare della sua vita. Lasciato dalla moglie per un architetto che sembra un fico - ma in realtà non lo è per niente - assolutamente insoddisfatto della sua carriera legale - con un figlio che non conosce e una figlia, non sua, che però sembra leggergli dentro, si ritrova a parlare con i mobili del suo studio e della sua casa - rigorosamente Ikea. Li chiama per nome, come noi faremmo con un cane. E alla fine è proprio l'amore, improvviso, incredibilmente insperato, per una donna a cambiare non tanto la sua vita, quanto la sua prospettiva. E allora capiamo che tutti noi siamo un pò Malinconico, e che all'improvviso, basta un bagliore, possiamo diventare (e vorremmo diventare) come Vincenzo. Un uomo che, non sa bene nemmeno lui come, riesce a prendere in mano la sua vita e a trasformarla. Nel piccolo, certo. Perchè i mobili Ikea rimangono. Le sue paure rimangono. Ma alla fine questo personaggio "eternamente scazzato" diventa una specie di eroe dei giorni nostri.

Un libro che consiglio. Davvero.

sabato, 08 novembre 2008,08/11/2008 19:34

Ho appena finito di leggere questo libro. Se il compito di un'opera letteraria è quello di far perdere un pò se stessi, per catapultarci in un altro mondo, allora questo libro può essere considerato un'opera letteraria.

Ho pianto, mi sono spaventata, ho sorriso, ho sperato, non ho capito. Insomma: mi sono immersa in un mare di emozioni e di ricordi che mi paiono una benedizione. E' un libro meraviglioso, avvincente, strano, pieno di coraggio e di malinconia. Un libro assoluto, che non può lasciare indifferenti. Un libro che se ti appassiona, è certo che non lo molli più. Ho letto l'ultima frase e mi sono detta... "Non è possibile..." In realtà... E' come se non ci fosse una parola fine...

martedì, 28 ottobre 2008,28/10/2008 15:46

Proprio questa mattina, sull'autobus, ho terminato questo libricino. Libricino perchè sono poche pagine, ma di una verità e di una semplicità quasi disarmanti. Mi è stato consigliato da un'amica. L'ho lasciato sedimentare nella libreria per qualche settimana e in un paio di giorni l'ho divorato.

Spiritoso, divertente, profondamente realistico. Le cose spesse volte sono decisamente più semplici di come appaiono: gli uomini si inventano mille scuse e le donne si fanno mille castelli per aria. Entrambi però non hanno il coraggio di dire semplicemente che... La verità è che non gli piaci abbastanza. Tosto, ma decisamente liberatorio.

 

venerdì, 25 maggio 2007,25/05/2007 09:44

Ho faticato parecchio per finirlo, ma proprio ieri ci sono riuscita. Si tratta di:

"Una vita da lettore" di Nick Honby

un libro per certi versi molto, molto interessante, ma decisamente faticoso per chi, come me, non è un conoscitore approfondito della letteratura moderna inglese e americana. Vengono infatti menzionati numerosissimi libri che - classici a parte - nessuno ha mai sentito nominare. La cosa assolutamente bella, però, sarebbe fare la prova: ossia andare in libreria e domandare di alcuni volumi di cui Nick appare assolutamente entusiasta nelle sue pagine. L'idea però di questo libro non è male: si tratta di una rubrica di letteratura che l'autore tiene su un giornale, il Believer, nel quale racconta che libri ha comprato, che libri ha effettivamente letto, e che contrasti ci sono con la dirigenza del giornale stesso. Adoro il modo in cui l'autore scrive, perchè ha una prosa elegante e scorrevole, ironica e mai noiosa. Ammetto che ho faticato a portarlo a termine, secondo me più perchè non è stato un buon periodo, piuttosto che perchè realmente il libro è stato difficoltoso. Infatti ultimamente sono andata avanti a passo spedito, trovandomi piacevolmente coinvolta.

 

sabato, 14 aprile 2007,14/04/2007 10:55

Ieri sera ho terminato questo libro. Ci ho messo parecchio a leggerlo, ma la verità è che mi ha appassionato a tal punto che non volevo terminarlo. Un unico commento mi viene in mente: bellissimo. Ti tiene proprio ancorato alle pagine, che sfogli e assapori con calma perchè quando ne termini una pensi che sia una in meno alla fine.

Descrive in maniera sublime una Barcellona che se non si è vista ti rimane nel cuore e ti fa decidere di andarci quanto prima. La sotria, i personaggi, il modo di scrivere e di snodare gli eventi sono tutti elementi che rendono queste pagine meravigliose. Credo che sia uno dei libri più belli che ho letto ultimamente, e che consiglio. Decisamente, vivamente. E' per l'atmosfera che crea, verso dopo verso, per l'aria fumosa e lievemente noir su cui si snodano personaggi, emozioni, vicende e colpi di scena. Ti fa venire voglia di essere lo scrittore, l'interprete, il correttore di bozze, perchè senti anche in minima parte di voler contribuire a questo meraviglioso risultato.

Assolutamente un libro da non perdere.

giovedì, 22 marzo 2007,22/03/2007 11:12

Ebbene si. Anche io sono "caduta" nella rete di Federico Moccia, e si, ne sono stata rapita. Ho sempre pensato che prima di criticare qualunque cosa fosse necessario conoscerla, e quindi mi sono lasciata convincere dalla mia Vale a leggere questo papicchione. L'ho finito in meno di 24 ore. E ditemi quello che volete, ma sono rimasta assolutamente travolta da questa storia. Semplice, immediata, irreale sotto alcuni punti di vista, ma capace di comunicarti il sogno. Non è tanto il modo in cui è scritto, perchè non è un capolavoro della letteratura italiana. Non è nemmeno la caratterizzazione dei personaggi, e di certo a Moccia non andrà il nobel per la letteratura. Ma è l'atmosfera che crea, la capacità di regalare ai lettori un sogno vero, tangibile. Perchè diciamoci la verità: tutti vorremmo, almeno una volta nella vita, incontrare un uomo come l'Alessandro che Moccia ci descrive. Uno che non è intoccabile, che è vero perchè è fragile, pieno di dubbi e di insicurezze, ma coraggioso allo stesso tempo perchè accetta di vivere questa strana storia d'amore.

E' un libro che consiglio, perchè tutti abbiamo bisogno di evadere dalla quotidianità, e credo che questo sia un modo bello, legittimo e assolutamente vero per credere ancora ai sogni.

martedì, 13 febbraio 2007,13/02/2007 13:38

La mia Vale mi ha domandato come mai io legga tutti questi libri un pò particolari. Il fatto è che girano per casa mia, e quindi non posso non leggerli, appassionarmici, dire a mia mamma (accanita lettrice) se anche a me siano piaciuti o meno. Ieri sera non riuscendo ad addormentarmi, ho deciso di finirlo, sebbene mi mancassero, a onor del vero, solo poche pagine.
Che dire? Bellissimo. Bella la storia, sebbene non sia travolgente nella sua originalità. Forse è proprio questo a rendere il libro affascinante e magnetico, perchè una storia come quella narrata, in fondo, potrebbe capitare a ciascuno di noi. E ciascuno di noi potrebbe ritrovarsi perduto senza essersi reso conto di come ha fatto. Ci si guarda allo specchio, rendendosi conto che non ci si conosce più. Si guardano le proprie scelte, e alla luce di ciò che si è stati... Ci si domanda chi siamo. Francesco e Giorgio potremmo essere noi. Non è un libro "facile", non sono pagine che scivolano addosso; la trama si infittisce senza che noi ce ne accorgiamo, ritrovandoci invischiati, probabilmente, in qualche cosa di più grande di noi, esattamente come Francesco. O come Giorgio. Un libro che prima di regalare consiglio di leggere, non per il dubbio che possa non piacere, ma perchè secondo me... Non si può lasciarlo sfuggire così... Davvero bello; onorata di essere italiana, dopo averlo letto.

venerdì, 26 gennaio 2007,26/01/2007 09:58

E così ieri sera ho terminato di leggere questo libro. Duro, profondo, intenso, violento, appassionato, dissacrante, ai limiti del blasfemo, potente nella sua scrittura immediata e che colpisce violenta come un pugno allo stomaco. Ognuno di noi è ognuno di quei personaggi che sembrano sempre senza speranza, senza riscatto, senza possibilità di dignità personale. In un clima a tratti surreale si snodano le vicende di un paesino che potrebbe essere in qualunque parte di Italia. Ma che potrebbe essere il paese del proprio cuore. Vicende che potrebbero sembrare assurde, ma che sono tremendamente reali.

Perchè ognuno dei personaggi desidera una vita migliore, ma non sa come conquistarla, senza passare attraverso la strada che inevitabilmente lo porterà nell'unica direzione possibile.

Un libro assolutamente bello, da regalare, da leggere, da non farsi scappare insomma.

mercoledì, 17 gennaio 2007,17/01/2007 15:13

Ieri sera ho finito di leggere questo libro. Intenso, stranissimo, scritto bene. non so ancora dire che cosa mi abbia lasciato perchè ci sto pensando su. Parla di ricordi, di emozioni, di amicizia e di famiglia. Di un padre diviso a metà, di un figlio che ricerca la sua identità, di un amico fedele oltre ogni immaginazione. Parla di aquiloni, di colline, di città lontane. Parla di vita e mi è piaciuto proprio per questo. Parla di occhi e di mani, di coraggio, di follia, ma anche di paura, di inadeguatezza.

In questo periodo, come certo avrete capito, mi sto riappassionando alla lettura, senza la quale ho capito di non poter stare. E mi sento meglio da quando è così.

mercoledì, 03 gennaio 2007,03/01/2007 13:34

Un paio di giorni fa ho terminato di leggere questo libro, regalatomi da un'adorabile amica milano-bolognese che è una delle più belle scoperte di questo 2006 appena terminato. Ultimamente sto riscoprendo (è oltre un anno, direi) la passione per la lettura, che non è che fosse scomparsa, ma avevo dato peso ad altre cose, che mi sembrava fossero più importanti. Complici le vacanze, invece, ho fatto una scorpacciata di pagine, alcune belle altre meno belle. Questo libro appena terminato è stato piacevole, divertente, leggero e molto carino. Un libro senza molte pretese, ma assolutamente vero (e per certi versi istruttivo :P).

Non è un capolavoro della letteratura mondiale, ma sono convinta che ogni tanto ci voglia qualche cosa di leggero che liberi la mente da pensieri occultamente negativi e complicati. Nella vita ci vuole anche un pò di frivola leggerezza, e queste pagine ne sono un bellissimo esempio lampante. Grazie alla persona che me lo ha regalato, e se volete fare un regalo ad una persona che ha il cuore in subbuglio e voglia di sorridere... Bhè, è decisamente azzeccatissimo!

mercoledì, 27 dicembre 2006,27/12/2006 10:12

Ieri mio padre è partito per l'Africa. In assoluto anticipo sulla tabella di marcia, a mezzogiorno e venti lui e don giampiero hanno preso il volo che li porterà, questa mattina, a Maputo. Questa sera, mio padre insieme a mio zio riprenderanno un nuovo volo che domani li porterà a Roma. E la vita della mia famiglia cambierà di nuovo, avendo un nuovo ospite, non si sa fino a quando. Eccolo il dono di questo Natale, eccolo quel Gesù che nasce nelle nostre vite, eccola l'accoglienza che ognuno di noi dovrebbe mettere in pratica nella propria vita. Ancora una nuova rivoluzione nella mia famiglia, ancora un cambio di programma, ancora qualche cosa che stravolge i programmi.

Nel frattempo, qualche certezza ancora rimane, alla quale potersi ancorare. Ho terminato proprio due giorni fa il libro di Giorgio Faletti, "Fuori da un evidente destino".

Devo dire che non mi ha esaltato come il precedente, che ho trovato assolutamente nuovo e incredibilmente ben scritto. Sicuramente mi sono ripresa dalla porcata che ha preceduto questo romanzo, dalla quale fatico ancora a riprendermi. Però sono sicura che Faletti possa fare di meglio... Insomma: la storia è un pò scontata, specie nel finale che non ha riservato grossi colpi di scena. C'è però da dire che è ben scritto, con uno stile che scorre e che non è mai pesante. Se lo consiglierei? Bhè, non è un capolavoro della letteratura, questo è certo, ma si legge piacevolmente, ed ogni tanto qualche cosa di semplice e di poco impegnativo è assolutamente necessario per ricaricare il cervello.

Cose da fare oggi?
- Tecnico di Sky (regalo che ho fatto alla mia mamma e al mio papà per Natale)
- Banca
- Posta
- Orologiaio (perchè non fanno gli orologi con i cinturini piccoli?)
- Finire il sito

P.S.
Mio papà e don Giampiero sono appena arrivati a Maputo... E il 50% è fatto.

martedì, 05 dicembre 2006,05/12/2006 14:12

Dunque... questo libro lo sto leggendo da parecchio tempo e sono onesta: non riesco a finirlo. Lo finirò, lo so che ce la farò, ma è uno dei libri più noiosi e mal scritti che abbia letto negli ultimi anni. Sono a pagina 350, e la storia ancora non mi è del tutto chiara. Finire un libro è anche una sfida personale, e questa la voglio vincere... Alla fine comincerò a divorare pagine su pagine pur di arrivare al termine di questa vicenda che sembra la copia mal scritta del "Codice da Vinci", più per dire a me stessa di avercela fatta che per reale interesse.

No.. non è solo per questo che scrivo. Ma scrivo perchè oggi Roma è bellissima: non fa affatto freddo, c'è un sole che ti avvolge e ti riscalda. Un cielo azzurro che ferisce gli occhi. In tutto questo ieri mi sono fatta un regalo: l'ultimo cd di Cesare Cremonini. Mi mette di buon umore, mi rende felice vedere qualcuno che ama il suo lavoro e ci crede davvero. Fa bene alla vita, e ti fa vedere il mondo migliore di quello che è. E' stato uno dei pochi regali che mi sono fatta, ma sono contenta. Si. Ieri sera, nonostante mal di testa lancinante, sono andata alle prove, visto che il 15 Dicembre si avvicina e lo spettacolo sarà in un teatro vero. Sono andate bene. Il nostro nuovo acquisto, un ragazzo che ancora non ho capito se sia simpatico o meno, ma pare proprio di si, dice che ho una bella voce (diavolo, se non lo avesse creduto non lo avrebbe detto, giusto?). Questa mattina vedo il mondo in positivo. Oggi niente lacrime, e va bene così.